Pacman XII – A-A-I Vol. 3: Banshee

Dopo “Divide et impera” e “Poltergeist”, ecco “Banshee”, terzo EP del progetto “Ambula ab intra”, una sorta di percorso di autoanalisi nel quale Pacman XII parte da dentro sé per capire cosa gli accade attorno. Più facile e, soprattutto, piacevole da ascoltare che da spiegare questo lavoro che, rispetto ai due precedenti, è più lungo e articolato – otto tracce per quasi venticinque minuti complessivi rispetto alle tre/quattro dei suddetti – nonché vario e riuscito sul fronte delle strumentali, con produzioni che spaziano agilmente dal Rapcore alla Trap e ben sintetizzano l’eterogeneo background musicale del rapper romano.

“Banshee” pare essere composto di due atti: un primo blocco di sei brani dal sound potente e analogico, con chitarra, basso e batteria a pestare duro e cattivo; il passaggio al secondo segmento è sfumato ma comunque netto e deciso, con le sonorità che migrano in territori più standard, tra Hip-Hop dal timbro classico e atmosfere più sintetiche e attuali, fatto salvo per la conclusiva “Transierunt”, commiato cupo, melmoso e coinvolgente, oltreché pezzo bomba del lotto assieme a “Seiseisei”.

Nell’insieme, lo sguardo di Pacman XII si sposta senza soluzione di continuità dalle proprie storie e paranoie a quel che vive nel quotidiano. Sul lato personale, la prematura perdita del padre ha segnato profondamente l’mc, come stato d’animo (<<e dopo cambia tutto e vedo solo luoghi bui/dovete farvi forza, ma il sole è senza scorza se non c’è più lui/…/non sono mai stato un pilota, ma ho il paracadute/e impari che sei un po’ più grande in base a come cadi/e cerco ancora di chiamarti quando perdo il fiato/perché non ho imparato bene come fare il figlio/il cellulare squilla a vuoto, poi risponde un robot/e mi ricordo fra le lacrime che non sei qui, no>> – la già citata “Transierunt”) e come approccio verso gli altri (da “ACDO”: <<sbaglio, sbaglio, quanto sbaglio/dammi quello che mi spetta oggi/oppure stai più attenta quando abbaio/faccio il cuore in tante strisce/tanto un male vale l’altro/parlo, piango e non reagisce/non mi importa mai di un cazzo>>; a “Fragole”: <<hai preso il peggio di quello che avevo perché mi hai insegnato come farne oro/ehi, ogni scheggia che levo dal petto la tengo per farne tesoro/scavo ora che sbraito, che cazzo c’è?/Ora che sai com’è l’altro me/sa più di merda che di fragole>>).

Sul versante musicale, poi, Paco non le manda certo a dire a una scena outfit oriented (<<pensi soltanto a che metterti/io faccio fatica a capirlo/o sto troppo fatto per reggerti/mi fermo alla fine del filtro/non trovo il coraggio per chiederti/se sei il risultato di un trip/o fai per contratto o per debiti>>“Plz bro”) e dal facile copia/incolla (<<tiritera, tiritera, fanno la solita tiritera/spacco, sparo, spaccio, spendo e spando/storie inventate di vita vera/tiritera, tiritera, fanno la solita tiritera/spacco, sparo, spaccio, spendo e spando/soldi, scopo, blunt e si ripete>>“Tiritera”).

A questo svilimento generalizzato, il Nostro contrappone le proprie esigenze (<<rimo per fame, fate il conto e date a me le mance/scrivo per conto degli eretici e le mele marce/ascolto in botta di antiemetici e apro belle tracce/io non mi accosto a questa scena neanche se mi piange/…/mi inculco l’autostima a grammi sani/traccio il punto e patti chiari/dai la vita al culto oppure dacci i mali/non vedo molto tranne troll e contratti di troppo/vi vendono la merda Pop in formato ridotto>> – “Seiseisei”) e un’identità artistica precisa (<<non copio Shady né Busta Rhymes/non voglio Chevy né faccia in RAI/non vuoi problemi?/Fra lascia il mic/io vegan con semi e la pasta al mais/droppo fra, lancio discobolo/fuoco bra, sgancio di molotov/porto chi sono bro, un pacco di suono/poi blunt ed un pasto di comodo>>“Mettine un po’”).

Insomma, “Banshee” scorre via benone, sebbene non sia un disco facilissimo, con un ventaglio sonoro clamorosamente ampio e testi introspettivi, non sempre lineari – nel caso specifico il termine è da intendersi in chiave positiva – e dunque non così immediati nella fase di messa a fuoco e metabolizzazione. Ciononostante, ripeto, gira compatto e gradevole all’orecchio, dalla prima all’ultima traccia come dal primo all’ennesimo ascolto. Ben fatto.

Tracklist

Pacman XII – A-A-I Vol. 3: Banshee (Do Your Thang Records 2019)

  1. Mudra
  2. Plz bro
  3. Seiseisei
  4. Il male
  5. Predator
  6. ACDO
  7. Mettine un po’
  8. Tiritera
  9. Tabaccai
  10. Fragole
  11. Transierunt

Beatz

  • Bandar-log: 1
  • Alan Beez: 2, 5
  • BRBK: 3, 6, 11
  • Depha Beat: 4, 7
  • Grindalf: 8, 9, 10

Scratch

  • Alan Beez: 5
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Gabriele Bacchilega

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