Oh No – The Disrupt

Voto: 4 +

Eh sì, a volte essere figli d’arte è davvero complicato… Prendiamo il caso di Oh No: figlio del jazzista Otis Jackson, condivide una parentela stretta con un certo Madlib (è suo fratello minore); come se non bastassero i continui paragoni col più celebre fratello, il poveretto deve fare i conti anche col suo stesso nome, che all’anagrafe risulta essere Michael Jackson… Ebbene, questo ragazzo di Oxnard, che non ha nulla a che fare con l’ex re del Pop, ha tutte le carte in regola per uscire dall’ingombrante alone dell’iperattivo fratello maggiore e ritagliarsi un posto tutto suo all’interno del roster Stones Throw e di quella parte della scena west coast esule da G-Funk e gangsterismi vari.

Niente di meglio di un intero album per dimostrare che Oh No non brilli certo di luce riflessa, anche quando si fa aiutare dal fratellone: in “The Disrupt” sei tracce sono infatti prodotte da Madlib (tra cui l’ipnotica rivitalizzazione di “Stomp That” e “Chosen One”, intrisa di richiami d’Oriente). Ma stavolta non è il caso di spendere troppe parole per il nome di punta della Stones Throw, né per J Dilla, che offre la sua personale interpretazione della “Toccata e fuga” di Bach (!) in quella mezza genialata di “Move”; la scena è infatti tutta per Oh No e il ragazzo sa tenerla in modo convincente per un’oretta buona, intrattenendo l’ascoltatore con liriche non troppo dispersive o povere di sostanza (esempio: lo storytelling di “Seventeen” o le riflessioni di “Every Section”) e soluzioni musicali davvero interessanti.

“The Disrupt” alterna con gusto momenti tranquilli (e anche raffinati, come “Getaway” o la bellissima “I Can’t Help Myself”, che vede la partecipazione della soulsinger Stacy Epps) ad altri più concitati (“Break” o “WTF”). La parte più interessante dell’album è proprio quella centrale, che racchiude, tra gli altri pezzi, anche l’assurdo singolo “The Ride”, dove Oh No, in compagnia di MED, rende il suo appassionato omaggio ai vecchi videogame (sentite che suoni s’è andato a cercare!). Se poi siete così fortunati da reperire la prima stampa del CD, vi beccate anche due bonus parecchio sfiziosi, tra cui il Funk latino di “Chump”.

Con “The Disrupt”, Oh No mette in piedi un disco intrigante e gradevolmente speziato, affermando con carattere la propria individualità, non solo come produttore ma anche come mc di un certo livello. E’ un fatto di famiglia.

Tracklist

Oh No – The Disrupt (Stones Throw Records 2004)

  1. I’m Here (Intro)
  2. Right Now
  3. Move [Feat. Roc C]
  4. Perceptions
  5. Stomp That, V.2 [Feat. Wildchild]
  6. Seventeen
  7. Break/Game Interlude [Feat. Lil Mike, Matt and Marcuss]
  8. The Ride [Feat. MED aka Medaphoar]
  9. Getaway [Feat. Aloe Blacc]
  10. I Can’t Help Myself [Feat. Stacy Epps]
  11. Every Section [Feat. Cornbread]
  12. WTF [Feat. Wildchild]
  13. My Aggin/Kan Zulu Call Interlude
  14. Take Another (Blunted Conversations)
  15. Green Tree [Feat. Dudley Perkins]
  16. Chosen One
  17. On My Way/Chump (Bonus Track 1st Pressing)/Disrupt Massacre (Bonus Track 1st Pressing)

Beatz

  • Oh No: 1, 4, 6, 7a, 7b, 8, 9, 10, 13b, 15, 17
  • Madlib: 2, 5, 11, 12, 13, 16
  • J Dilla: 3
  • Kan Kick: 14

Scratch

All scratches by Dj Romes

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