Observe Since ’98 – Le Dernier Royaume

Voto: 4 –

Per quanto la musica sia fedele compagna di vita, accade di infrangersi periodicamente contro un muro: in assenza di novità rilevanti, si tende spesso a spolverare il passato per superare l’impasse, ma a volte anche le vecchie glorie faticano a riaccendere davvero la sacra miccia. La curiosità viene allora stuzzicata dal metodico viaggio in giro per la rete presso i pochi siti specializzati che ancora hanno a cuore questa Cultura, in cerca di tesori celati da dissotterrare e che conducono a scoperte talvolta sorprendenti. Accade così di fare la conoscenza di artisti come Observe Since ’98, beatmaker proveniente dalla non propriamente fervente scena Hip-Hop di Madison, Wisconsin, luogo che la nostra mente abituata allo sport abbina sistematicamente all’omonima università, a quei Badgers che riempiono gli spalti del Camp Randall Stadium anche nelle rigidità invernali della stagione del football, oppure il Kohl Center quando a scendere in campo, da novembre fino ai primi segnali della primavera, è la squadra di basket.

Firmatario di diversi beat tape e, conseguentemente, di progetti ispirati dall’immaginario personaggio di Savage, spesso raffigurato in copertina e iconograficamente distinguibile per il passamontagna rosso, Observe ha alle spalle trascorsi comuni a tanti altri colleghi speranzosi di emergere, ovvero numerosi tentativi di farsi largo a livello nazionale con un profilo indipendente, in primis rappresentato dall’immediata fondazione della sua personale etichetta, Loretta Records. Un viaggio di alti e bassi passato anche da una lunga pausa causata dalla comprensibile assenza di prospettiva, fino a giungere a un ritorno di fiamma ancora oggi vivo e ben alimentato.

Le Dernier Royaume“, sul quale siamo incappati totalmente per caso scorrendo una delle tante liste commemorative del 2021, usciva il primo giorno di quell’anno arricchendo un’attività fervente, solidificando un piano di marketing che ha visto il produttore dedicare uno specifico settore musicale a ciascuno dei cinque lavori pubblicati dal 2018 fino a oggi. Come intuibile, in questa casistica specifica Observe si è dedicato al diggin’ francese, selezionando vinili non più giovani di quattro decadi e scovando vere e proprie delizie – che è tra gli obiettivi del beatmaking, ça va sans dire. Ma una materia prima di ottima qualità sarebbe risultata inutile se priva di un esecutore in grado di cucinare e insaporire ad arte; e qui, per quanto il nome del protagonista viaggi nel quasi anonimato, c’è da dire che le potenzialità corrispondano a un vero e proprio masterchef del sampling. Difatti, l’aspetto musicale del progetto è preponderante nei confronti della selezione di rapper in gran parte sconosciuti proposta dalla scaletta, pertanto non è difficile riconoscere che l’originalità della ricerca e la propensione al taglio e cucito di classe evidenzino un talento compositivo di fine palato.

L’istinto è ben delineato, predilige l’utilizzo di strumentazione ricca di melodie con frequente presenza di loop cantati, le sezioni ritmiche sono vellutate, rotonde, colpiscono con delicata precisione assecondando la notevole varietà di sample proposti, modalità costruttiva che mantiene un fascino tale al punto che la qualità dei brani e la sopraffina costruzione di semplici intermezzi non conosce alcuna distinzione. Chiaro poi che, seppur di producer album si parli, la valutazione complessiva debba includere pure la performance di ciascuno dei rapper, equamente suddivisibili tra chi il mestiere sa farlo – e non parliamo necessariamente dei nomi più noti – e chi non riesce a distinguersi nel traboccante charme delle produzioni.

Ascoltare veterani come Planet Asia e Midaz The Beast sopra un accattivante loop di sassofono non è il solo godimento proposto da “Fly Beret”, c’è da riportare nel taccuino la tessitura di assonanze, rime doppie e combacianti in differenti posizioni della barra per sottolineare anche il talento del sorprendente Jamil Honesty. “Narcissus” è affidata al solo Napoleon The Legend, il quale esibisce dizione, ottimale tenuta della metrica e una padronanza sicura del flow in un’atmosfera nebbiosa, dalla quale si stagliano le vibrazioni di una chitarra suonata dal vivo. Il crime Rap che sorregge l’impianto tematico di “John The Baptist” vive della sintonia sprigionata dai tre protagonisti al microfono, un senso di allineamento che ben figura all’interno dell’ennesimo beat entusiasmante, fabbricato sul perfetto combaciare di due porzioni dello stesso sample.

Se i beat sono tutti di pregevole fattura, non sempre il sostegno lirico è però adeguato allo scopo. “Third Eye” ne è un esempio eclatante, col suo gradevole equilibrio tra il cantato, un pianoforte e la morbida sezione ritmica, contesto nel quale la voce piatta e inespressiva di Freddy Stone non è in grado di dare sostanza a una strofa molto breve, idem per “20.000 Leagues” che, con quella chitarra così impolverata e quella batteria così soffice, grida vendetta per non essere finita dritta tra le mani di Rae e Ghost, che ne avrebbero ricavato certo altre sorti. In altri casi è invece necessario attendere l’ingresso di un particolare interprete per migliorare istantaneamente le sorti del brano: accade in “Conspiracies”, elevata al quadrato dal sopraggiungere di Knowledge The Pirate, o dalla vivacità di un Ankhlejohn che scuote “Ancient Degreez” con forza, donando vigore al gustoso allaccio tra sample vocali che tanto ricorda Roc Marciano, tanto che la sezione ritmica potrebbe benissimo essere sottratta senza incidere sull’indubbio valore del beat. E, a giudicare da adlib e rumorini di sottofondo, c’è da scommettere che Griselda abbia già cominciato a influenzare le nuove generazioni, seppure Monday Night e Ru$h vadano a espletare un’esibizione racchiusa solo nella media per una “Clyde Drexler” che dimostra le infinite risorse del campionatore, andando a pescare la sua struttura dalle riconoscibili e deliziose note della versione sans bidet di “Woman In Love” di Barbra Streisand.

“Le Dernier Royaume” è facilmente ascrivibile come punta di diamante di una discografia tutta da scoprire, firmata da un produttore che, dopo una tale dimostrazione di capacità, merita davvero di veder diradare in tutta fretta la coltre di anonimia in cui è stato sinora avvolto, con l’augurio che quest’ottimo lavoro possa dirigerlo verso meritate collaborazioni di prestigio.

Tracklist

Observe Since ’98 – Le Dernier Royaume (Loretta Records 2021)

  1. Prelude (Intro) [Feat. Croco Mort]
  2. Conspiracies [Feat. Jay NiCE and Knowledge The Pirate]
  3. Fly Beret [Feat. Jamil Honesty, Planet Asia and Midaz The Beast]
  4. 20.000 Leagues [Feat. Juga-Naut and Unorthodocks]
  5. Third Eye [Feat. Freddy Stone]
  6. Ancient Degreez [Feat. All Hail YT, Chris Skillz and Ankhlejohn]
  7. La Haine De Toi (Interlude)
  8. Clyde Drexler [Feat. Monday Night and Ru$h]
  9. Dirty Work [Feat. MAV and Pounds]
  10. Narcissus (Deuce Ellis Remix) [Feat. Napoleon Da Legend]
  11. John The Baptist [Feat. Mark 4ord, Bubu The Prince and Kahlee]
  12. La Fin (Outro)

Beatz

All tracks produced by Observe Since ’98 except track #10 by Observe Since ’98 and Deuce Ellis

Scratch

  • Dj Dolo76: 3
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