Nas – The Lost Tapes II

Voto: 3 – –

Nas ha sempre conservato parte delle sue perle più brillanti all’esterno dei propri forzieri. Dalle bombe fuori catalogo – “Silent Murder”, incastrata (inizialmente) solo sui nastri di “It Was Written”; “Thief’s Theme” e “Nasty”, relegate al ruolo di tracce bonus su “Street’s Disciple” e “Life Is Good”; “Star Wars”, emersa dall’oscurità in occasione del decennale di “Illmatic” – fino a quel “The Lost Tapes” che, da subito, è divenuto giustamente motivo di culto tra i fan. Annunciato inizialmente per il 2003, il secondo volume perduto ha ben presto assunto i tratti di uno di quei Graal che sembravano destinati a sopravvivere solo nel vento dei passaparola. E, oltre quindici anni dopo quel momento, possiamo dire che quello sarebbe stato forse l’epilogo migliore  di questa storia.

In questo lungo intervallo, il tanto atteso The Lost Tapes II ha acquisito svariate forme nella mente di chi l’ha atteso, sperando di trovarci quella piuttosto che quell’altra chicca (confezionate finalmente ad hoc): la provocatoria “Death Anniversary”; “Serious” con AZ, una gemella malevola di “Life’s A  Bitch”; la versione originale di “Disciple”, sui colori di Billy Joel e Dj Polo; la versione completa di “The Scientist”; la sconosciuta “Colors” (solo accennata in un breve video delle sessioni di “Untitled”); o ancora “Amongst Kings”, già persa nelle sabbie del primo lost tape. Ovviamente mescolate a una manciata di gemme del tutto inedite. Non è andata così, però.

Al netto dell’ingombrante eredità del primo capitolo, a tradire le aspettative non è solo la mancanza d’ispirazione che spesso traspare dalle strofe di Nas, quanto il rendersi conto di essere all’ascolto di una raccolta compilata di bozze già pubblicate nella loro versione migliore anni fa. Beautiful Life ne è forse l’esempio più chiaro. E, nonostante la performance degna di nota (sulle vibrazioni positive di No I.D.), alla fine si rivela essere una “Bye Baby” che non ha saputo crederci fino alla fine. In altre occasioni sono invece le scelte d’interpretazione a pagare dazio, come il grossolano calpestare con gli scarponi sporchi di fango l’elegante tappeto intessuto da Alchemist nel ritornello di It Never Ends, buttando lì una citazione di Biggie senza ricucinare un minimo il concetto. Dietro la lavagna troviamo altresì “Jarreau Of Rap (Skatt Attack)”, che è di certo meritevole nelle intenzioni e tuttavia (anche dopo numerosi ascolti) fallisce l’operazione alla “Bridging The Gap”.

Dagli archivi viene rispolverato anche l’antico asse tra Queens e Mount Vernon, che si presenta in chiaroscuro. Pete Rock fa tutto bene in entrambe le occasioni: The Art Of It butta nel cilindro l’iconica “Uptown Anthem” dei Naughty By Nature e quella “Our Generation” che già fu la colonna vertebrale di “Straighten It Out”, l’insieme delle strofe però non permette alla magia di compiersi; con Queensbridge Politics le cose vanno per fortuna decisamente meglio. Pete ci mette il pianoforte, Nas intinge il pennino in un inchiostro d’annata con dedica al defunto Prodigy (<<on behalf of me and Queens and all of the G’s/Bandana P will always stand as tall as the trees/first things first, this should be understood/Queensbridge, just ain’t any other hood/it’s music, legacy is incredibly high pedigree>>) e l’eleganza dell’Hip-Hop si compie.

Anche in presenza di RZA – che produce Tanasia e Highly Favored – le rime di Nas presentano livelli di fosforo all’altezza della situazione. Ciò tuttavia non accade spesso nella tracklist e dunque ci si ritrova a dover fare i conti con veri e propri sprechi. Ovvero pezzi come Queens Wolf e No Bad Energy, che avrebbero potuto diventare qualcosa e che invece difficilmente si salveranno dall’oblio della dimenticanza. Il contorno di questo “The Lost Tapes II” si può così tracciare attorno a un unico quesito: se per il primo volume era infatti del tutto lecito chiedersi perché mai questi pezzi sono stati esclusi dai rispettivi album d’origine?, nel secondo la stessa domanda diventa meramente retorica.

Tracklist

Nas – The Lost Tapes II (Mass Appeal Records/Def Jam Records 2019)

  1. No Bad Energy
  2. Vernon Family
  3. Jarreau Of Rap (Skatt Attack) [Feat. Al Jarreau and Keyon Harrold]
  4. Lost Freestyle
  5. Tanasia
  6. Royalty [Feat. RaVaughn]
  7. Who Are You [Feat. David Ranier]
  8. Adult Film [Feat. Swizz Beatz]
  9. War Against Love
  10. The Art Of It [Feat. J. Myers]
  11. Highly Favored
  12. Queens Woolf
  13. It Never Ends
  14. You Mean The World To Me
  15. Queensbridge Politics
  16. Beautiful Life [Feat. RaVaughn]

Beatz

  • AraabMuzik and Swizz Beatz: 1
  • Pharrell Williams: 2
  • Xharlie Black and Eddie Cole: 3
  • Statik Selektah: 4
  • The RZA: 5, 11
  • Hit-Boy: 6
  • Eric Hudson: 7
  • Swizz Beatz: 8
  • Dj Dahi and Dj Khalil: 9
  • Pete Rock: 10, 15
  • Dj Toomp: 12
  • The Alchemist: 13
  • Kanye West: 14
  • No I.D.: 16
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