Nas – God’s Son

Voto: 4 +

Unire sacro e profano deve essere diventata una moda. Prima Noreaga si autodefinisce il favorito di Dio, poi arriva Nas che, senza pensarci troppo, si spaccia addirittura per suo figlio… E’ appunto questo il titolo del suo sesto album solista, che esce a relativamente poca distanza dal precedente “Stillmatic”, disco che (fortunatamente per lui e per noi) aveva redento il Nostro dai precedenti passi falsi, in particolare quelli di “Nastradamus”.

La ventata d’aria fresca e il desiderio di tornare alle radici che caratterizzavano “Stillmatic” si confermano in “God’s Son”, con Nas che, su una selezione di strumentali abbastanza minimali, sfoggia il flow e le rime potenti alle quali ci aveva abituato. A parte “Made U Look”, una vera e propria bomba a mano, non abbiamo però brani cattivi o tirati; al contrario, l’atmosfera del disco si presenta abbastanza pacata, ricca di beat che trasmettono le giuste vibrazioni e scandiscono come meglio non potrebbero le strofe del rapper. L’introduttiva “Get Down”, ad esempio, è co-prodotta dallo stesso Nas e coinvolge subito l’ascoltatore; “Hey Nas” e “Book Of Rhymes” hanno invece un’andatura molto tranquilla, la prima anche grazie alla dolcezza delle voci di Kelis e Claudette Ortiz, la seconda per merito di Alchemist.

Molto toccante l’omaggio a 2Pac nella stupenda “Thugz Mansion” (contenuta anche in “Better Dayz”): qualche semplice nota di chitarra e i due mc’s che si scambiano – virtualmente – i microfoni. Torna Alchemist in “Mastermind” e in “Revolutionary Warfare”, per due basi molto originali e diverse tra loro: la prima è più pesa, la seconda è abbastanza easy. Originale anche il lavoro di Chucky Thompson in “Dance”, a conferma dell’anima variegata e mai troppo agguerrita di “God’s Son”, che complessivamente segna un passo importante e a suo modo coraggioso nella carriera di Nas, distante dalle cannonate di un tempo e tuttavia in forma e a suo agio sul sound selezionato come non sempre gli è capitato negli ultimi anni.

Non vi deluderà; e, anzi, vi sorprenderà positivamente per il mood così diverso dal solito.

Tracklist

Nas – God’s Son (Columbia Records 2002)

  1. Get Down
  2. The Cross
  3. Made U Look
  4. Last Real Nigga Alive
  5. Zone Out [Feat. Bravehearts]
  6. Hey Nas [Feat. Keils and Claudette Ortiz]
  7. I Can
  8. Book Of Rhymes
  9. Thugz Mansion (N.Y.) [Feat. 2Pac and J. Phoenix]
  10. Mastermind
  11. Warrior Song [Feat. Alicia Keys]
  12. Revolutionary Warfare [Feat. Lake]
  13. Dance
  14. Heaven

Beatz

  • Nas and Salaam Remi: 1
  • Eminem: 2
  • Salaam Remi: 3, 5, 6, 7
  • Ron Browz: 4
  • The Alchemist: 8, 10, 12
  • Claudio Cueni and Michael Herring: 9
  • Alicia Keys: 11
  • Chucky Thompson: 13
  • Agile: 14
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