Mickey Diamond and Big Ghost Ltd – Gucci Ghost/Gucci Ghost 2

Voto: 4 –

Stilare classifiche, attività che spesso si traduce in un arbitrario gioco di esclusioni, mi mette a disagio. E infatti, consapevolmente, nel nostro recap del 2022 mancava qualcosa; o meglio, mancava qualcuno. Rimedio in parte qui, trascorsa qualche settimana e quindi in tempo per una segnalazione bonus, un post scriptum: The Umbrella Collective. Un’altra di quelle realtà indipendenti che, oramai da diversi anni, si muove sul filo della bulimia, inondando il mercato underground con un numero di uscite cui è oggettivamente difficile star dietro, se non altro per la consistente numerosità dei suoi tesserati: Pro Dillinger e Snotty sono i due decani, a loro si affiancano presto John Creasy, Josiah The Gift, Big Trip, Jay Royale, Substance810, Rob Deniro, Allah Preme, Mvck Nyce e via a seguire, giungendo a un plotone di oltre dieci rapper, una seconda linea di produttori, più un’ulteriore schiera di collaboratori ricorrenti. Fatta la premessa, veniamo al protagonista della recensione: Mickey Diamond, originario di Detroit, nell’ultimo biennio è andato in doppia cifra, firmando tra l’altro la serie “Bangkok Dangerous”, l’ottimo “No Liquor Before 12”, “Sting Vs. Flair” col compagno d’armi Dillinger e – ce ne occupiamo qui – una coppia di uscite con Big Ghost Ltd; senza fermarsi, giacché il 2023 è cominciato subito con “Oroku Saki”!

Due i volumi pubblicati di “Gucci Ghost”, uno a inizio dicembre, l’altro tre settimane dopo, dieci brani per tracklist, solo quattro corredati da featuring, durate identiche, Dj Swab ai piatti in entrambi; doppio, sì, ma che sia un progetto unitario è fin troppo chiaro. L’innesco – a onor del vero un filino abusato – è l’omicidio di Maurizio Gucci, citato fin dall’intro con degli estratti da notiziari (anche in italiano); da lì un canovaccio abbastanza canonico, tra autocelebrazione, esibizioni di forza e – senza eccessi di sorta – riferimenti a una realtà non sempre agevole. Fulcro dell’operazione rimane dunque l’intrattenimento e la scalata di una scena che è tornata ad apparire affollata, ragione sufficiente per impostare la prova su muscoli e performance, potendo contare su una solida tecnica (ci piace l’accoppiamento di rime all’interno del verso, tra le altre cose) e una timbrica possente, che non passa certo inosservata – un mix tra le voci di R.A. The Rugged Man e Guilty Simpson. <<My wordplay stunning, Stone Cold Steve Austin/put your physical form in a cold cheap coffin>> (“The Invisible Man”): l’altro pilastro del Rap di Mickey è l’ego, esibito con discreta generosità e per nulla fuori luogo quando le barre successive comprendono incastri gustosi come <<my partner stashed a brick in his Trans Am fender/broke it down in a blender, he a four time offender/got your pockets lookin slender/go outside and get it poppin like a vendor/I watch a rapper drop for legal tender/delivery FedEx, shot returned to sender>>.

Braggadocio, né più né meno; ma contando su una personalità che emerge con decisione nei sessantasei minuti complessivi. L’mc attacca a testa bassa, ben assistito da un partner che apporta ulteriori dosi di energia: distinguere sul versante dei temi tra “Vineyards In France” (<<the key to life is knowin’ how to unlock doors/and properly fight a case when the gun not yours/I saw Rap battles turn into all out wars/’till niggas is getting rocked like the Fall Out Boys>>), la scurissima “GG Buckets”, “Gucci Godzilla”, “Aldo’s Interlude” (macché interludio, è una scarna mazzata in una strofa che offre garbatezze quali <<lyrical specialist, on the mic I spew еxcrement/to kill my spirit you need an exorcist/two hundrеd and five pounds, underground excellence/hold six like Moses spread plagues and pestilence>>) e “Dapper Dan War Suits” sarebbe un esercizio privo di senso, gratuito, dato l’obiettivo comune di ogni traccia. Discorso valido altresì per gli episodi nei quali il microfono viene ceduto anche a terzi: dalla violenta “Stone Island Shooters” alla posse “Blood On The Runway” (con una folta rappresentanza Umbrella), il clima non concede sconti di sorta.

E poi – lo accennavamo – c’è un Big Ghost che si rivela ancora una volta decisivo. Dopo aver confermato un’intesa speciale con Conway The Machine (“What Has Been Blessed Cannot Be Cursed”) e offerto a Milano Constantine la cartella di “Pay The Ghost”, il Nostro ha chiuso l’anno con l’immancabile ciliegina sulla torta: “Gucci Ghost” e “Gucci Ghost 2” sono due abiti di pregiata sartoria, disegnati su misura per Mickey Diamond. Composizioni classiche, sample di provenienza varia (si va dal Jazz alla chanson francese, passando per suoni epici e soundtrack), robusti tagli di batteria e un apprezzabile coinvolgimento di Dj Swab, in particolare per qualche refrain di stampo premieristico (molto bello quello di “Deluxe Flux” quando prende la linea <<I’m not just a rapper, I’m a painter by trade>> di Sean Price). La dominante è data da sfumature cupe, sinistre (“Chain Gretzky”, “Gold Grill Villains”), con variazioni più crude e minimali (l’arpeggio di chitarra di “Nowhere To Run”), premiando in pieno il gusto di ogni fan dell’underground.

Gli ingredienti ci sono tutti, salvo forse quel quid di originalità richiesto per superare l’esame più difficile: la prova del tempo. Problema che, appunto, ci porremo magari in futuro, perché sulla breve distanza la combinazione Mickey Diamond/Big Ghost Ltd non ha nulla da farsi rimproverare.

Tracklist

Mickey Diamond and Big Ghost Ltd – Gucci Ghost (No label 2022)

  1. Crimes Of Fashion (Intro)
  2. The Invisible Man
  3. Vineyards In France
  4. Icicles
  5. Stone Island Shooters [Feat. Pro Dillinger and Snotty]
  6. Maurizio’s Ghost
  7. The Answer To A Dream (Interlude)
  8. Deluxe Flux
  9. GG Buckets
  10. Chain Gretzky

Mickey Diamond and Big Ghost Ltd – Gucci Ghost 2 (No label 2022)

  1. Tax Evasion (Intro)
  2. Paolo’s Ghost
  3. Vanity Fair [Feat. Hus Kingpin and Mondo Slade]
  4. Gucci Godzilla
  5. Gold Grill Villains [Feat. Eddie Kaine and Mooch]
  6. Aldo’s Interlude
  7. Nowhere To Run
  8. Dapper Dan War Suits
  9. Blood On The Runway [Feat. Substance810, Josiah The Gift, Big Trip, Pro Dillinger, Snotty and Mvck Nyce]
  10. Death By Designer

Beatz

All tracks produced by Big Ghost Ltd with the additional production by Mickey Diamond

Scratch

All scratches by Dj Swab