MC Hip Hop Contest 2008: interviste a CL Smooth/Dudley Perkins e Georgia Anne Muldrow

Intro

Il mare d’inverno, è un concetto che il pensiero non considera. E’ poco moderno, è qualcosa che nessuno mai desidera... Nel caso del gennaio jesolano, sicuramente Loredana Berté si sbaglia, vedendo la mole di persone che anche quest’anno ha gremito il palazzo del turismo di Jesolo Lido nei quattro giorni dell’MC Hip Hop Contest organizzato dalla Cruisin, che oramai dovreste aver imparato a conoscere. La formula è collaudata e rodata da anni d’esperienza: un’organizzazione impeccabile sia per quanto riguarda il grosso della manifestazione, quindi le gare e gli stage di danza, ma anche per tutti gli avvenimenti per così dire di contorno, come l’MC Music Contest e i due concerti, rispettivamente del duo formato da Dudley Perkins e Georgia Anne Muldrow e CL Smooth. Di freddo ce n’è anche troppo, perché si sa che al mare tira vento, oltretutto si è anche intravista la neve in una fugace e timida apparizione; nonostante ciò, RapManiacZ si presenta all’evento nella sua formula oramai classica: Moro e Blema (BleMoro per l’occasione), con lo stand zeppo di adesivi, magliette e cappellini! Quest’anno, però, c’è una novità, l’ospite a sorpresa: si tratta di DB di StreetBeat. E’ di inizio 2008 la nostra partnership con la radio che ha sede fisica a Milano ma diffonde la sua trasmissione via Internet, ovviamente in tutto il globo. Ci è sembrato doveroso condividere il nostro spazio con DB, anche perché è un personaggio molto simpatico, oltre a essere anche lui un fan del vero Hip-Hop come noi. Tra raffreddori, coreografie più o meno originali, chiacchiere con curiosi, si snocciola la prima giornata dell’evento, che ha il suo apice nel Juste Debout, in pratica una gara di freestyle di urban dance e le sfide di Break. Queste ultime non certo prive di polemiche. Infatti, dopo le premiazioni, prende la parola The Next One, in giuria, per esprimere un concetto importante ma che pare dimenticato soprattutto dalle nuove generazioni di b-boys: la Breaking è uno stile di ballo che fa parte della cultura Hip-Hop. Praticarla non significa fare esercizi ginnici da atleti olimpionici, ma avere delle basi e delle radici forti, soprattutto saper sentire la musica e seguire il suo ritmo e quel che trasmette, anche grazie alla conoscenza dei fondamentali. Decisamente non possiamo che condividere il concetto. Il secondo giorno, improntato anche questo alle pubbliche relazioni e alla promozione del nostro sito, si caratterizza in primo luogo per l’MC Music Contest. Si tratta di un concorso indetto dalla rivista Groove e aperto a mc’s e gruppi esordienti. L’idea è decisamente interessante, perché dà la possibilità di esprimersi e farsi conoscere a giovani gruppi che probabilmente non avrebbero la possibilità di farsi notare al di fuori del loro abituale giro. I Testimoni Dell’Aldilà con “Soul music” vincono il concorso; concordiamo appieno con la scelta e auguriamo loro di poter crescere ancora e potersi far notare come meritano. Nel frattempo, arrivano Dudley Perkins e Georgia Anne Muldrow per il concerto della sera. Noi ne approfittiamo per fare loro una succosa intervista. A parte qualche commento ilare tra di noi – del tipo Dudley è il sosia di Snoop Dogg, live ha la voce uguale a quella di Redman, Georgia dal vivo è veramente una gran figa – è giunto il momento di gustarci i due fidanzatini sul palco: hanno un grande affiatamento e si alternano magistralmente al microfono. Due grandi artisti che affrontano la serata con disinvoltura e classe, dando vita a un concerto dal carattere estremamente intimo e riflessivo, forse addirittura troppo ricercato rispetto a quello che si aspettava il pubblico, che a metà show gira le spalle al palco per seguire esibizioni di poppin e lockin di alcuni ragazzi – vergogna! Nel dopo concerto, li ritroviamo a firmare autografi presso lo stand di RapManiacZ che, per l’occasione, diventa mercatino dei CD. Blema si rivela essere una venditrice navigata, da far invidia al Baffo e allo chef Tony! La vicenda più comica è però quando Dudley vede il CD di “Beautiful Mindz” di Moro e se ne appropria affermando che era la prima volta che ne vedeva una copia! Stessa scena con i vinili di Blema, li strappa dalle sue mani facendo finta di correre via…ingestibile! La giornata del sabato dovrebbe aprirsi in maniera decisamente stimolante: alle 15.00, infatti, abbiamo organizzato assieme a DB una tavola rotonda su un tema a noi vicino, l’evoluzione dell’Hip-Hop dalla strada al web. Peccato che alla stessa ora siano iniziate le semifinali della gare e quindi è intervenuta poca gente. Poco male, abbiamo comunque fatto una bella chiacchierata con chi era presente. Il pomeriggio si rivela ugualmente fruttuoso grazie all’intervista a quella leggenda dell’underground che è CL Smooth! Trovate qui un suo breve saluto in video. In più, abbiamo inserito un estratto video dell’intervista, la risposta alla domanda che tutti avremmo voluto fargli da anni: cos’è successo con Pete Rock? Il concerto è una bella mazzata, CL mischia i suoi cavalli da battaglia ai classici di altri gruppi. Un concerto bello carico di energia, che coinvolge giovani e meno giovani. Dopo il live, di nuovo lo stand si trasforma in sede di smazzo di CD. Ci viene a salutare Next One, con cui discutiamo delle scelte musicali operate dai vari gruppi, anche lui pare essere deluso come noi della grande e grave assenza di quello che viene comunemente considerato real Hip-Hop e di una figura che in giuria possa dare voto alla musica delle coreografie. Speriamo nel 2009… Domenica: ultimo giorno, le finalissime! Noi dello stand ce la passiamo offrendo gli ultimi adesivi, finendo le ultime birre, commentando le scelte musicali dei vari gruppi in gara e deliziandoci gli occhi con il vero mito della manifestazione: la sexy-nonnina-ballerina! Voci autorevoli riportano che la fascinosa donna è molto nota nell’ambiente delle discoteche di Jesolo col nome di Lady Capannina. Non potevamo esimerci dal filmarla anche quest’anno… Come al solito, l’MC Hip Hop Contest si conferma un evento importante e ben organizzato. Ringraziamo tutto lo staff, in particolare Ennio e Chiara. Salutiamo tutti quelli che abbiamo conosciuto e rivisto, al prossimo anno! Buona lettura e grazie a Max Mbassadò e la Manhattan Agency per averci permesso di fare l’intervista e a DB del team StreetBeat per la registrazione.

Intervista a CL Smooth (05/01/2008)

BleMoro: che impressione hai avuto ieri, del pubblico?
CL Smooth: positiva, ci sono un sacco di ragazzini a cui piace una cultura che negli Stati Uniti è data per scontata. Quindi è bello vedere che l’Hip-Hop sia in tutto il mondo, sia preso seriamente e che alla gente piaccia quello che ha da offrire, le sue vibrazioni. Sono rimasto molto impressionato dall’entusiasmo e dalla dedizione.

BM: sei uno dei rapper più importanti della golden age, quindi per i ragazzi giovani qui presenti sei uno dei rappresentanti più anziani dell’Hip-Hop. Ma tu cosa pensi della nuova scena?
CL: penso che abbia molto più mercato rispetto a quanto non ne avesse all’inizio. Penso di essere abbastanza acculturato e comunque giovane per capire cosa pensino le nuove generazioni, come intrattenerle, di cosa hanno bisogno. E’ una benedizione essere in vista a quest’età ed essere in grado di dare il proprio contributo allo stesso tempo.

BM: cos’hai fatto dalla metà degli anni ’90 fino al 2006?
CL: nel 2006 è uscito il mio primo album indipendente, “American Me”, che è andato molto, molto bene. In realtà, ha aggiunto molto alla mia discografia e mi ha permesso di viaggiare in tutto il mondo, reintrodurmi nei nuovi ambienti musicali, i nuovi pubblici. E’ stata un’esperienza molto buona, positiva, che mi è piaciuta.

BM: ma perché hai aspettato fino al 2006 per fare un album solista?
CL: quando sei abituato a un certo livello di stile musicale, non vuoi andare sotto quei criteri, vuoi fare la stessa musica che facevi all’inizio. Ci vuole un sacco di sviluppo, un sacco di lavoro dietro le quinte per farlo, prima di poterlo proporre a livello mondiale. Mi ci è voluto un sacco di tempo per risvilupparmi e riorganizzarmi nel movimento.

BM: e cos’è “The Outsider”? Raccontaci qualcosa.
CL: “The Outsider” è un mixtape che riassume alla gente cosa si è persa del mio album indipendente. Fa vedere cos’ha fatto CL, la musica che sta facendo, gli inediti che sta facendo, anche negli show, c’è un sacco di gente che durante la mia carriera non mi ha mai visto dal vivo ed è anche un’opportunità per sentire come suona un artista dal vivo rispetto a com’è sui dischi. CL ha lo stesso entusiasmo di quando ha iniziato!

BM: adesso lavorerai a fianco di qualche mc o producer nuovo?
CL: è possibile che ciò avvenga. In “American Me” ho scelto solo produttori nuovi per dar loro un’opportunità di lavorare con CL Smooth, per dare l’opportunità a chi è cresciuto con la mia musica di lavorare con me e penso che abbiano fatto un lavoro eccellente. Quando ho iniziato, ero con un produttore e ho costruito tutta la mia carriera con lui. E questo produttore in pratica si è dovuto guadagnare il suo diritto a farsi ascoltare. Credo che questi nuovi produttori e compositori possano fare lo stesso.

BM: c’è qualche indie label che ti piace molto, attualmente?
CL: nessuna in particolare, penso solo che la musica debba essere buona, forte, la Cultura dovrebbe adattarsi a ciò di cui la gente ha bisogno e non necessariamente a quello che vuole, dev’esserci un equilibrio corretto.

BM: ti faccio una domanda alla quale se vuoi puoi anche non rispondere. Cos’è successo con Pete Rock?
CL: penso che nella musica a volte la creatività possa far prendere strade diverse. E ho percepito che lui stesse andando in una direzione opposta alla mia, che portava la mia musica a seguire la via dettata dal cuore, dall’anima. Io non ho rancori in questo senso, sento solo che il pubblico ha bisogno di adattarsi al catalizzatore, il più stimolante, il leader di questa musica, che è CL Smooth.
BM: quindi in che rapporti sei rimasto con Pete Rock?
CL: positivi, per via del business. Il business è una cosa che sta sopra le altre, non è negativo, penso che possa essere trasformato in positivo perché ti aiuta anche a mantenere la famiglia, i tuoi amici e le persone che ami. Quindi non penso che vedrete più un live di Pete Rock e CL Smooth, ma sicuramente CL Smooth farà ancora succedere qualcosa.

BM: ma nello show di stasera farai qualche pezzo storico, di quelli classici prodotti da Pete Rock?
CL: certo! Mi piace mischiare i miei classici con la mia nuova musica, per dare l’opportunità di giudicare e vedere cos’è cambiato dal giovane CL al CL maturo, dare un’opportunità di osservare il mio processo di crescita e quanto mi ci è voluto per arrivare a questo livello. All’inizio ero già ad alti livelli, quindi mi ci è voluto molto per riuscire a superarmi, a fare ancora meglio. Voglio che tutti vedano che lo show, il movimento e la musica si uniscono per creare qualcosa di molto bello.

BM: stai lavorando a qualche nuovo album o progetto?
CL: ora supporto la musica che ho fatto, che reputo molto forte, essendo un lavoro indipendente non molti hanno avuto l’opportunità di sentirla, al contrario che se fossi stato con una major. Ma sento che se continuerò a promuoverla e andare in posti diversi come l’Italia, si apriranno le porte perché arrivi qualcos’altro…

Intervista a Dudley Perkins e Georgia Anne Muldrow (04/01/2008)

BM: che cosa vi aspettate dal pubblico italiano?
Dudley Perkins: la completa e rigorosa attenzione! No dai, visto che ne abbiamo la possibilità, manderò un messaggio al pubblico, non importa se italiano, nero, giapponese o altro. Non importa la lingua che parlano, noi parliamo dal cuore, abbiamo un gran rispetto del pubblico.

BM: noi non abbiamo veramente idea di che tipo di show ci dobbiamo aspettare da voi due, siete personaggi talmente eclettici, fate un po’ di tutto con la musica! Che tipo di show farete?
DP: sarà uno show tranquillo, senza troppe pretese, ma allo stesso tempo uno show spaziale. Credo che siamo eclettici per il fatto che cerchiamo di mantenere la vera essenza della faccenda. Non definirei eclettico nessun altro artista, perché non sanno mantenere la vera essenza. Ma sarà un vero show, le voci saranno vere, le vibrazioni anche, è musica vera, capisci?

BM: entrambi avete lavorato con Madlib, com’è stato lavorare con lui?
DP: ho lavorato con Madlib per la maggior parte della mia carriera musicale. E’ una persona che ha talento, è una persona musicalmente molto dotata, campiona esattamente quello che fa al caso tuo. Non lavorerò più con lui per anni perché lui lavora con gente che ha un sacco di soldi. Io e Georgia parliamo di Dio e non abbiamo molti soldi. Prima era una figata lavorare con lui, ma adesso non credo proprio, non lavorerò più con Madlib.

BM: ma lavorate ancora con la Stones Throw Records?
DP: no, saremmo stupidi a lavorare ancora per la Stones Throw. Ora siamo su un livello differente.

BM: che differenza c’è o c’era, tra Dudley Perkins e Declaime?
DP: non c’è differenza, sono sempre io!
BM: lo so, ma allora che bisogno c’era di avere due identità?
DP: così, volevo provare. Io sono me stesso, non mi nascondo dietro nulla. Un sacco di musicisti si nascondono dietro la propria musica, non vogliono che rispecchi la loro vita vera, queste persone sono dei bugiardi, fake, falsi, noi tendiamo a utilizzare e a vivere la nostra musica. Ed essere la nostra musica è ciò che siamo veramente, è quello che facciamo per aiutare il mondo. Noi, da soli, possiamo fare ben poco per il mondo, possiamo solo metterci il cuore, l’energia del cuore per provare a cambiare qualcosa, perché è un brutto periodo, tutti ci preoccupiamo di stare comodi, di rilassarci, guardare la TV e…di vivere! Ma nel mondo c’è del marcio, c’è una guerra in corso. E finché ci sarà una guerra che va avanti, delle persone non ce la fanno a starsene lì sedute. Io non ce la faccio a starmene seduto finché ci saranno dei neonati che muoiono. Non mi sento a posto quando ci sono adulti che uccidono dei bambini.

BM: Georgia, quando produci da che parte inizi?
Georgia Anne Muldrow: io non campiono, lo faccio molto poco.
DP: campionare è rubare.
GAM: credo di aver utilizzato campioni per tre pezzi in tutta la mia vita. La maggior parte della roba che avete ascoltato viene dal cuore, da Dio, dal mio parlare con lo Spirito, coi miei antenati, la gente che è stata qui prima di noi, penso agli avvenimenti del mondo, quando faccio musica penso a quale groove possa piacere alla gente che ha cuore, voglio davvero cercare di far sentire il mio cuore attraverso le casse. Tutto comincia con Dio, è il modo migliore per descrivere come comincio.

BM: che importanza ha avuto per te il fatto di avere entrambi i genitori musicisti?
GAM: totale! Totale, i miei genitori mi hanno detto di alzarmi in piedi per la mia Cultura e di non conformarmi a niente.

BM: è stata una tua scelta, quella di metterti a fare musica?
GAM: una mia scelta. Sono cresciuta suonando il pianoforte, c’era sempre musica in casa, ma cosa ancora più importante è che, prima di essere musicisti, i miei genitori erano dei rivoluzionari ed è questo che mi ha spinto a voler diventare una musicista, perché sentivo che era il modo migliore per esprimere un messaggio.

BM: il vostro ultimo album si chiama “The Message Uni Versa”. Qual è il messaggio che volete mandare all’universo?
GAM: il messaggio è l’amore. L’amore è la vibrazione più importante che abbiamo, il suono, tutti si meritano di essere creativi a loro modo. Non dobbiamo sembrare, suonare o ballare tutti allo stesso modo, solo perché lo dicono in TV o in un film. Lascia che l’energia della tua anima splenda! Come il vero Funk! Il nostro Governo e il nostro Presidente stanno facendo un casino. Noi non siamo d’accordo, noi e gli altri statunitensi non siamo d’accordo con quello che sta succedendo. Alla prima occasione che avremo, insorgeremo. Davvero!

BM: come definireste il vostro ultimo album? Funk, Soul…
GAM: è Funk. Perché il Funk è la musica di Dio. Il Funk è musica ma arriva attraverso un canale diverso. Il Funk è come il Rock’n’Roll quand’era appena nato, dà più libertà di essere grezzi e naturali, è davvero la musica per Dio.
DP: un’altra cosa del Funk è che non è una musica normale, è una musica spirituale che può essere seguita come una religione. Infatti la gente che fa Funk, devolve tutta la propria vita a ciò, è una religione, ha spirito e contiene insegnamenti. Un sacco di gente utilizza il Funk nel modo sbagliato, ma uno dei grandi antichi della musica è ancora vivo attraverso il Funk. Padre George Clinton, è ancora qui, dà ancora Funk a tutti. Il Funk è vero, dà delle vibrazioni organiche. Secondo me, tutta la musica deriva dal Funk, mi immagino che esista un pianeta in cui tutti ascoltano Funk, si vestono come gli Earth, Wind & Fire e George Clinton, tutti di colori sgargianti.

BM: parlate un sacco di spiritualità, ma cosa ne pensate di quei gangsta rapper che vanno in giro col mega crocifisso al collo e in alcune liriche si rivolgono anche a Dio?
DP: i gangsta rapper si rivolgono a Dio?! (Georgia scoppia a ridere, ndBleMoro) Chiunque faccia Rap ha una scintilla divina in sé perché è vivo, respira. Io non faccio Gangsta Rap, sebbene da ragazzo sia stato vicino ai Crips, li seguivo quand’ero bambino… Ma le due cose non si mischiano. Chi è gangsta ha una storia di sparatorie, omicidi, decessi, separazioni, distrugge le brave persone. Dio non ha questa storia, il vero Dio non ha questa storia, le due cose non si mischiano, è come l’olio con l’acqua. Bisogna andare per le strade ed entrare nella testa di questi ragazzi per guarirli, non devi dare l’immagine di uno che vuole essere così perché è così che deve essere, perché la società non ti vede così, con l’immagine di un assassino e via dicendo. Devi essere un minimo decente per la società, dare un po’ il buon esempio, non puoi essere uno che se ne va in giro sempre dando un’immagine cattiva di sé. Ho un sacco di membri di gang nella mia famiglia che credono profondamente nello spirito di Dio, ma io dico loro devi scegliere, devi stare da una parte, non puoi stare all’oscuro e alla luce allo stesso tempo. Da che parte vuoi stare? Adesso sei in mezzo, è il dualismo di questa realtà. Fai un passo indietro e prova a fare una scelta: vuoi essere buono o cattivo? Puoi fare delle cose sbagliate, negative, e delle cose positive, cos’è positivo e cos’è negativo? Quindi o rappresenti il positivo o rappresenti il negativo. Scegli la negatività? E quindi sarai in una gang, la gente muore per questo, ho amici che sono stati incarcerati per questo, vedo la nostra immagine di gangster diffusa nel mondo. Ne vedo tanti in giro per il mondo che si atteggiano e mi chiedo se sappiano davvero cosa significhi, sanno che uccidono i bambini? In uno Stato considerato civile ti capita di vedere sparatorie da automobili. Come pure quello che stanno facendo in Iraq, hanno preso tutti i soldati e tutti i gangster che erano in patria e li hanno portati lì a fare sparatorie, non c’è differenza. Non condivido la realtà delle gang, conosco un sacco di gente che vive questa realtà, che la segue, ma sinceramente è tutto molto infantile, è una tecnica, una tattica per tenere le persone lontane l’una dall’altra, le separa. Come i serpenti. E ci sono brave persone di colore che comprano diamanti che vengono dall’Africa, da minatori che stanno morendo. La gente si sta svegliando, ma sta scendendo dalla parte sbagliata del letto. Dovrebbero scendere da quella giusta.

BM: nel titolo dell’album “Expressions” compare la data 2012, a cosa si riferisce? Un 2012 di rivoluzione musicale, forse?
DP: adesso parlano tutti del 2012. Ma io me l’ero sognato prima di sapere tutta la storia che c’era dietro, poi l’ho studiata, tutta quella roba sui Maya, la fine dei giorni, il nuovo mondo… Ho studiato questa cosa a lungo. Ho intitolato così il mio album perché sapevo che sarebbe successo, me l’ero sognato. Lo sapevo, sapevo che conteneva un po’ di verità. Ora un sacco di gente ne parla perché va di moda, ha bisogno di avere qualcosa a cui pensare.

BM: concludiamo, così vi lasciamo riposare un po’ prima di esibirvi… Parlateci un po’ dei vostri lavori futuri: pubblicherete ancora dischi insieme?
DP: sì, da ora in avanti lavoreremo insieme. Abbiamo migliaia di progetti che stanno arrivando, ma quello più importante è di aiutare la guarigione.
GAM: liberare la mente delle persone, il loro groove, lasciare che la gente si ricavi dei piccoli angoli per poter pensare a loro stessi, consapevoli che possono fare la differenza. Sento nelle diverse parti del mondo la gente che dice bla bla bla, voi siete quelli che… L’Italia ha le sue strade, gli Stati Uniti hanno le loro strade, ma sta tutto nell’avere coraggio. Anche negli Stati Uniti dovremmo essere così nelle strade e invece siamo addormentati e grassi, non abbiamo l’energia per andare per le strade e manifestare per ciò di cui abbiamo bisogno. Noi offriamo la musica che aiuta a riguadagnare questa consapevolezza e quel fuoco per riportarlo alla strada, che si prendano quello che meritano, basta fare gli addormentati. Era quello che ha fatto James Brown, il suo intento. La gente ne ha compreso solo il suono ma non tutta la portata. James Brown diceva che senza un’istruzione le loro menti sarebbero morte. I’m black and I’m proud. Stand up for you rights lo dicevano Bob Marley, Peter Tosh. Personaggi che hanno dato origine a così tanti cloni, George Clinton diceva one nation under a groove. Sotto un groove! Non sotto un continente, niente del genere, non sotto una demarcazione coloniale, ma sotto un groove. Dobbiamo portare avanti questa tradizione perché sta morendo. Noi portiamo avanti questa tradizione perché sta morendo, la portiamo avanti cosìcché i giovani bianchi possano capire.
DP: è un compito difficile quello che cerchiamo di portare a termine. Ora il mondo è chiuso sulla musica e un sacco di gente ha il proprio cervello spento, come morto. Quello che fanno in TV, poi, è degradante… Un’etnia di esseri umani che dovrebbe essere stata la prima a fare la sua comparsa sulla terra, dovrebbe avere una dignità e se ne va in giro con catene e pantaloni portati sotto il culo, invece dovrebbe comportarsi come re e regine. Tutti sembrano così addormentati, nemmeno io riesco a comportarmi così. Come avere una dignità da re non me l’hanno mai insegnato a scuola, mi hanno insegnato come essere servo del Governo. Ma se io non ho nemmeno imparato a servire mia madre, come trattarla e rispettarla, e nemmeno a rispettare me stesso… Un sacco di Stati ci stanno imitando, è da pazzi! Quindi, cari Stati, non fatelo, perché vi porterà alla rovina.
GAM: non fatelo!
DP: perché vi farà diventare come noi, una società di commercianti. Sono là fuori per prendervi, completamente. Speculano su tutto: falsi profeti con la religione… Noi siamo il paese con più falsi profeti del mondo, mille canali su cui puoi vederli… Abbiamo le donne che in TV cantano parlando di Dio e poi vedi che sulle dita hanno dei grossi diamanti e le catene. Mi rivolgo a tutti loro, famosi o no, tutti quelli che stanno nascondendo la verità e loro sanno chi sono, sanno quali cuori sono sinceri. Sono i loro ultimi giorni, nel 2012 potrebbe esserci l’ultima delle società umane, la civiltà potrebbe giungere a una fine improvvisa. Dovremmo davvero sforzarci di pensare a che fine faremo. Lo vedremo con i nostri stessi occhi, dalle montagne agli oceani, lo vedremo, è già successo in passato, in un batter d’occhio…

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