Masta Killa – Made In Brooklyn

Voto: 3

Per circa un decennio la fama di Masta Killa è stata legata esclusivamente alle gemme che ha rilasciato con puntualità maniacale sotto forma di partecipazioni agli album del Wu-Tang Clan. Poi, dopo un’attesa snervante, è arrivato il suo primo album da solista e non ha deluso le aspettative; ora, a distanza di meno di due anni (e questa è già una notizia), arriva il suo secondo album intitolato “Made In Brooklyn”, sempre per l’attivissima Nature Sounds. L’uscita era stata anticipata dall’ottimo singolo “Ringing Bells”, che rimane uno dei pezzi migliori del disco. E anche questa è una notizia, ma non buona, perché purtroppo il resto della tracklist non risulta pienamente all’altezza.

Undici produttori diversi (per lo più sconosciuti) per tredici pezzi non aiutano a dare all’album un’anima e, nonostante la buona vena di Masta Killa e il discreto numero di ospitate marchiate Wu, “Made In Brooklyn” sembra più una raccolta di pezzi che l’uscita della maturità di un buon mc che cerca la propria consacrazione. I primi minuti di ascolto scorrono via nell’incredulità: ti aspetti un pezzo d’apertura che ti devasti l’impianto e invece parte una base tranquilla (non male per la verità) con tre bambini che fanno palestra… Ok, saranno pure i figli di Masta Killa, GZA e Lord Jamar, ma non è esattamente un intro con le spade liquide e i colpi di Kung Fu.

Per fortuna, MK comincia a fare (quasi) sul serio dal pezzo successivo, su una base di MF Doom che ci sta sempre bene – ma si tratta pur sempre di uno skit. “Brooklyn King” è un altro episodio che lascia un po’ perplessi, più che altro per i versi di Masta Killa; ma per fortuna, e questa volta ci siamo sul serio, arriva il pezzo che ti fa saltare sulla sedia, “It’s What It Is” con featuring di Raekwon e Ghostface! Sullo stesso livello “Iron God Chamber”, con una grande apertura di U-God (da quanto non lo sentivamo così in forma?), il quale su un beat scalmanato di Whyz sovrasta decisamente tutti gli altri. “Pass The Bone (Remix)” è poi un piccolo gioiellino: l’originale è il pezzo d’apertura di “Words From The Genius”, qui Masta ripropone i versi di GZA e RZA su una base (di tale Jig Sor) che rimane nella testa più di quanto a un primo ascolto si potrebbe pensare.

Quindi, tolto qualche altro momento del tutto trascurabile, ottime cose arrivano da “Street Corner”, già presente però sulla compila “Think Differently Music” ma con attori diversi (e scusate se è poco, ma un Solomon Childs non vale mezzo GZA!). Di “Ringing Bells” ho detto e se ci fosse stato ancora qualche pezzo con le stesse vibrazioni non sarebbe stato affatto male. In definitiva, “Made In Brooklyn” colpisce a corrente alternata e quando lo fa, il merito va condiviso tra protagonista e featuring. Da Masta Killa era quindi lecito aspettarsi qualcosa in più.

Tracklist

Masta Killa – Made In Brooklyn (Nature Sounds 2006)

  1. Then And Now
  2. E.N.Y House
  3. Brooklyn King
  4. It’s What It Is [Feat. Raekwon and Ghostface Killah]
  5. Nehanda & Cream
  6. Iron God Chamber [Feat. U-God, The RZA and Method Man]
  7. Pass The Bone (Remix)
  8. Older Gods Part 2
  9. Let’s Get Into Something
  10. Street Corner [Feat. Inspectah Deck and GZA]
  11. Ringing Bells
  12. East M.C.’s [Feat. Victorious, K. Born, Free Murder and Killa Sin]
  13. Lovely Lady

Beatz

  • Chris Conway and Mark Grant: 1
  • MF Doom: 2
  • Dev 1: 3, 12
  • P.F. Cuttin’: 4
  • Bronze Nazareth: 5, 10, 11
  • Whyz Ruger: 6
  • Jig Sor: 7
  • Pete Rock: 8
  • Startel: 9
  • Governor Tools: 13
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