Maryo – Il riflesso di Pinocchio

Mi piacerebbe chiedere alle nuove generazioni di mc’s (categoria da definire principalmente rispetto al dato anagrafico, dato che l’esperienza accumulata è una misura più qualitativa che numerica) quali sono i loro modelli di riferimento nel Rap italiano, i loro maestri, quelli di cui copiavano tutte le rime su un quaderno per analizzarne tecnica e incastri; sospetto che molti tirerebbero fuori nomi in attività da almeno dieci o quindici anni – se non oltre. Troppo complicato indagarne le ragioni, tuttavia la mia impressione è che nel passato più recente il riciclo abbia avuto un’accelerazione non indifferente, spingendo sotto i riflettori chi ha cominciato a farsi le ossa proprio nel periodo di transizione tra l’Hip-Hop degli anni novanta e quello nato sulle sue ceneri. Tra questi mi pare legittimo annoverare Ghemon, chiaro termine di paragone quando si tenta di trovare una prima (nonché parziale) corrispondenza al carattere sobrio e passionale di Maryo, sbucato dal nulla con un esordio in free download spinto dal collettivo Soulville e addirittura prodotto (tra gli altri) da Fabio Musta, Brenk, Impro, Zonta e Donuts.

L’attitudine positiva, la capacità di raccontarsi senza filtri o iperboli, il tono colloquiale e talvolta confidenziale: i pensieri di “Il riflesso di Pinocchio” sono alla portata di chiunque intenda coglierli e ciò a prescindere dall’intensità dell’introspezione e dal lessico curato, sfumature che, appunto, non avrebbe senso considerare appannaggio del solo Ghemon. In quanto a temi e flow, l’album non è del tutto primo di sbavature (minime: una sottile ridondanza dei contenuti, qualche chiusura più spigolosa), ma nella valutazione complessiva hanno un peso decisivo la precisa convergenza tra liriche e beat (le atmosfere sono spiccatamente Soulful), una sensibilità che è spesso trasparente e il deciso smarcamento dalle solite tipizzazioni cui si ricorre più per carenza di personalità che per mera convenienza.

La dimensione artistica (“Senza etichetta“), le ferite che tardano a chiudersi (“Dove sei”), il legame materno (“Da te al mondo”), la forza dei propri desideri (“Sogni”) e poi la sfera spirituale, il rapporto con l’altro sesso, l’esistenzialismo e le battaglie quotidiane; facile intuire quanto sia azzardato misurarsi subito con argomenti così delicati, intimi, eppure, al di là di un approccio che rifiuta senza mezzi termini l’immediatezza dell’easy listening, Maryo mostra di trovarsi a proprio agio nelle riflessioni di queste quindici tracce. Dulcis in fundo, mi fa piacere sottolineare come, in aggiunta alle collaborazioni di cui sopra, spicchino alcune figure meno note pur se altrettanto importanti per la riuscita di “Il riflesso di Pinocchio”, ovvero Kayaman (Funky Pushertz), bravissimo nei due refrain che gli vengono affidati, Dj 2Mani ai piatti su “Il mio Stato” e il ligure Erma, beatmaker in trasferta dalla Casa Degli Specchi.

Riassumendo, non aspettatevi un mc intento a mandare tutti al tappeto col suo stile assassino perché il genere proposto da Maryo abbraccia altri percorsi e lo fa con coraggio, dedizione e una ricchezza musicale notevole; solo una piccolissima riserva, se mi è concessa: al prossimo disco (perché l’augurio è che seguano presto altri impegni) bisognerà variare maggiormente lo schema metrico, qui rigidamente agganciato alla rima posta in chiusura di ciascuna barra. Scaricatelo.

Tracklist

Maryo – Il riflesso di Pinocchio (Soulville Records 2012)

  1. Riflessi
  2. Senza etichetta
  3. Dove sei
  4. Fidati [Feat. Sir Donuts]
  5. Contraddizioni
  6. Da te al mondo
  7. Via vai [Feat. Kayaman]
  8. Sogni
  9. E’ nella mente
  10. La ballata del perdente [Feat. Kayaman]
  11. In vino veritas
  12. Come diamanti [Feat. Sir Donuts]
  13. Il mio Stato
  14. About you [Feat. Crystal Lajuene]
  15. A domani forse

Beatz

  • Tony Madonia: 1
  • Fabio Musta: 2, 7
  • Brenk: 3
  • Sir Donuts: 4, 12
  • Erma: 5, 6, 10, 11, 15
  • Zonta: 8
  • Rico B.: 9
  • Impro: 13
  • Eko121: 14

Scratch

  • Dj 2Mani: 13