Marley Marl – Re-Entry

Voto: 5

<<A shout to my dog Marley Marl… Futuristic baby…>>. Così Pete Rock nell’intro del suo “Soul Survivor” saluta il pioniere. Futuristico. Non ci sono molti fronzoli da aggiungere, Marley Marl è stato sperimentale ancor prima che il Rap assumesse una sua dignità come genere a sé. Non starò qui a farvi la biografia (ci vorrebbe un sito a parte, vi rimando all’articolo sulla Juice Crew All Stars a cura di Swift su Juice Magazine #4), mi limito a citare un paio di cosette: la jam session “Symphony” (Masta Ace, Craig G, Kool G Rap, Big Daddy Kane, avete presente <<next up… (yo, I believe that’s me) light up the mic for the Symphony…>>?) e la base che ha permesso a Big Daddy Kane di scrivere una certa “Ain’t No Half Steppin'” (mille e novecento e ottanta e otto!). Diciamo questo allora: se il buon Marlon Williams non avesse avuto la grande pensata di mettere in loop un rullante e una cassa, molto probabilmente la musica, così come la conosciamo oggi, non esisterebbe.

Sconvolti? E questo è niente: se Beethoven, a detta di gente molto più titolata di me, ha inventato il ritmo, il senso della frase musicale, Marley Marl l’ha reso Hip-Hop. Premier, Large Professor, Pete Rock, Diamond D? Figli illustri di cotanto padre. Alla luce di questo, capite che parlare del suo disco di ritorno non è proprio semplicissimo, però posso dirvi una cosa, certo che neanche il Padreterno me la smentirà: a prescindere dal suo valore, “Re-Entry” è una pietra miliare. La musica nera aveva davvero bisogno di un disco così, visto che lo standard è dato dall’R’n’B plasticone e/o dal Rap fetecchio, visto che il Soul s’è estinto, il Jazz annaspa tra sperimentazioni e contaminazioni e pare che l’unica cosa che conta siano le cifre che si allineano e tintinnano come flipper sui registratori di cassa.

Ecco allora la rivincita dell’underground: Marley Marl suona esattamente come ha fatto dal paleolitico a questa parte, fottendosene beatamente del Dirty South o del ruffryderismo imperante, mettendo insieme casse e rullanti marcissimi (e non ditemi che Pete Rock non ha imparato da lui), campioni straclassici (“Mardi Gras” di Bob James rivitalizzata in “Spazz”), fornendo tracce eccezionali a ospiti leggendari (il Grande Papà Cane che mantiene lo scettro in mano in “Three’s Company”), vecchi amici di famiglia (The Younga Soul Brother Grap Luva in “What Ruling Means”), superstar come Capone (che tanto per ricordarci, ha spaccato con la hit “L.A., L.A.” su una bella base di chi?) e perfetti sconosciuti (The Hemmingways, Seven Shawn con un buon flow simil Q-Tip, Miss Man, Larry O e tanti altri).

Tutto qui? No, ci sono ancora due cose che vorrei portare alla vostra cortese attenzione: le tracce non rappate, che sono piccoli mondi paralleli (“Live Ova Beats”, ascoltatela a occhi chiusi e ditemi che non vi passa in testa un film della Blaxploitation; “Just Funky”, scratch ignorantissimi su un beat legnoso, proprio come dovrebbe essere) e le chicche “So Good” e (soprattutto) “Hummin'” (Roy Ayers si trova sempre più a suo agio sulle tracce Hip-Hop, a quando un bel progettino da gustare sulla distanza di sessanta minuti?). Suggellate il tutto in un packaging cartonato extrafico con chiusura a calamita (il CD, non so il vinile) e corredatelo di quella grafica semplice ma fantastica che accompagna tutti i lavori della collana Beat Generation. Poi pensate a quando, tra una quarantina d’anni, vi godrete una serata in casa, con un buon libro e il vostro preistorico CD diffonderà ancora il suono di una persona che, con del semplice boom-bap, ha rivoluzionato la musica per tutto il tempo a venire. Thanks Marl!

Tracklist

Marley Marl – Re-Entry (BBE Records 2001)

  1. Intro
  2. Do U Remember
  3. Three’s Company [Feat. Big Daddy Kane]
  4. Spazz [Feat. Solo]
  5. Just Funky
  6. Who’s Sicker [Feat. The Hemmingways]
  7. Lost Beat
  8. Easy Type Shit [Feat. Seven Shawn]
  9. Live Ova Beats
  10. Foundation Symphony [Feat. Larry O, Seven Shawn, J. Wells and Miss Man]
  11. So Good [Feat. J. Wells and Edwin Birdsong]
  12. Hummin’ [Feat. Roy Ayers and Edwin Birdsong]
  13. Big Faces
  14. What Ruling Means [Feat. Kevin Brown and Grap Luva]
  15. What U Hold Down [Feat. T. Sluggs and Capone]
  16. NY, NY

Beatz

All tracks produced by Marley Marl

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