Marco Polo & Ruste Juxx – The eXXecution

Voto: 3/3,5

A neppure un anno di distanza da “Double Barrel”, Marco Polo raddoppia la dose e persiste nella formula: la Duck Down alle spalle, l’Hip-Hop di New York nel midollo e un solo mc al proprio fianco. Al posto di Torae, però, abbiamo Ruste Juxx, di cui i più ricorderanno il non entusiasmante “Indestructible”, arrivato nel duemilaotto dopo una lunga gavetta col Boot Camp Clik e quanti ne fanno parte. Proprio la presenza di quest’ultimo ha generato un ragionevole tasso di perplessità: Ruste è infatti tra gli elementi meno dotati della crew e nel corso degli anni non ha mai raccolto un grandissimo seguito, un po’ perché riuscire a emergere in un collettivo del genere non è affatto semplice, un po’ a causa di limiti oggettivi e abbastanza evidenti.

Non a caso è andata suppergiù come ci si aspettava e, a differenza di “The Stimulus Package”, dove Freeway e Jake One riuscivano a superare le rispettive falle in contemporanea, “The eXXecution” rispecchia in maniera eloquente il divario tra Polo e Juxx: se il primo oramai trasforma in oro qualunque cosa tocchi, il secondo è ancora un rapper imbrigliato nel braggadocio più elementare. Quest’ultimo punto (onde evitare un linciaggio in pubblica piazza è meglio chiarirlo) non è un modo per rinnegare la spavalderia e l’iperbole che, di fatto, hanno sempre caratterizzato la disciplina del Rap, semplicemente si vuol far notare che in prodotti come quello in questione, nei quali il contenuto tende verso una gamma ristretta e piuttosto convenzionale di argomenti, diventa indispensabile il possesso di determinate qualità, ovvero una tecnica superiore alla media e una personalità molto pronunciata (aggiungerei anche una buona dose d’inventiva).

Come si intuisce, Ruste non brilla né per l’una, né per l’altra, tuttavia ha la fortuna di poter affiancare un beatmaker di grande talento e la somma delle parti riesce quindi a mantenersi sulla soglia della sufficienza. Nello specifico, tale monotonia lirica (interrotta grazie a “You Cant’ Stop Me” solo nel finale) viene punteggiata dalla cifra compositiva di Marco Polo, il quale si affida ad abbinamenti molto classici (piano e trombe per “The eXXecution Intro”, bassi poderosi in “Death Penalty” e “I’m On It”, archi e atmosfere epiche su “Let’s Take A Sec”) e cura nei minimi dettagli ciascun beat (in pratica dovrei citare tutte e dodici le tracce!). In più, elemento per nulla trascurabile, “The eXXecution” vanta collaborazioni di tutto rispetto, dal solito Dj Revolution (presenza fissa nei dischi di Polo, il che ci fa piacere) a Black Moon ed Heltah Skeltah.

Riducendo in termini numerici quanto appena detto si finisce per forza di cose su un valore di mezzo, ma a dispetto di ciò aggiungo che quello in oggetto è comunque un album di facile fruibilità, il tipico Hip-Hop che all’interno di un lettore mp3 ottiene sempre qualche passaggio.

Tracklist

Marco Polo & Ruste Juxx – The eXXecution (Duck Down Records 2010)

  1. The eXXecution Intro
  2. Death Penalty
  3. Rearview
  4. Take Money [Feat. Rock and Freddie Foxxx]
  5. I’m On It
  6. Let’s Take A Sec [Feat. Black Moon]
  7. Bread On Ya Head
  8. Wings On Your Back
  9. Nobody
  10. F’ckin Wit A Gangsta [Feat. Sean Price]
  11. Watch Yo Step
  12. You Can’t Stop Me

Beatz

All tracks produced by Marco Polo

Beatz

All scratches by Dj Revolution

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