Lower Life Forms – A Journey Through The Anthropocene
Il destino dei Lower Life Forms, collettivo la cui formazione trae origine dai primi anni novanta, è condiviso da moltissimi artisti che non hanno mai ricevuto il palcoscenico meritato, ma che non per questo hanno rinunciato a fornire un contributo tangibile alla Cultura. La discendenza di Mister Wise e Dj Dialtone va geograficamente collocata in Virginia, stato non esattamente conosciuto per aver dato luogo a chissà quale scena Hip-Hop, costringendo di conseguenza a dover effettuare la scalata all’Everest tentata da molti, quel pellegrinaggio verso la sacra patria di New York, epicentro del movimento e delle opportunità dove ogni sogno possiede una minima possibilità di trasformarsi in realtà. C’erano andati vicino, i due, mentre ancora frequentavano le scuole superiori, entrando in contatto con due ragazzi, Ahmed e Otis, che si esibivano quali ballerini dei 3rd Bass e avevano fatto firmare i due per far loro da manager, senza tuttavia che tale connessione sfociasse in un contratto con una major, nonostante i loro demo avessero mostrato dell’oggettivo potenziale. Meglio così, viene da dire, perché proprio da qui parte la storia d’indipendenza della Full Charge Records, della realtà Team Demolition, comprendente produttori e dj, nonché della tortuosa vicenda annessa al recupero di “The Whole Universe Is Ours“, esordio registrato nel ’97 e rimasto in soffitta per i successivi sette anni. Il periodo sarebbe comunque risultato proficuo, dato che Wise e Dialtone strinsero comunque amicizie importanti con MF Doom e Kurious, che alla cerchia di Pete Nice e MC Serch appartenevano a tutti gli effetti.
“A Journey Through Anthropocene” è un vero e proprio viaggio in retrospettiva, il quale parte dal 1993 per poi far capolinea ai giorni nostri, raccontando le tappe salienti di un’esperienza di fitto sottobosco e delle soddisfazioni che ci si è riusciti a togliere, gestendo i propri interessi in autonomia. Il disco propone un concept interessante e originale, raccoglie con notevole precisione umori e atteggiamenti del proprio passato facendolo rivivere anche all’ascoltatore, cominciando una progressione che giunge a trattare l’arte da un punto di vista più maturo, oggi privo della spavalderia giovanile ma ancora fomentato da un’inesauribile passione. Il sound nato dal lavoro di gruppo è altresì interessante, ricco di sezioni ritmiche ricercate, attente a pescare da fonti sempre differenti, corredate da loop prelevati attraverso un gusto Jazz/Fusion di qualità, con l’ aggiunta del giusto pizzico di vibrazioni Funk. Wise è un mc navigato, conosce benissimo il fatto suo, risulta assai coinvolgente nel suo narrare fruendo di dettagli vividi, si confronta coi suoi stessi limiti in un’età diversa rispetto agli inizi, apparendo come un uomo comune, antitetico rispetto al supereroe inscalfibile cui siamo (ahinoi) abituati, offrendo uno spaccato privato con cui ci si può tranquillamente confrontare, come se artista e fruitore fossero finalmente da considerarsi sullo stesso livello.
L’apertura è affidata a piatti e piano elettrico, il titolo “Legends In The Making” fotografa esattamente ambizioni, energia e inesperienza di un’epoca geologicamente distante; l’illustrazione lirica dipinge uno stato d’animo in rampa di lancio, carico di speranze, riporta alla fotta di chi deve farsi notare per strappare una firma e cambiare positivamente il suo futuro, creando un flashback quasi cinematografico, avvalendosi di una tecnica costruttiva del testo che fa immergere pienamente nelle scene, come se le stesse si svolgessero esattamente ora. “Another Trip” illustra la cronaca di uno specifico viaggio verso La Mecca del Rap, rientrando esattamente in quelle vecchie vesti, con lo zainetto carico di scorte, il denaro contato fino all’ultimo centesimo e la skyline di Manhattan che si staglia all’orizzonte, minacciosa nella sua grandezza ma poetica nel suo generare quella sensazione di poter entrare in quel circolo così desiderato, gestendo il ritornello come fosse una divertente checklist. “DOOM On The Beatbox” inquadra invece il periodo dell’incontro col leggendario Daniel Dumile e la sua crew – da qui la partecipazione di Kurious, che non è ospite di richiamo, bensì vecchia conoscenza – per un brano spogliato all’essenziale, composto semplicemente da batteria e sintetizzatore, a conferma che di quell’epoca si era appartenenti, e non semplici comparse. “The Expert Setting” aziona il nastro temporale sul fast forward, tracciando la connessione con l’attualità, delineando la nascita dello studio di registrazione personale, gestendo con prolifica citazione di dettagli l’elencazione della strumentazione che, via via, ha condotto allo sviluppo dell’attività principale dei Team Demolition.
Un pizzico di nostalgia e inserti loopati alla vecchia maniera, cosa che gli oldies apprezzeranno molto, le luci si tolgono dal microfono e illuminano il dj, pronto per un paio di minuti scarsi di scratch su un beat massiccio, meritato primo piano per chi incarna l’impianto sonoro, in una “Dialtone On The Cut” fungente da ideale spartiacque tra le linee evolutive del disco, che da lì in poi arriva sempre più ai giorni nostri, frangente nel quale Mister Wise dimostra tutta la sua versatilità di mc, in grado di virare dalla rievocazione storica a un’attualità raccontata con ottimo humour, sia verso gli altri che nei riguardi di se stesso, dando luogo a una serie di testi che si seguono con entusiasmo. “A Whole Lot Wiser” è probabilmente il brano più significativo e profondo, il quale tratta vari malanni fisici personali allacciando rime e concetti in maniera spettacolare, annotando le differenze tra la conduzione di vita precedente e l’odierna, le visite mediche e abitudini che, col trascorrere degli anni, si sono orientate verso una miglior cura di sé, trovando nella forza mentale quell’ideale equilibrio per affrontare le difficoltà fisiche, veleggiando un tappeto morbido, sorretto da piano e cassa mortifera.
A quest’ultima è senz’altro collegabile la conclusiva “Tired All The Time”, la quale soppesa quella graduale eliminazione dello stress a cui la maturazione inevitabilmente tenta di condurre, un passaggio tra il farsi dettare i tempi della giornata dagli altri e la gestione degli stessi per conto proprio, dedicando maggior tempo al proprio recupero fisico/mentale. “Pick Two” è esilarante nell’estrapolare storie di esperienza quotidiana in studio, gestendo clienti di svariate esigenze e non sempre al massimo dell’affidabilità; “Have You Tried (The A-Hole Song)” vede Wise impaegnato a fornire lezioni comportamentali a un’ipotetica controparte, dispensando perle di saggezza con atteggiamento dissacrante sopra un vivace loop di chitarra; infine, “Circling The Drain”, singolone da presa immediata grazie al suo sound glaciale e all’infettiva metrica marchiata da un flow perfettamente adagiato sulle multiple battute offerte dal drum kit, dedica riflessioni su avidità e diminuzione delle risorse naturali, arricchendo le tematiche con un’opportuna dose di coscienza sociale.
Sottopostoci da un solerte ufficio stampa che non possiamo che ringraziare, “A Journey Thorugh Anthropocene” si è rivelato essere un album ricco di sorprese, talento e capacità di raccontare storie interessanti e attualizzare un sound tradizionale. E’ scritto e composto con la classe di chi sa cosa sta facendo e di cosa parla, di chi ha vissuto l’ambiente da un punto di vista più esterno di quanto desiderasse, rimanendo comunque in quell’orbita, trovando finalmente uno spiraglio di notorietà che, visto quanto qui dimostrato, non è mai troppo tardi per essere finalmente raggiunto, prendendosi meriti che spettavano tanto tempo fa, in quell’era geologica a cui tutti coloro che si sono avventurati negli -anta, esecutori o supporter che fossero, appartengono con grande senso d’orgoglio.
Tracklist
Lower Life Forms – A Journey Through The Anthropocene (Depth Charge Recordings 2025)
- Legends in The Making
- Another Trip
- DOOM On The Beatbox [Feat. Kurious, MF Doom and Team Demo]
- The Expert Setting
- Dialtone On The Cut
- Pick Two
- Circling The Drain
- A Whole Lot Wiser
- Have You Tried (The A-Hole Song)
- Tired All The Time
Beats
All tracks produced by Team Demo
Scratch
All scratches by Dj Dialtone
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