Large Professor – Main Source

Voto: 4 –

Siccome Large Professor significa le buone cose di una volta, belle sciallate e col sorriso sulle labbra, annoterò una serie di impressioni del track-by-track senza prendermi la briga di costruirci attorno una sottospecie di articolo. Mica si spreca il ciccione… Però regaz, io non so che cazzo dirvi: a me non mi stanca mai! Allora, vi ho già tediato in precedenti recensioni su chi è, che fa, da dove viene, perché e che cosa pensa di Baraci Obama (?!). Quindi, mica si spreca! Quarantanove minuti asciutti di disco e se ne vuoi di più te lo riascolti.

L’intro di un paio di minuti, tanto per capirci. Nel secondo pezzo non c’è Nas (non so perché ma pensavo di sì…boh), ma c’è un bel tastierino acidello che assomiglia ad “About That Time” che stranamente era il primo pezzo dell’altro disco… Però c’ha una cassa croccante tipo mandorle che t’arriva in faccia e fa contento come il sole su una cabrio (m’è uscita un po’ così), poi il titolo, “Hot – Sizzling, Scorching, Torching, Blazing”, oltre a dimostrarci che il Prof non conosce il sentimento della vergogna, torna utile per gli scioglilingua prima di parlare in pubblico. A seguire “Maica Living” con Killah Sha e Guardian Leep, avessi una vaga idea di chi sono ve lo direi, ma purtroppo non lo so. Però il pezzo è bello, si ascolta volentieri in relax con birretta verso i primi di settembre al tavolo del baretto sulla spiaggia, guardando i gabbiani che volano bassi e il sole che tramonta (pure questa m’è uscita un po’ così). Ok, non aspettate settembre, era così, tanto per…

“Pump Ya Fist” (featuring Mikey D Lotto): che figata! Un bel loop di ottoni strapressati che fa molto breakbeat con lo scratch a piede libero sull’hook… Non si sentiva da un millennio! Però figo, dai, ti fa muovere il capo a tempo e attirare occhiate perplesse da parte della gente che sul marciapiede non capisce se stai avendo le convulsioni o sei uno di quei giovani che fumano la droga e poi non sanno più stare al loro posto… Guardi, signora, cosa vuole che le dica… Sì, sì, ci vorrebbe un po’ di guerra… Ah, signora, a proposito, se scoprisse qualche notizia biografica di ‘sto Mikey ce la faccia sapere anche a noi. “Party Time”: un po’ fiacchino, no? Cioè, non male, ma se c’è scritto party mi deve schiodare dal divano e catapultare il culo in un’agitazione tipo maracas in un’orgia di pimpslappin’ fortemente equivocato. Meglio che agguanto qualche tartina, sennò la birretta di “Maica Living” mi scioglie la lingua un po’ troppo. Ohh, “In The Ghetto”… Che figata di beat! Un bel chop-n-slice di funkettone prepotente come ci piace a noi, servito in quattro battute – e che il signore ci aiuti se chiediamo qualcosa di diverso. E, per la cronaca, il Rap di Large Pro è rimasto in una camera iperbarica negli ultimi vent’anni. E mi pare pure che lui ne sia fiero… Immaginatevi una battle tra lui e Greg Nice, potrebbe esserci stata in un momento qualsiasi degli ultimi vent’anni e sarebbe stata tale e quale. Li amiamo così.

“Hardcore Hip Hop”! E questa sì che è una bomba! Zitti, ascoltare e imparare. Si fa così e chi dice il contrario non capisce un cazzo. Emmasipperò, il beat piu’ spacchiuso l’ha fatto Marco Polo? Fottuto canadese con gli occhietti a spillo e la testina traballante… E “Frantic Barz”? Niente di spettacolare, però l’assolo di organello in mezzo è veramente anni ’70 e fa molto, molto figo, mi tira su la media. “Sewin’ Love” è proprio bella, insomma ‘sto ragazzetto fa dei beat veramente ma veramente come si deve, bravo. Com’è che si chiama? Ah, sì, Large Professor. Difficile scrivere quando la testa ti fa su e giù e batti sui tasti come se fossero quelli dell’MPC, però il monoflow del professore su ‘sti beat belli segnati fa proprio la differenza… “Ru Dope”, “Dap”, “Noyd”… Bello! Una roba alla “Speak Ya Clout” dei Gang Starr con tre basi diverse e Jeru e Lil’ Dap, che pezzo ficherrimo… Aspetta, adè me lo risento, così, giusto per l’aria che tira. Segnaliamo Big Noyd, avanzava e l’abbiamo buttato dentro. Dai, stiamo mica a fare i fiscali. “Classic Emergency” è un inno. Il mio inno. “Rockin’ Hip Hop” ha un tiro che piglia davvero bene, tastieroni spessi e noise cazzuti su un bel batterione sincopato… Il ritornello è vagamente insopportabile, ma chissenefotte, ci sentiamo le strofe e muoviamo un po’ i culetti, tanto per non stare inerti sul divano… Però che ritornello…cazzo è un trapano da dentista…

“Large Pro Says”, qualsiasi cosa dica probabilmente non vuol dire una mazza ma è preciso dovere di tutti noi ascoltarla. Però non è che ‘sto beat sia il migliore della sua esistenza. Ma si ascolta volentieri eh, non è mica Dj Flash… Però mi pare un campione un po’ già sentito… E allora se vuoi i classici non la menare coi campioni già sentiti! Ok, era per dire. “To The Meadows”, mah… Niente di che… Aspetta che rispondo a un sms del Drugo… E mentre chatto con una ex compagna delle medie mi ascolto sta cannonata di “The Hardest”, Styles P e AZ su un beat bello sborone, cazzo sì! Se tutto il disco fosse stato così l’avrei trovato un po’ troppo altisonante e pretenzioso, ma un pezzo ogni tanto… Bella, biglia!

In conclusione, il Professore ciccione è come il bar di fiducia: sai che cosa offre, sai che ti piace, ti ci trovi a tuo agio e a volte riesce ancora a sorprenderti. Quindi… Via alla serata tra amici!

Tracklist

Large Pro – Main Source (Gold Dust Media 2008)

  1. The Entrance
  2. Hot – Sizzling, Scorching, Torching, Blazing
  3. ‘Maica Living’ [Feat. Guardean Leep and Killah Sha]
  4. Pump Ya Fist [Feat. Lotto and Mikey D]
  5. Party Time
  6. In The Ghetto
  7. Hardcore Hip Hop
  8. Frantic Barz
  9. Sewin’ Love
  10. Ru Dope [Feat. Jeru The Damaja]
  11. Dap [Feat. Lil’ Dap]
  12. Noyd [Feat. Big Noyd]
  13. Classic Emergency
  14. Rockin’ Hip Hop
  15. Large Pro Says
  16. To The Meadows
  17. The Hardest [Feat. AZ and Styles P]

Beatz

All tracks produced by Large Professor except track #7 by Marco Polo

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