Killer Mike – R.A.P. Music

Voto: 4 +

Quando meno te l’aspetti, come una bomba. Citazione troppo scontata, me ne rendo conto; eppure in questo caso regge. Sarà che la strana coppia formata da Killer Mike ed El-P era in origine talmente improbabile da non riuscire a prevederne il potenziale, o magari si dovrebbe riporre maggiore fiducia nel vecchio motto sugli opposti che si attraggono, sta di fatto che “R.A.P. Music” è, non dico il disco dell’anno come qualcuno ha prematuramente azzardato, ma una delle sorprese più suggestive sì, potete scommetterci! Ammetto di aver sempre faticato a comprendere (dunque apprezzare) la carriera dell’mc georgiano, nato sotto una buona stella (gli Outkast), dotato di capacità indiscutibili e tuttavia risucchiato in progetti che di memorabile avevano ben poco, ora rifugiandosi in combinazioni piuttosto prevedibili (“Monster”), poi affidando la propria fortuna ad emeriti sconosciuti finiti presto nell’anonimato (i vari Chaotic Beats e Smiff And Cash che gestivano quasi per intero “I Pledge Allegiance To The Grind”).

Accusatemi pure di faziosità, ma c’era bisogno del nostro Producto per individuare il baricentro ideale che ha imposto Killer Mike come un liricista completo e finalmente a suo agio negli spazi che viene chiamato a colmare. Libero di osare, El-P si lancia in un percorso a ritroso finalizzato alla revisione, invece che al ricalco puro, del sound old school, laddove la schematicità delle batterie incontra un audace contrasto di synth, wah, loop ipnotici e suoni industriali, stemperando un’impronta solo vagamente Dirthy South attraverso la natura futuribile che da sempre ne alimenta i pattern.

Rebellious African People, è questo l’acronimo del titolo e, non a torto, i nomi che troverete affiancati a “R.A.P. Music” in giro per il web vanno dai Public Enemy e gli N.W.A. fino a KRS-One; politica, razzismo, società, il presente che si specchia nel passato: la retorica di Killer Mike trova incisività grazie alla propria semplicità, è il pensiero e la denuncia dell’uomo qualunque (che non sta per qualunquista), cruda più che feroce, diretta (o diritta) ma mai delirante. Gli esempi più appropriati dell’equilibrio che ha unito Michael e Jaime sono “Reagan”, significativo atto di accusa contro l’asservimento di qualsiasi Presidente degli Stati Uniti ai medesimi padroni (<<Ronald Reagan was an actor/not at all a factor/just an employee of the country’s real masters/just like the Bushes, Clinton and Obama/just another talking head telling lies on teleprompters>>) su un beat di synth e pianoforte che cresce un po’ alla volta di drammaticità, “Don’t Die”, storytelling esplicito sulla brutalità che la polizia (pigs!) riserva alla comunità nera (tra citazioni a Larry Davis, Assata Shakur, “Strange Days” e “Terminator”, il brano termina con un laconico <<I’ll be an outlaw before I ever behave/and die a free man before I live like a slave/nothing changes, if they catch me today/fuck the police is still all I gotta say>>) irrobustito da una coriacea programmazione in odore di Bomb Squad, “Willie Burke Sherwood”, autobiografica e malinconica, infine la titletrack, che alla mancanza di un credo religioso contrappone la fede nel Rap e nella musica in generale (la seconda strofa elenca numerose star della black music, il refrain chiosa così: <<This is Jazz, this is Funk, this is Soul, this is Gospel/this is sanctified sex, this is player pentecostal/this is church, front, pew, amen, pulpit/what my people need and the opposite of bullshit>>).

Altri episodi pienamente riusciti: “JoJo’s Chillin”, racconto agitato e ironico che riesce un po’ a smorzare i toni centrali dell’album; “Big Beast”, potente singolo d’apertura corredato da un video (più che altro un cortometraggio) e tre featuring; “Anywhere But Here”, parallelo tra New York e Atlanta che non manca di fare riferimento a qualche episodio di cronaca. Perché “R.A.P. Music”, nonostante alcuni nodi più pronunciati, non è un disco monotematico e a senso unico; al contrario, in tre quarti d’ora abbiamo sfumature a sufficienza e, come detto, ottime interpretazioni da parte di entrambi i protagonisti, che hanno centrato in pieno la rispettiva collaborazione. Consigliatissimo.

Tracklist

Killer Mike – R.A.P. Music (Cartoon Network 2012)

  1. Big Beast [Feat. Bun B, T.I. and Trouble]
  2. Untitled [Feat. Scar]
  3. Go!
  4. Southern Fried
  5. JoJo’s Chillin
  6. Reagan
  7. Don’t Die
  8. Ghetto Gospel
  9. Butane (Champion’s Anthem) [Feat. El-P]
  10. Anywhere But Here [Feat. Emily Panic]
  11. Willie Burke Sherwood
  12. R.A.P. Music

Beatz

All tracks produced by El-P except tracks #11 and #12 co-produced by Wilder Zoby

Scratch

  • Dj Abilities: 3
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