Killarmy – Dirty Weaponry

Voto: 4

Ci eravamo appena abituati alle atmosfere militaresche di “Silent Weapons For Quiet Wars” e allo stile così vicino al Wu-Tang ma allo stesso tempo molto personale di questi sei rambo del microfono, che uscì all’improvviso, prima che passassero dodici mesi dall’uscita del primo, il secondo album dei Killarmy. Probabilmente “Dirty Weaponry” passò quasi inosservato proprio a causa della velocità con la quale venne pubblicato; ora, ascoltandolo a distanza di qualche anno, devo aggiungere che fu un vero peccato. Dieci tracce su tredici sono prodotte da 4th Disciple, probabilmente il più prolifico e continuo (per qualità) dei discepoli di RZA, mentre dei tre rimanenti brani due sono firmati da Mathematics e l’altro da Russ Prez. La qualità dei beat è sorpendentemente elevatissima – e l’avverbio sottintende proprio il fatto che l’album segua da vicino un altro progetto di grande qualità.

Evidentemente 4th Disciple e i Killarmy avevano prodotto una tale quantità di strumentali e rime di alto livello che sarebbe stato un vero peccato conservare tutto in un cassetto in attesa di potersi rimettere al lavoro – ecco spiegata l’uscita così ravvicinata dei due titoli. In “Dirty Weaponry” la costante militare è meno estremizzata e ossessiva, il che se da una parte fa perdere qualche punticino all’album in termini di originalità, dall’altra lo rende molto più fruibile e scorrevole, facendone uno dei migliori album Wu-Tang del periodo. Si parte alla grande con “Galactics”, in cui Mathematics dimostra di sapere perfettamente cosa vogliamo, confezionando un beat eccellente che calza a pennello al Rap fluido e cazzuto degli mc’s. Si prosegue con “Unite To Fight”, in cui 4th Disciple ci propone un piano malato in stile “Wu-Tang Forever” (elemento che ritorna spesso nel corso dell’album), e alla grande in “Doomsday”, episodio circondato da esplosioni e spari di ogni genere.

Più avanti, invece, vi ritroverete a viaggiare sulle note di un violino celestiale in “Last Poet” e poi ancora una volta sarete sbattuti nel pieno della battaglia in “Pain”, pezzo conclusivo che più di tutti suggerisce similitudini col primo album del gruppo. Si tratta insomma di un disco completo e che consiglio vivamente a tutti, sia a chi era già rimasto affascinato dallo stile unico di “Silent Weapons…”, sia a chi aveva accolto quest’ultimo con un pizzico di freddezza. Con “Dirty Weaponry” i Killarmy sistemano tutto (e tutti).

Tracklist

Killarmy – Dirty Weaponry (Wu-Tang Records 1998)

  1. Galactics
  2. Allah Sees Everything [Feat. Killah Priest]
  3. 5 Stages Of Consciousness
  4. Unite To Fight
  5. Murder Venue
  6. Doomsday [Feat. Warclout]
  7. Red Dawn
  8. The Shoot Out
  9. Bastard Swordsman [Feat. Warclout]
  10. Last Poet
  11. Serving Justice
  12. Where I Rest At
  13. Pain

Beatz

  • Mathematics: 1, 9
  • 4th Disciple: 2, 3, 4, 5, 6, 7, 8, 11, 12, 13
  • Russ Prez: 10
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