Kid Vishis – Timing Is Everything

Voto: 2,5

A giudicare dall’esteso curriculum di Kid Vishis, si evince che il ragazzo abbia certamente atteso un periodo assai lungo prima di mettere la propria firma su un album ufficiale vero e proprio. Proveniente da Detroit e fratello minore del più noto Royce Da 5’9”, è apparso difatti in parecchi mixtape del parente stretto dopo essersi fatto le ossa nel circuito delle locali serate open mic, facendosi notare per le qualità di freestyler da battaglia. Ed è proprio questo l’aspetto su cui viene imperniato il suo esordio ufficiale, il quale lo propone quale soggetto in grado di offrire una vasta gamma di punchline e giochi di parole per alimentare di continuo le sue strofe da confronto, utilizzando un flow decisamente sciolto e in grado di variare velocità senza sacrificare la chiarezza della dizione.

Da questo punto di vista, Kid è esattamente così come viene descritto, ma tra stendere avversari al microfono e registrare un progetto di senso compiuto ravvisiamo una differenza sostanziale. Se, da un lato, il rapper dimostra di non aver bisogno di troppe spintarelle da parte del fratello per farsi valere, “Timing Is Everything” si presenta come un lavoro limitato per ciò che riguarda le tematiche, contraddittorio a livello concettuale e prodotto in maniera assai mediocre.

Limitato: uno dei requisiti fondamentali per un mc davvero bravo è il sapersi districare attraverso argomenti sempre differenti, qui invece la bontà del lyricism si scontra irrimediabilmente contro pezzi nella cui quasi totalità il rapper si crea nemici immaginari per motivarsi a sparare sempre più fuoco verbale, recitando la parte del sottovalutato di turno.

Contraddittorio: sono davvero curiosi alcuni versi del disco nei quali Vishis prende di mira i cliché dell’Hip-Hop mainstream sentenziando prediche contro artisti materialisti e senza cuore, il che stride fortemente con una selezione sonora che proprio dal tanto criticato mainstream attinge senza farsi molti problemi, facendo sembrare troppo comoda l’argomentazione per poi cadere miseramente nella tentazione di proporre suoni preconfezionati coi quali ottenere più passaggi radiofonici.

Prodotto in maniera mediocre: sì, perché in alcuni episodi ricorda davvero da vicino tutto ciò che dall’Hip-Hop non si vorrebbe mai sentire. Tutta questa miscela di synth da club, hi-hat sequenziati alla velocità della luce, l’abuso di una 808 che da strumento caro alla old school è oramai passato ad essere utilizzato quasi esclusivamente per far muovere i culi delle signorine.

Kid Vishis di talento ne ha, molti pezzi lo dimostrano tranquillamente: sa tenere in mano il microfono meglio di molti altri e ha presenza, ma latita in tutto il resto. Manca il ritmo delle tracce, in quanto non di rado un coro o una situazione parlata intervengono a fermare il beat spezzandone la continuità; non c’è un minimo di costruzione del pezzo, in quanto i ritornelli sono spesso futili, scontati e danno i nervi per quanto siano ripetitivi; non c’è inventiva, una carenza troppo grande per non pesare nel giudizio complessivo – non è possibile, infatti, giungere alla decima traccia e sentirsi presi in giro nel vedersi rifilare un altro battle Rap in salsa differente, casomai non fossimo capaci di accorgercene da soli.

Da salvare c’è quindi pochino. “Message To The Mc’s” ha un beat sicuramente carino, anche se a livello concettuale fa quasi tenerezza (sposarsi con l’Hip-Hop per rendere tutti gli altri rapper propri figli e quindi inferiori? Ma dai…), mi piace molto l’atmosfera di “Heaven”, che centra il bersaglio coi suoi campioni pitchati e con la sua natura di battle Rap finalmente diverso, per esporre il quale vengono usati riferimenti religiosi, infine “The Juice”, drum set vivace e chitarrina ben abbinata. E se Mr. Porter (D12) si salva essendo lui a proporre due dei tre beat appena citati, è invece da cestinare quasi totalmente l’apporto di Chase Moore, il quale offre una serie di basi tirate a lucido per scalare le classifiche senza un minimo di ritegno e che toccano il fondo con “Look At All My Shit” e “In Yo Face”.

E’ vero, il tempismo è tutto. Perciò viene da pensare che un album del genere poteva uscire in un momento differente da questo, un momento in cui l’artista avrebbe avuto modo di capire che essere un grande freestyler non equivale a essere il miglior rapper del mondo e che fare l’Hip-Hop che conta davvero è proprio tutta un’altra faccenda.

Tracklist

Kid Vishis – Timing Is Everything (Seven13 Music/Gracie Productions 2014)

  1. Timing Is Everything Intro
  2. Message To The Mc’s
  3. Look At All My Shit
  4. Beautiful Day
  5. Big Brothers
  6. Talk Behind My Back
  7. The Juice
  8. In Yo Face
  9. Heaven
  10. Birds Eye View
  11. Coward [Feat. Royce Da 5’9”]

Beatz

  • Nick Zervos: 1
  • Mr. Porter: 2, 7
  • Chase Moore: 3, 4, 5, 6, 10, 11
  • Nemesis: 8, 9
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