Kaimbr & Kev Brown – The Alexander Green Project

Voto: 3,5/4

Ho sempre creduto – e lo credo tuttora – che la netta supremazia del Rap statunitense rispetto a quello del mondo circostante sia imputabile, oltre all’ovvia paternità della Cultura in cui nasce, a una questione basilare: le origini musicali. Poter contare su un bagaglio di conoscenze, impartite sin da bambino in famiglia o semplicemente per strada, che affondando nel Soul, nel Jazz, nel Funk e via dicendo, imparando a conoscere artisti del calibro di Dizzy Gillespie, Charlie Parker Jr., Louis Armstrong, fino a James Brown, Otis Redding, Etta James e Aretha Franklin, è un processo irripetibile al di fuori degli Stati Uniti, imprimendo (e non imparando) le basi stesse che hanno condotto alla nascita dell’Hip-Hop. Partire da zero, senza una sottocultura di questo genere, è quantomeno arduo.

“The Alexander Green Project”, frutto del lavoro del sempre straordinario Kev Brown e dell’alfiere di casa Low Budget Crew, Kaimbr, non fa altro che confermare quanto detto sopra, convincendomi ancora più che il ragionamento sta in piedi eccome. Poter campionare un’infinità di suoni, voci e ritmiche di Al Green, tra i migliori musicisti e cantanti Soul/Gospel, è possibile solo avendo questa musica dentro, cucita nell’anima. Ecco allora che per il produttore proveniente dal Maryland è semplicissimo raccogliere l’invito fornito da pezzi come “Love And Happiness”, “Strong As Death (Sweet As Love)” e “What A Wonderful Thing Love Is” per tramutarli in pezzi Hip-Hop meravigliosi, caratterizzati da un’atmosfera Soul intrisa in ogni singolo battito o campione e soprattutto imperniati su splendide melodie riadattate in chiave moderna.

“Songs” palesa il campione tratto da “Love And Happiness”, ma il taglio e l’assemblaggio delle chitarre Funk, abbinato al loop della voce del pastore Green, danno lustro a Brown e alle sue capacità di produttore. Molto più nascosto, pur se intuibile, è invece il sample di “What A Wonderful Thing Love Is” all’interno di “Army Fatigue Rap”, che ne riporta in vita le piacevolissime note. Il meglio lo offre però “We Gon’ Go! (We Gettin On)”, basata su una batteria molto leggera, un sottofondo ritmato da congas e dei cori inseriti in crescendo che ricreano un’atmosfera celestiale che non vi stancherà mai.

Dov’è quindi il punto debole dell’album? Chiaramente nelle liriche, le quali – non si faccia confusione – rientrano nella sufficienza, ma non sono sempre all’altezza della maestosità dei beat proposti. Kaimbr, pur essendo un rapper capace, ha un flow difficile da assimilare, soprattutto perché manca della necessaria musicalità; Kev Brown, dal canto suo, se la cava decisamente meglio alle macchine. Tutto sommato, il livello è quindi più alto quando a loro si affiancano i vari Kenn Starr, Sean Born, Cy Young e via dicendo – e per fortuna accade spesso.

Cos’altro dire? L’album messo assieme dai due rappresentanti della LBC rimane comunque una piccola gemma da non lasciarsi sfuggire, specie per capire quanto sia importante avere una cultura musicale ricca e variegata per riuscire ad emergere in ambito Hip-Hop. Ascoltatelo.

Tracklist

Kaimbr & Kev Brown – The Alexander Green Project (Redefinition Records 2011)

  1. Solid [Feat. Kenn Starr and Sean Born/Isaac Jones]
  2. Gritz
  3. Audio Background
  4. Firewater (Bartendin’) [Feat. Cy Young]
  5. Hook
  6. Rappin’ [Feat. Sean Born]
  7. Songs
  8. My Apology
  9. Low Budget 260
  10. Army Fatigue Rap [Feat. Roddy Rod, Hassan Mackey and Dj Marshall Law]
  11. The Combination [Feat. Early Reed, Kenn Starr, Sean Born, Dj Marshall Law, Quartermaine, Eye-Q and Hassan Mackey]
  12. We Gon’ Go! (We Gettin On)
  13. More Gritz [Feat. The Kid Daytona and Asher Roth]
  14. Go Green (Bonus Track)

Beatz

All tracks produced by Kev Brown

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