JJ DOOM – Key To The Kuffs

Voto: 3/3,5 – Reviewed by Gabriel

Ennesimo progetto per MF Doom, che dopo nomi del calibro di Madlib, Danger Mouse e, più di recente, Masta Ace, sceglie come compagno d’avventura il produttore Jneiro Jarel, noto per essere una metà del gruppo Willie Isz e per gli svariati alter ego partoriti nel corso della sua carriera. La particolarità di JJ, a differenza di altri artisti che ricorrono a vari moniker (Kool Keith, giusto per citarne uno), è quella di interpretare più personaggi anche nel medesimo album, rendendoli tutti originali e al tempo stesso in antitesi tra loro. Basti pensare a “Craft Of The Lost Art” degli Shape Of Broad Minds (in collaborazione col polistrumentista Jawwaad Taylor), in cui Jneiro cambia ruolo costantemente trasformandosi da un pazzo mc della costa ovest a uno proveniente da Atlanta, il tutto sulle produzioni firmate attraverso l’alias Dr. Who Dat?. Ed è proprio in quest’album che avviene l’incontro con Daniel Dumile, rimasto impressionato dal modo di interpretare la musica di JJ e perciò al suo fianco per la futura realizzazione di “Key To The Kuffs”.

Se, a prima vista, la loro collaborazione può far pensare alla solita accoppiata mc/producer, alcune particolarità vanno quantomeno accennate per capirne meglio il risultato finale. Anzitutto, si tratta di un’uscita che ha bisogno di numerosi ascolti per essere compresa e apprezzata in tutte le sue sfumature, dato l’ampio spazio concesso all’estro compositivo di JJ; inoltre, l’insieme è stato organizzato e realizzato sulla distanza, visti i recenti problemi di Doom a rientrare negli Stati Uniti dopo il suo tour europeo del 2010, tanto da costringerlo a stabilirsi nella sua città natale, come spiegato in “Banished” (titolo per nulla casuale: <<villain got banished, refused out the U.S., he ain’t even Spanish>>). Ma è in episodi del genere che la genialità di quest’uomo si manifesta sotto gli occhi di tutti, ribaltando una circostanza davvero poco piacevole in un’occasione unica per aggiungere un nuovo tassello alla sua già superba discografia. Londra diventa quindi la fonte d’ispirazione principale per l’mc, come si può percepire dall’utilizzo del cockney e dai continui riferimenti alla cultura britannica presenti nei suoi testi.

Pronti via e le prime tracce di “Key To The Kuffs” regalano un certo ottimismo all’ascoltatore, il singolo “Guv’nor” si apre con una perla (<<catch a throatful from the fire vocaled, ash and molten glass like Eyjafjallajökull, the volcano out of Iceland, he’ll conquer and destroy the Rap world like the white man>>), mentre il beat Electro/Funk di “Rhymin Slang” si adatta con facilità alla delivery del rapper. L’impressione di avere tra le mani un altro capolavoro o quasi, però, scompare presto nel prosieguo dei brani. Nelle battute centrali si cala decisamente d’intensità, complici alcuni pezzi anonimi, resi tali più dalle produzioni di Jneiro che dalle capacità di Doom al microfono; il ricorso eccessivo all’Elettronica e perfino qualche batteria, per quanto particolare, danno la sensazione di ripetersi, come si può notare nella traccia strumentale “Viberian Sun Pt. II”.

Seppure i nomi siano di un certo livello, si pensi a Damon Albarn e Beth Gibbons dei Portishead, il contributo proveniente dall’esterno è poi quasi nullo, eccezion fatta per il solo Khujo, autore di un’ottima strofa in “Still Kaps”, che ricompone così i Willie Isz. Da porre assolutamente in risalto, infine, “Winter Blues”, nella quale troviamo un Doom introspettivo e romantico come raramente è capitato di sentirlo, accompagnato da una produzione che ne asseconda il mood.

Se le vostre aspettative si basano sui successi firmati Madvillain e Danger Doom, siete decisamente fuori strada: l’alchimia di JJ DOOM non ha la medesima solidità e, detto sinceramente, Jneiro Jarel qui non riesce a proporre il suo miglior sound. Considerate “Key To The Kuffs” un diversivo di passaggio, in attesa (si spera…) di altri progetti più gustosi: dai Doomstarks con Ghostface Killah al seguito del mai abbastanza lodato “Madvillainy”.

Tracklist

JJ DOOM – Key To The Kuffs (Lex Records 2012)

  1. Waterlogged
  2. Guv’nor
  3. Banished
  4. Bite The Thong [Feat. Damon Albarn]
  5. Rhymin Slang
  6. Dawg Friendly
  7. Borin Convo
  8. Snatch That Dough
  9. GMO [Feat. Beth Gibbons]
  10. Bout The Shoes [Feat. Boston Fielder]
  11. Winter Blues
  12. Still Kaps [Feat. Khujo Goodie]
  13. Retarded Fren
  14. Viberian Sun Pt. II
  15. Wash Your Hands

Beatz

All tracks produced by Jneiro Jarel

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