JJ DOOM – Bookhead EP

Voto: 3/3,5

MF Doom + Jneiro Janel = JJ DOOM. Magari, per farvene una corretta idea, sarebbe necessario (sottolineando l’assenza di obbligo, da cui il tempo verbale) ascoltare prima il disco dal quale l’EP è esplicitamente estrapolato, con una lettura qui. Partendo da questi stessi presupposti, ovvero, in sintesi, diversità ma soprattutto mancanza di completa e rassicurante stabilità del progetto JJ rispetto a tutti gli altri di Doom (o DOOM), l’EP conferma tutto ciò ma fortunatamente solo in parte.

E’ vero che si sta parlando di sole nove tracce rispetto alle quindici del lavoro precedente; è vero che di queste nove, cinque sono remix o personalissime versioni di chi ci ha spippolato su; è vero, infine, che queste stesse tracce non sono altro che un pezzetto della butter edition di “Keys To The Kuffs” uscita l’anno scorso e riproposta ora in 9/23esimi in vinile limited edition, picture disc (figo sì per far selfie con la maschera davanti alla faccia, ma con minore qualità d’ascolto; così, giusto per ricordarlo, poi solo amore come sempre). Rimanendo sul binario grafico, spicca l’interessante collaborazione con lo street artist Steve Powers, in arte ESPO, autore sia dell’artwork (sin dal primo lavoro della coppia) che del video di “Bookhead” in cui Doom per la prima volta appare in mirror mask, oltre alla classica metal.

“Bookhead”, appunto: beat cupo ma riflessivo come la visione che vuol trasmettere la clip stessa, con un improvviso change finale sull’ultima rima più morbido, leggermente più impolverato e con delle percussioni carine proprio. Una strofa e basta. E basta sì. <<Who need credit when cash speak? Get it, sweating, sitting on his packets it’s last week>>. Traccia che spicca subito non solo perché è la prima, ma a tal punto che, dopo vari ascolti, preferisco andarmela a cercare su YouTube e godermi anche il video piuttosto che mettere in play tutto l’EP. Non è vero, scherzo (forse). “Pause Tape” merita ma non troppo (rappa anche Jneiro!), “The Signs”, con Gone The Hero, pure ma senza ma non troppo.

Poi, fondamentalmente, nulla di miracoloso e soprattutto paragonabile a vecchia roba. Quindi non scherzavo poi troppo, prima. Forse forse le uniche due che spiccano, oltre la terza traccia, sono la cattivacattivanonbuona version di “Guv’nor”, dove Metal Fingers cambia anche testo rispetto all’originale, e la mastodontica “Retarded Fren” rivisitata da due Radiohead, traccia migliore a mio parere soprattutto come sound adottato. Sembra spoken word l’intro di Doom in “Viberian Son” assieme alla strofa di Del, ma il brano nel complesso non convince. Il remix di “Rhymin Slang”, invece, non è male, liricamente è di fatto il più hardcore e grezzo di tutti, ritornello compreso.

Or dunque: Doom non ama gli hook, ma questo lo si sapeva, però ‘sto fatto continua a piacerci e continua a piacermi il farlo notare. Il suo flow lo conosciamo, il suo uso della parola anche, non mi vergogno neanche a dire che qualcosa continuo a non capirla e poi è il suo primo disco che mi trovo a recensire nero su bianco, quindi chiedo anticipatamente scusa ai veri follower della maschera, riconosco di non avere le vostre stesse conoscenze e non sono ironico. La conclusione è che tutto ciò mi puzza di uscita che pare fatta solo per la versione in vinile (perché mai far uscire ‘na decina di tracce già uscite l’anno precedente? Forse avete promosso male la versione burrosa?); mi sembra un lavoro quasi vuoto, anonimo, assente. Esatto, proprio come al Gusto Dopa al Sole nell’agosto 2011 e al Leoncavallo il mese scorso. Non ce ne volere, Daniel. Consolati col fatto che tanto i tuoi lavori continueremo ad ascoltarli, quindi vai tra.

Tracklist

JJ DOOM – Bookhead EP (Lex Records 2013)

  1. Bookhead
  2. Pause Tape
  3. The Signs [Feat. Gone The Hero]
  4. Viberian Son [Feat. Del The Funky Homosapien]
  5. Rhymin Slang (Dave Sitek Remix)
  6. Guv’nor (BadBadNotGood Version)
  7. Retarded Fren (Thom Yorke & Jonny Greenwood Version)
  8. Bookfiend (Clams Casino Version)
  9. Banished (Beck Remix)

Beatz

  • Jneiro Jarel: 1, 2, 3, 4
  • Dave Sitek: 5
  • BadBadNotGood: 6
  • Thom Yorke and Jonny Greenwood: 7
  • Clams Casino: 8
  • Beck: 9
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