Jay-Z and Kanye West – Watch The Throne

Voto: n.g.

Chissà perché, non appena ho cominciato a farmi un’idea di “Watch The Throne” mi è stato impossibile non metterlo a confronto con “My Beautiful Dark Twisted Fantasy”; eppure, tra l’uno e l’altro ci sono differenze abbastanza eloquenti, a partire ovviamente dalla presenza di due personalità talmente gonfie e dominatrici che si fa fatica a prevederne la leadership. Ciò non toglie che, quantomeno a un impatto iniziale, l’atteso disco in duo di Jay-Z e Kanye West si inserisca molto meglio nella discografia del secondo, condividendone la recente svolta in chiave mistica già saggiata proprio nel Pop tout court di “MBDTF“, che non in quella del primo.

Fin dalla confezione ostentatamente pacchiana ad opera di Riccardo Tisci, un giovane stilista italiano, si ha la netta impressione che “Watch The Throne” sia l’applicazione fedele delle più rigorose strategie di marketing e promozione, attivate nei diversi mesi che ne hanno preceduto l’uscita attraverso i continui rimpalli di date, spoiler e anteprime; il tutto ha poi preso forma concreta in dodici tracce, più altre quattro nella versione deluxe, co-prodotte da una pletora di beatmaker (per lo più su sample mediamente riconoscibili e difatti non mancano gli habitué Otis Redding, James Brown, Nina Simone, Curtis Mayfield e Syl Johnson) e con un quantitativo di featuring, oltre a qualche voce di contorno, forse inferiore alle aspettative, comprendendo i soli Frank Ocean, Beyoncé e Mr Hudson (la scelta di appiccicare all’elenco anche Redding e Mayfield è pietosa…).

Tra Synth Pop di facile consumo (“Lift Off”), banger egocentriche (“Ni**as In Paris”, “Who Gon Stop Me”), retorica di grana grossa (“Made In America”) e amori paranoici (“Why I Love You”, letteralmente una cover di “I Love You So” dei Cassius), “Watch The Throne” diventa immediatamente il nuovo punto di riferimento per l’Hip-Hop più opulento e ambizioso, come dimostrano le oltre quattrocentomila copie vendute a una settimana dal lancio. Preventivabile il divario tecnico tra i due mc’s, che semmai condividono un narcisismo di proporzioni sconfinate e soltanto a tratti smorzato: così, ad esempio, nel dittico orgogliosamente black di “Murder To Excellence” (<<it’s a celebration of black excellence/black tie, black Maybachs/black excellence, opulence, decadence/tuxes next to the president, I’m present>>), nei propositi destinati a un figlio che deve ancora venire (<<and I’ll never let my son have an ego/he’ll be nice to everyone, wherever we go/…/promise to never leave him even if his mama tweakin/cause my dad left me and I promise never repeat him>>, inizio e chiusura di “New Day” con Kanye West alla prima strofa e Jay-Z alla seconda), o, ancora, nel furore biblico dell’introduttiva “No Church In The Wild” (<<tears on the mausoleum floor/blood stains the coliseum doors/lies on the lips of a priest/thanksgiving disguised as a feast>>).

Al di là di ogni possibile nonché legittima valutazione, il fine ultimo di “Watch The Throne” rimane la difesa, perfino un po’ ruffiana, dei rispettivi troni, obiettivo senz’altro centrato dal duo, sebbene in percentuali disuguali. Mentre, infatti, nelle strofe di Jay-Z non si riesce a cogliere nulla di realmente nuovo (tutt’altro direi), in più di un caso la discontinua genialità di Kanye West emerge con prepotenza, come nell’ottimo trattamento di “K-Scope” (Phil Manzanera) per “No Church In The Wild” e nel più classico ricorso al breakbeat di “Apache” (Incredible Bongo Band), perfetto per l’incedere tribale di “That’s My B**ch”. Sprazzi di creatività in un disco che certamente incontrerà i gusti di tanti e che tuttavia, appunto perché alla ricerca di un gradimento planetario, sotto sotto si rivela un prodotto più ordinario di quanto non si voglia far credere (un po’ come quando in “Otis” si fa finta di non riconoscere la formula “Gold Digger”).

La mia previsione? Successo assicurato, apologie smisurate e un ennesimo (in)coronamento che, di fatto, non aggiunge una virgola all’Hip-Hop di oggi: i re (del music business) siedono sui loro scranni dorati, la folla ne decanta le lodi e agli altri tocca spartirsi le poche briciole rimaste. Felici voi…

Tracklist

Jay-Z and Kanye West – Watch The Throne (Roc-A-Fella Records 2011)

  1. No Church In The Wild [Feat. Frank Ocean]
  2. Lift Off [Feat. Beyoncé]
  3. Ni**as In Paris
  4. Otis [Feat. Otis Redding]
  5. Gotta Have It
  6. New Day
  7. That’s My B**ch
  8. Welcome To The Jungle
  9. Who Gon Stop Me
  10. Murder To Excellence
  11. Made In America [Feat. Frank Ocean]
  12. Why I Love You [Feat. Mr Hudson]
  13. Illest Motherf**ker Alive (Bonus Track)
  14. H•A•M (Bonus Track)
  15. Primetime (Bonus Track)
  16. The Joy (Bonus Track) [Feat. Curtis Mayfield]

Beatz

  • 88-Keys, Kanye West and Mike Dean: 1
  • Kanye West, Jeff Bhasker and Mike Dean with the co-production by Q-Tip and Pharrell and the additional production by Don Jazzy: 2
  • Hit-Boy, Kanye West and Mike Dean with the additional production by Anthony Kilhoffer: 3
  • Kanye West: 4
  • The Neptunes with the co-production by Kanye West: 5
  • Kanye West, The RZA and Mike Dean with the additional production by Ken Lewis: 6
  • Kanye West and Q-Tip with the co-production by Jeff Bhasker: 7
  • Swizz Beatz: 8, 10a
  • Shama “Sak Pase” Joseph and Kanye West with the additional production by Mike Dean: 9
  • S1: 10b
  • Shama “Sak Pase” Joseph with the additional production by Mike Dean: 11
  • Mike Dean and Kanye West with the co-production by Anthony Kilhoffer: 12
  • Southside, Kanye West and Mike Dean: 13
  • Lexus “Lex Luger” Lewis with the co-production by Kanye West and the additional production by Mike Dean: 14
  • NO ID: 15
  • Pete Rock and Kanye West with the additional production by Mike Dean and Jeff Bhasker: 16
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