Jake One – White Van Music

Voto: 3/3,5

Ho cominciato a seguire Jake One con una certa attenzione nel duemilaquattro, quando uscirono “4th Dimensional Rocketships Going Up” e “The Grind Date” (il primo ascolto di “Rock Co.Kane Flow” si è rivelato folgorante!); sorvolando sugli impegni alimentari che l’hanno visto al fianco di G-Unit e simili, il produttore di Seattle ha onorato quasi sempre le proprie collaborazioni, come confermato di recente su “Born Like This”, dal suo primo disco su lunga distanza ci si aspettava dunque qualcosa in più dell’abituale abbondanza di partecipazioni che fluttuano tra l’ottimo e il dozzinale e, lo dico fin d’ora, le premesse per ottenere risultati complessivamente migliori certo non mancavano.

“White Van Music” è infatti un’operazione azzardata già in partenza, perché getta nello stesso calderone MF Doom e Young Buck, Brother Ali e Bishop Lamont, Blueprint e Keak Da Sneak, conseguenza inevitabile (salvo affidarsi a qualche miracolo) è la frattura del tutto in due metà difficilmente ricomponibili e, guarda caso, qualitativamente agli antipodi. A marcare ancora più tale asimmetria è però lo stesso Jake One, che assecondando gli ospiti coinvolti fa spesso la spola tra sonorità club e underground: prendiamo ad esempio “Trap Door” e “Dead Wrong” (il fatto che siano posizionate una di seguito all’altra amplifica proprio quanto detto), mentre la prima si affida alla più classica delle formule, ovvero una linea di basso che non molla mai la presa, un beat che pesta duro e un campione portante che va a cesellare l’impianto melodico, la seconda mette in fila tre note stiracchiate e si ferma lì.

Allargando il discorso a tutte e ventidue le tracce, diventa allora semplice isolare i due insiemi di cui sopra; rientrano in un primo gruppo la stessa “Trap Door” e “Get ‘Er Done”, firmate da un MF Doom molto ispirato, “I’m Coming” e “Glow”, entrambe indirizzate sulle frequenze di Detroit, “The Truth” e “Oh Really” (per la serie mettiamoli assieme e vediamo che succede), “Scared”, “Big Homie Style” e “Home”: qui le performance al microfono sono mediamente buone (citazione obbligata per Posdnuos, Slug e Blueprint) e Jake One dimostra tutta la propria abilità, specie nell’uso articolato di basso e batteria. Se “White Van Music” avesse mantenuto per intero questi standard, come accennavo, il giudizio avrebbe sicuramente raggiunto zone più alte, ma così purtroppo non è. Nel caso di “Gangsta Boy” e “White Van” c’è poco da dire, gli M.O.P., Alchemist, Evidence e Prodigy fanno cadere le braccia atterra ma Jake One non è affatto da meno, “Bless The Child” è vittima di una produzione che ricorda troppo il peggior 9th Wonder, Young Buck, Bishop Lamont e Keak Da Sneak sono tutto ciò che non vorremmo ascoltare e almeno questo era lecito immaginarselo, infine su “Feelin’ My Shit” Casual offre una prestazione mediocre grossomodo quanto il beat offertogli.

Restano nel mezzo solo “God Like” e “How We Ride”, che loro malgrado sintetizzano adeguatamente un’impressione globale tiepida, da né sì né no.

Tracklist

Jake One – White Van Music (Rhymesayers Entertainment 2008)

  1. I’m Coming [Feat. Black Milk and Nottz]
  2. Gangsta Boy [Feat. M.O.P.]
  3. The Truth [Feat. Freeway and Brother Ali]
  4. Turn It Down
  5. God Like [Feat. D. Black]
  6. Bless The Child [Feat. Little Brother]
  7. Oh Really [Feat. Posdnuos and Slug]
  8. Hi
  9. Trap Door [Feat. MF Doom]
  10. Dead Wrong [Feat. Young Buck]
  11. Kissin’ The Curb [Feat. Bishop Lamont and Busta Rhymes]
  12. How We Ride [Feat. Freeway]
  13. White Van [Feat. The Alchemist, Evidence and Prodigy]
  14. Big Homie Style [Feat. J. Pinder, GMK and Spaceman]
  15. Scared [Feat. Blueprint]
  16. Great Sound
  17. Get ‘Er Done [Feat. MF Doom]
  18. Feelin’ My Shit [Feat. Casual]
  19. Soil Raps [Feat. Keak Da Sneak]
  20. Glow [Feat. Elzhi and Royce Da 5’9”]
  21. R.I.P.
  22. Home [Feat. Vitamin D, C-Note, Maine and Ish]

Beatz

All tracks produced by Jake One

Scratch

All scratches by Vitamin D

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