Ill Conscious – The Aggregation Of Marginal Gains

Voto: 3,5/4 –

La teoria dei guadagni marginali, elaborata dall’inglese Dave Brailsford in ambito sportivo, è una teoria perfettamente spendibile anche nel mondo del Rap, dato che la disciplina richiede capacità, impegno, voglia di crescere e imparare, migliorandosi giorno per giorno, programmando piccoli progressi settoriali la cui somma conduce al traguardo desiderato. Volgendo lo sguardo all’esperienza di rapper sottovalutati e assai poco conosciuti, categoria alla quale molti artisti che compaiono su queste pagine appartengono indissolubilmente, si possono intuire i parallelismi esistenti tra l’esercizio di quella metodologia e gli ottenimenti correlati alla stessa, perseguendo un logico progresso che sulla carta dovrebbe risultare sempre più evidente, man mano che le tecniche si affinano e, con esse, aumenta il volume della bravura nello specifico settore. Ill Conscious, ragazzo nato e cresciuto a Baltimore, non fa certo eccezione al teorema: nonostante possegga un buon numero di titoli attraverso i quali scoprire un catalogo di sicuro interesse, non ha raggiunto una notorietà tale da averlo condotto alla (relativa) affermazione, trovandosi ancora nella tipica fase di carriera nella quale è necessario spingere a più non posso sull’acceleratore, senza mai smettere di confidare in una possibile ascesa espositiva. Nel frattempo, appunto, si lavora sodo, si sale quel piccolo gradino quotidiano definendo le proprie skill, esercizio che Lavar Clark ha evidentemente affrontato con la dovuta costanza, dato che quanto ascoltato su “The Aggregation Of Marginal Gains“, nona pubblicazione a sua firma se compresi pure i mixtape, restituisce l’idea di un rapper già abbondantemente formato, oltre che essere dotato di un talento troppo evidente per passare inosservato.

Sin dai primi istanti di ascolto emergono infatti molteplici qualità liriche atte a definire con positività i tratti del protagonista, il quale non lesina nel mostrare l’attrezzatura di maggior pregio esibendo un flow fluente, talvolta torrenziale, convergente nella chiara capacità di impacchettare sillabe nella stessa barra creando strofe complesse, assonanze copiose, dando luogo a una vivacità metrica che mai rimane confinata nei parametri dell’esibizione pura. L’altro pregio immediatamente riscontrabile riguarda l’insieme di contenuti rivolti alla coscienziosità, l’aderenza verso il concept scelto, l’utilizzo selettivo di terminologie molto ricercate, senz’altro più argute rispetto alla composizione media di un testo Rap, il tutto unito a citazioni referenziali che denotano l’alto background culturale che l’artista è stato in grado di coltivare. Assecondando una propensione più volte sperimentata in passato, Ill Conscious si affida nuovamente a dei beatmaker europei, rafforzando un’affinità che Baltimore e Parigi, in ambito Hip-Hop, non scoprono certo oggi: un rapper portato alla finezza argomentativa pare naturalmente votato all’eleganza con cui Parental e Alcynoos, produttori provenienti dalla città dove svetta la Tour Eiffel, hanno dettato il ritmo di parecchie uscite di nicchia, rinfrescando un abbinamento longevo e fruttuoso come quello tra Rap e Jazz, creando un’avventura che, nonostante non superi la mezz’ora (durata che quasi raddoppia aggiungendo le strumentali inserite come da consuetudine del duo francese), risulta assolutamente godibile.

“Marginal Gains” è probabilmente la traccia che meglio rappresenta la coesione di questo appaiamento, se non altro nella sua veste di certificata mini-hit dell’operazione, capace di impattare istantaneamente in rotazione grazie al fascino dei loop, che danno il là ad ambientazioni di velluto abbinate a batterie delicate ma decise nel loro scandire i tempi metrici, aggiungendo alla classe del rapper quel pizzico di gritty del concittadino Snook Da Crook, che con la sua raucedine tonale ben contrasta rispetto alla finezza timbrica dell’attore principale. “Mark 8:36” è altresì rappresentativa di una creazione rarefatta, il cui testo risulta ricco di retorica e valori morali, incentrato sul tema portante dell’album scavando un opportuno spazio appositamente creato per divulgare le convinzioni del rapper, affrontando una manovra lirica impostata su intelligenza e capacità riflessiva, tratti che Ill Conscious mette costantemente in risalto. “Fonky Azz” indurisce la sezione ritmica pur rimanendo nei confini del genere prescelto, offrendo terreno fertile per l’eccellente punteggiatura di un flow che nella prima strofa spicca letteralmente il volo, disquisendo di fastidiose politiche promozionali le quali danneggiano troppo spesso voci rilevanti ma non troppo commercia(b)ili, impedendo il ricavo di un meritato spazio. La poliedricità di Ill Conscious prende altresì forma su “Israelites Mist”, nella quale affronta il tema attualmente molto sentito della religione con notevole uso di termini ricercati, nonché attraverso le fantasie espresse in “Carpe Diem”, breve strofa creativamente ispirata da una ragazza incontrata a uno show e mai più rivista, esplorando le ipotesi di una connessione più approfondita.

C’è da dire che, pur nella loro spontaneità di convivenza, ponendo Rap e produzione su un’ideale bilancia a volte capita che il peso segnato possa risultare differente. I beat della combo francese, accompagnati dai graffi dei frequenti collaboratori Debonair P, Grazzhoppa e Soul Intellect, paiono difatti accomodarsi talvolta in seconda fila, un po’ per la loro natura morbida e tranquilla, un po’ perché lo spiccato liricismo del rapper è, a tutti gli effetti, il primo elemento di cui ci si accorge con immediatezza, per merito del mix tra vivacità espositiva, rapidità e precisione nella dizione, nonché per la struttura schematica delle rime. “Amalgamation”, a livello compositivo, non è infatti particolarmente differente rispetto al mood già in passato esibito da Parental e Alcynoos, per quanto comunque risulti apprezzabile: le doti di Ill Conscious, oltre che imporsi sul beat, esemplificano come il livello di gioco della sua partita sia su un piano completamente differente rispetto, per esempio, ad Awon e Fresh Daily, per quanto i due svolgano un operato più che dignitoso. “Beautiful Mirage” è invece più essenziale, tende a funzionare nella sua chiave leggermente più moderna, il cantato non è completamente convincente ma alla fine l’insieme trova lo stesso una sua collocazione di gradimento, anche per un lessico che va dallo scientifico al matematico passando per sommarie citazioni storiche, cercando di spiegare la propria disillusione generazionale in un inserto di considerazione a sfondo sociale.

Nel suo complesso, “The Aggregation Of Marginal Gains” si conferma un lavoro pertinentemente illustrativo della qualità che si nasconde sotto la superficie visibile a occhio nudo, una realtà che chiama a gran voce un’attenzione che, purtroppo, non viene accolta a sufficienza. Un’ulteriore conferma del fatto che pure nell’underground più remoto stia girando un estro non indifferente e che, in fondo, basti un minimo di curiosità per accorgersene.

Tracklist

Ill Conscious – The Aggregation Of Marginal Gains (No label 2025)

  1. Fine-Tuning
  2. Marginal Gains [Feat. Snook Da Crook]
  3. Mark 8:36
  4. Beautiful Mirage [Feat. JoLy]
  5. Amalgamation [Feat. Awon and Fresh Daily]
  6. Incremental Improvements
  7. Carpe Diem
  8. Israelites Mist
  9. Fonky Azz [Feat. Soul Intellect]
  10. Nautical Lanes
  11. Progressive Change
  12. Fine-Tuning – Instrumental
  13. Marginal Gains – Instrumental
  14. Mark 8:36 – Instrumental
  15. Beautiful Mirage – Instrumental
  16. Amalgamation – Instrumental
  17. Carpe Diem – Instrumental
  18. Israelites Mist – Instrumental
  19. Fonky Azz – Instrumental
  20. Nautical Lanes – Instrumental
  21. Progressive Change – Instrumental

Beatz

All tracks produced by Alcynoos and Parental

Scratch

  • Soul Intellect: 1
  • Dj Grazzhoppa: 8
  • Debonair P: 10
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