Hard Knocks – School Of Hard Knocks

Voto: 4,5

School Of Hard Knocks è un termine americano che indica un tipo di educazione proveniente dalla vita vissuta piuttosto che dagli insegnamenti impartiti da genitori e affini, concetto scelto da Hardhead e Stoneface – gli Hard Knocks, appunto – come significativo titolo del loro primo e purtroppo unico disco.

Parliamo di un lavoro difficilmente reperibile, peccaminosamente perduto nei meandri dei progetti gestiti male dalle etichette, un lavoro che a suo tempo aveva fatto di originalità, coscienza e solidità i propri punti cardine, dando vita a un vero e proprio esordio coi fiocchi, colpevolmente passato sotto troppi radar. Si tratta di un disco le cui basi, ottimamente prodotte, sono pesantemente influenzate dal Jazz, presente sottoforma di sax adeguatamente abbinato sia alla raffinatezza di “Ghetto Love” che al beat ruvido di “Road To The Precint”, di piatti campionati con gusto nella rappresentativa “Strictly From The Bronx”, di un ritmo evocativo di una jam session notturna nella piacevolissima “Blow To The Head”, di una banda assemblata da un campionatore che esalta il Soul e il flauto di “Young Black Male”.

L’insieme viene mischiato a dovere con la punta Blues dell’oscura “Hands Of A Stranger” e la chitarrina acustica di “Dirty Cop Named Harry”, che evidenzia più delle altre la capacità di Hardhead di mettere in fila rime alla pari di un navigato storyteller. Ciò che s’imprime ascoltandone le rime  è la voce, che non cambia mai di tono senza però annoiare, ma pure la capacità di arricchire i propri racconti con diversi particolari, riuscendo contemporaneamente a non uscire di un passo dai binari metrici prescelti. Che Hardhead abbia passato diverso tempo sui libri è evidente, le sue tematiche principali trattano dell’immutata disuguaglianza tra bianchi e neri nel corso dei secoli, sono provocanti al punto da far reagire il pensiero senza il bisogno d’incitare alla violenza reazionaria, fanno presagire orgoglio, ricerca di rispetto, ma soprattutto la maturità di chi le cazzate le ha sì combinate, ma al tempo stesso ha imparato a tenersene lontano. Lezioni di vita che hanno avuto come professore la strada.

Tra le migliori tracce è doveroso citare di nuovo “Dirty Cop Named Harry” (chiaro gioco nel titolo al “Dirty Harry” di Don Siegel), storia di un poliziotto corrotto che finisce male, la formidabile accoppiata “Nigga For Hire”/“Thoughts Of A Negro”, paragonabili per temi e produzione, e la dinamica “The Opposite Side”, tuttavia è altrettanto doveroso sottolineare che l’album gode di una continuità e di una solidità straordinarie, nel senso che non c’è un singolo pezzo da gettare via. Da ascoltare per farsi un’idea di cosa poteva essere un Hip-Hop con i testi di Chuck D, la cadenza di Guru e una base di Pete Rock.

Tracklist

Hard Knocks – School Of Hard Knocks (Wild Pitch 1992)

  1. Dirty Cop Named Harry
  2. Nigga For Hire
  3. Ghetto Love
  4. Thoughts Of A Negro
  5. The Opposite Side
  6. Road To The Precint
  7. A Blow To The Head
  8. Hands Of A Stranger
  9. Runaway Child, Running Wild
  10. Young Black Male
  11. Young Guns
  12. Strictly From The Bronx

Beatz

All tracks produced by The Spear Chuckers

Scratch

All scratches by Stoneface

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