Gue’ Pequeno – Bravo ragazzo

La scelta di commentare “Bravo ragazzo” con qualche mese di ritardo (l’album è stato pubblicato lo scorso 4 giugno) rispetto alla maggior parte dei portali che si occupano di Hip-Hop italiano è dovuta, oltre a tanta pigrizia, all’incapacità di far conciliare giudizi sostanzialmente entusiastici sul secondo disco solista (mixtape a parte) di Gué, con un’impressione di tutt’altro avviso e solo a tratti indulgente. Non sono esente da preconcetti, né dirò che chi vi ha presentato queste diciannove tracce in maniera differente da come farò io abbia commesso qualche grave errore d’interpretazione; se, tuttavia, il pensiero comune sembra esaltarne i toni introspettivi, la ricca selezione dei featuring e un approccio musicale di valore internazionale, allora è proprio rispetto ad argomenti simili che mi tocca prendere le dovute distanze.

Partendo dal presupposto che “Bravo ragazzo” sia, al tempo stesso, un progetto meno sfacciato del precedente “Il ragazzo d’oro” e un episodio a sé nella produzione dei Club Dogo, gli oltre settanta minuti di durata (la versione deluxe supera l’ora e mezza) sono sufficienti per coprire una gamma tematica che comprenda le solite pose zarre, tronfie sbruffonate di vario tipo (una volta era la strada, ora abbiamo il successo economico e una vita orgogliosamente glamour) e racconti più personali; il tutto, però, senza contraddire il minimo comune denominatore dell’easy listening, filtrando ogni spunto attraverso strumentali sentite mille volte (“Business”, “Sul tetto del mondo”, “Easy boy”, “La mia ragazza è gangsta”) e un’immaginario (il tipo poco raccomandabile che ha fatto il botto, ne scopa una diversa al giorno, se la spassa come pochi, porta ancora il quartiere nel cuore e nasconde sentimenti molto profondi) che oramai puzza di stantio.

Perciò, al netto di autentiche schifezze come “Il drink & la jolla”, “Indelebile” (qualcuno dovrebbe strappare il microfono dalle mani di Fedez) e “Barbie vs Marley”, “Bravo ragazzo” offre sì episodi di tono diverso, da “Rose nere” e “Brivido”, asciugate da qualunque eccesso di spacconeria, a “Scappati di casa” e “In orbita”, letture meno banali del solito su argomenti di assoluta routine, ma rimane il fatto che si tratta di casi circoscritti all’interno di un’uscita programmata per rimanere nei confini di un’alta accessibilità (si veda la totalità dei beat), indigesta per l’abuso di auto-tune e spesso ripetitiva nell’affrontare le questioni di cuore. A mancare è dunque proprio il coraggio di abbandonare una formula rodata e spremuta in tutte le salse possibili per sorprendere i fan – e non solo loro – con un disco davvero nuovo.

Non riconoscere a Gué un potenziale mainstream sconfinato e la capacità di fare col Rap qualsiasi cosa gli piaccia sarebbe da bugiardi, il problema è capire se da un artista attivo dalla fine degli anni novanta e sulla cresta dell’onda già dai primi duemila sia lecito attendersi prove in controtendenza rispetto al personaggio che si è costruito e che, puntualmente, ostenta. Quesito cui non posso che rispondere affermativamente, convinto del fatto che “Bravo ragazzo” farà breccia nel suo pubblico di riferimento senza settare nuovi scenari per l’Hip-Hop italiano nel suo insieme.

Tracklist

Gué Pequeno – Bravo ragazzo (Universal Music Italia 2013)

  1. Business
  2. Bravo ragazzo
  3. Il drink & la jolla [Feat. Ntò]
  4. Rose nere
  5. In orbita [Feat. Fabri Fibra]
  6. Uno come me
  7. Indelebile [Feat. Fedez]
  8. Sul tetto del mondo [Feat. Emis Killa]
  9. Scappati di casa
  10. Tornare indietro [Feat. Arlissa]
  11. Brivido [Feat. Marracash]
  12. Easy boy [Feat. Jake La Furia]
  13. Come mai [Feat. Ensi]
  14. Ruggine e ossa [Feat. Julia Lenti]
  15. Puoi toccarmi [Feat. Tormento e Caprice]
  16. Hey baby
  17. La mia ragazza è gangsta
  18. Barbie vs Marley
  19. Fuori

Beatz

  • 2nd Roof: 1, 7, 9, 12, 13, 19
  • Don Joe: 2, 8, 16, 17
  • Animalsons: 3, 4
  • Aucan: 5
  • Da Beat Freakz: 6, 10, 14
  • Zef: 11
  • Dj Shablo: 15
  • Crookers: 18