Gionni Gioielli – Michele Alboreto

Potremmo cominciare provando a tirare le somme sul progetto Make Rap Great Again, proponendo affrettate similitudini tra quest’ultimo e la cosiddetta wave di Westside Gunn & soci (in “Interlagos” è lo stesso Gioielli a mettere un bel punto sull’argomento: <<questi dicono che copiamo Griselda/figli di puttana, sono una leggenda!>>), oppure andando alla cocciuta ricerca di un concept che “Michele Alboreto” schiva invece in pieno; non lo faremo, anzitutto perché dopo quattro dischi firmati in neppure un anno (due dei quali alle macchine, con Blo/B e Lil Pin al microfono), l’artista veneto ha spinto al massimo una carriera che riteniamo in continuità all’esperienza Micromala e Adriacosta, in secondo luogo perché la sua musica è talmente diretta, frontale, esplicita, che le si farebbe un torto pontificando tortuose interpretazioni che lasciamo volentieri ad altri.

E’ una franchezza, la sua, che ne reclama altrettanta, ragion per cui usciamo allo scoperto e ringraziamo il rapper per la vena polemica, la scarsa diplomazia e l’assoluta mancanza di garbo che hanno imposto “Young Bettino story” e i titoli a seguire tra le più fresche novità degli ultimi mesi. A nostro avviso se ne sentiva il bisogno, dato che l’Hip-Hop è sì unità, condivisione, crescita interiore, ma anche confronto acceso e ganci assestati a mezzo Rap. Come ad esempio in “Estoril”: <<poi mi scrivono che sono un underrated, coglione/non sono un underrated, io sono il migliore/gli altri fanno male altro/tipo Ghemon che è stonato dopo dieci anni di scuola di canto/pare, che cazzo, rinunciaci/scrivi giù due barre e smetti di deprimerti>>. L’atteggiamento è questo, ossia tanta strafottenza, nomi e cognomi quando c’è da farli, posizioni radicali e perciò inequivocabili; d’altronde, citando di nuovo “Interlagos”: <<a chi cerca i contenuti nelle barre di Gioielli/lascio i contenuti e senza palle, Farinelli>>.

Così per ventiquattro minuti ruvidissimi e spigolosi, prodotti con gusto, manate di sample e un orecchio intransigente, che non concede alcunché all’ascoltatore inesperto: <<ma che Pop? Lei lo succhia, è lollipop/poi mi balla sopra/sembra che abbia un hula hoop/…/e c’è solo un Dio in cui credo/cammino sopra l’acqua perché tanto non la bevo/hai fatto un altro disco e fa più schifo del disco prima/non era facile, c’hai la mia stima>> (“Silverstone”). Andatura che nei featuring persiste, con particolare riferimento ai due mc’s maggiormente coinvolti: Armani Milano (<<non vi assomiglio, anzi marco divario/la storia è sia Ronaldo che Marco Di Vaio>>“Montecarlo”) e un Blo/B che non sbaglia una punchline da una vita (<<lacrime di coccodrillo, scarpe di pitone/’sta Madonna s’inginocchia perché vuole l’assunzione/…/’sta roba resta figa anche se è vecchia/come J.Lo>> – sempre “Silverstone”).

Ancora da segnalare: le numerose rime connesse all’ambito calcistico, specie in “Monza” (<<io per questi quattro Icardi sono Maradona/tu sei una Wanda Nara che fa la signora>>); il super beat di “Kuala Lumpur”; l’assenza di buonismo nel raccontare la scena (<<‘sti cazzo d’italiani vogliono i filosofi sul Rap/io ti spacco il culo, questa roba è porno star>>); infine la galanteria riservata al gentil sesso (<<un saluto a Fishball, ma lo devo dire/la tua figa slabbrata è comunque meglio delle tue rime>>). Politicamente scorrette, gratuite, zero <<merda sensibile che piace ai giornalisti>>; le barre al vetriolo di Gionni Gioielli ci piacciono proprio per il loro crudo cinismo, uno schiaffo dopo l’altro che speriamo contribuisca a scuotere l’Hip-Hop italiano dal suo costante torpore.

E quindi fanculo le conclusioni, vado dritto di réclame: ascoltatelo su Spotify, compratelo sul sito ufficiale, procuratevelo come vi riesce. Fate voi, l’importante è che non vi perdiate “Michele Alboreto”. Paaareeeee!

Tracklist

Gionni Gioielli – Michele Alboreto (Make Rap Great Again 2019)

  1. Estoril
  2. Kuala Lumpur [Feat. Gianni Bismark e Blo/B]
  3. Monza [Feat. Garelli]
  4. Montecarlo [Feat. Armani Milano]
  5. Singapore
  6. Silverstone [Feat. Blo/B]
  7. Interlagos [Feat. Armani Milano]
  8. Magny Cours [Feat. Creep Giuliano]
  9. Laguna Seca

Beatz

Tutte le produzioni di Gionni Gioielli tranne la traccia #3 di Garelli

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