Gionni Gioielli e Tosses – #FREECRAXI

Da Bettino a Craxi, quarantatré mesi tondi; in quest’intervallo, diciannove uscite ufficiali (più qualche chicca e mixtape). Non faccio i conti per mera deformazione professionale, bensì per dire – o per ribadire – che l’esperienza Make Rap Great Again non vada in alcun modo ridotta a un’episodica sequela di titoli, l’uno distinto dall’altro: preventivato o meno, quanto realizzato da Gionni Gioielli assieme a tutti i suoi sodali durante gli ultimi tre anni e mezzo abbondanti è un vero e proprio manifesto Hip-Hop. C’entra il <<solo barre e sample>> affisso sul cartello all’ingresso fin da “Young Bettino story”; c’entra il parallelo con una scena statunitense che – Griselda in testa, sì – ha ritrovato nell’underground la spinta di un tempo, fornendo un modello, una strategia, a chiunque ne condividesse gusto e filosofia; c’entra, però, in primis una visione, artistica ma non solo: fare il Rap, farlo senza calcoli né ansie da prestazione, farlo per sé e per quanti siano in sintonia con quest’approccio. Liberi di stare sul cazzo a qualcuno, di non piacere a qualcun altro, di campare a prescindere dai numeri di Spotify.

“#FREECRAXI”, appunto. In quel primo termine del titolo c’è gran parte dell’album e <<la libertà me l’ha insegnata Aretha Franklin, grazie a Dio/né Putin né Zelens’kyj, neanche Biden, neanche Trump/solo Aretha Franklin, grazie a Dio>> (l’introduttiva “Benedetto Craxi”) è già uno slogan entrato con prepotenza tra le quotable MxRxGxA. Dieci brani, mezz’ora esatta (in attesa della bonus “Alessandro Orsini”) e un riferimento costante al concetto di libertà, declinato attraverso l’immaginario e il vocabolario di Gioielli. Quindi non aspettatevi un esercizio di fine retorica: quella del capoccia di AdriaCosta e Micromala è una posizione come sappiamo intransigente, che non ricorre ai ricamini per dire la propria; e, a proposito delle parole da utilizzare (e non), “Edward Snowden” ne dedica una manciata alla censura (<<io mi chiedo questa gente quando si ripiglia/c’è libertà di parola, ma quella non puoi dirla/quella non puoi dirla, quella non puoi dirla/il guaio è che i cattivi ti han rubato mezzo dizionario>>) e spende quelle giuste dove ce n’è bisogno (<<ragazzini con il mito della mafia, non stupirti/che la mafia è una merda, come i loro dischi/io c’ho il mito di Mandela e non sto zitto/che combatto per il mio diritto, di diventare ricco>>).

Matteo torna su quest’ultimo punto in “Enzo Tortora” (<<il tipo dice che fa il panico, ma sta bluffando/quello è un Cutolo, è un Pandico, basso rango/cerca su Google di che merda tu ti stai vantando/ma che onore? Che credi che un boss sia come Marlon Brando>>), a riprova di un nucleo tematico circolare, che permea il canone Make Rap Great Again ma non lo stravolge. Possiamo porla così: se nei precedenti lavori del collettivo il concept fungeva più che altro da suggestione, ricorrendo a grafiche, estratti di dialoghi e titolazioni per racchiudere l’insieme in un percorso dotato di una sua linearità, “#FREECRAXI” alza quanto basta il tiro, combinando punchline e piccoli spunti di riflessione (anzitutto sulle innumerevoli ipocrisie che ci circondano) secondo gradazioni forse inedite per Gioielli. Tanto da stupirci nella conclusiva “Sandro Pertini” con un timbro decisamente più intimo e pacato, mettendo in fila brevi storie quotidiane (<<c’ho un amico che è indeciso e perde tempo/che sta diventando vecchio mentre aspetta il suo momento/come se tutto il mondo fosse fermo ad aspettarlo/mentre pensa alla partenza, gli altri stanno già al traguardo>>) e chiudendo il cerchio con uno stralcio di quel celebre discorso del settimo presidente della Repubblica citato in “Benedetto Craxi”.

Va da sé che molti agganci con la cronaca abbiano una natura prettamente provocatoria, com’è nelle corde di Gioielli. Alberto Genovese”, ad esempio, è uno spunto per parlare di opulenza e sogni milionari (elegantissima la chiosa: <<il mio destino è l’orizzonte come ‘na regata/e i miei dischi fan sold out più veloce di una tua sborrata>>), “Julian Assange” trova invece un parallelo tra le rivelazioni di WikiLeaks e lo spirito altrettanto dissidente di Make Rap Great Again (con uno scappellotto forse non così difficile da decifrare: <<il tipo fa il poeta, rappa da Leopardi Diaries/mentre il suo producer lo produce con le libraries>>). Integralismo e scarsa diplomazia rimangono dunque gli attributi principali di un progetto che contribuisce a collocare questo lungo filotto di dischi in una nicchia a sé dell’Hip-Hop italiano, alimentata con una costanza incredibile (aspettiamo già “Woodstock”…) e dotata di un profilo qualitativo che ci lascia sempre sazi. L’altro perno, parimenti centrale, risiede nell’efficace selezione di featuring e strumentali, che in “#FREECRAXI” tocca l’eccellenza.

Partiamo, ovviamente, da (Alessandro) Tosses – per un eventuale recap dirigetevi verso il suo Bandcamp, qui ci limitiamo a ricordare che ha messo piede in casa MxRxGxA sul finire dell’anno scorso, producendo la pt1 di “Ross Ulbricht”. In breve, la cartella fornita a Gioielli è un’autentica prelibatezza: tanti solchi Soul, qualche cambio di sonorità (“Edward Snowden” sembra pescare nelle soundtrack del giallo all’italiana, ma non ci mettiamo la mano sul fuoco), roba violentissima (“Marco Dimitri”), un tuffo clamoroso nel mood di “5 bambole…” (“Ross Ulbricht pt3”) e quel sample per “Sandro Pertini”, pitchato e drumless, che non vorremmo mai smettesse di girare. Groove intensi, ipnotici (“Enzo Tortora”!), dati in pasto a un solido plotone d’esecuzione: immancabile il supporto di Armani, RollzRois e Blo/B (solo amore per <<siamo la nuova Rawkus, ma alla fine non ci chiudono>>), EliaPhoks – con due strofe e due ritornelli – ribadisce uno stato di forma strepitoso, Gentle T e un ottimo Toni Zeno onorano sempre la loro partecipazione, a sorprendere, tuttavia, sono Nerone e Montenero (non poteva che finire in “Scerbanenco”), perfettamente calati nelle scenografie proposte dai greaters.

Questi – e sono tanti – i motivi per ascoltare “#FREECRAXI”, ulteriore puntello all’interno di una striscia che fa dire a noi grazie a Dio.

Tracklist

Gionni Gioielli e Tosses – #FREECRAXI (Make Rap Great Again 2022)

  1. Benedetto Craxi
  2. Enzo Tortora
  3. Alberto Genovese [Feat. EliaPhoks]
  4. Edward Snowden [Feat. Nerone e Armani Doc]
  5. Scerbanenco [Feat. EliaPhoks e Montenero]
  6. Marco Dimitri [Feat. RollzRois e Gentle T]
  7. Ross Ulbricht pt2 e pt3
  8. Julian Assange [Feat. Toni Zeno e Blo/B]
  9. Di Pietro was a snitch [Feat. EliaPhoks e Blo/B]
  10. Sandro Pertini

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