Ghostface Killah – Twelve Reasons To Die

Voto: 4

Mettete assieme le abilità cinematiche di RZA, fresco della regia del suo primo film e noto per strutturare i dischi come veri e propri lungometraggi, i concetti legati ai Wu-Gambinos e alle recite mafiose dei tempi che furono e, non ultime, le abilità descrittive tipiche dei testi di Ghostface Killah, aggiungetevi un forte concept i cui pezzi sono legati sequenzialmente e avrete tutte le componenti di “Twelve Reasons To Die”, l’ultima fatica di uno dei membri più prolifici di tutto il Wu-Tang Clan. Prodotto da RZA a livello esecutivo e musicalmente realizzato con la preziosa collaborazione di Adrian Younge, compositore già firmatario della colonna sonora di film di carattere Blaxploitation come il “Black Dynamite” del 2009, il nuovo disco di Ghostface prende spunto dalla malavita organizzata per creare una storia di crimine, violenza, tradimento e vendetta, le quattro caratteristiche principali di un vero e proprio copione posto in rima.

Con l’aiuto di RZA, presente nella veste di narratore delle principali vicende della storia, e con la sensibile abilità di Younge nel coordinare e arrangiare suoni spesso reminiscenti dei primi lavori della crew di Staten Island, viene raccontato il susseguirsi di fatti che coinvolgono Tony Starks e la sua dipartita dal clan dei DeLucas, di come gli stessi si vendichino nei suoi confronti – in maniera molto originale, c’è da dire – facendolo sparire dalla circolazione. Dopo la prefazione di “Beware Of The Stare”, nella quale Ghost tira già fuori la sua classe facendosi trovare metricamente preparato davanti a un drum beat irregolare, si passa direttamente al racconto dei fatti. L’head nodding garantito dalla combinazione batteria/organo di “Rise Of The Black Suits” racconta il passaggio da un mob all’altro, Tony forma una cricca tutta sua per cominciare l’ascesa e iniziare una guerra con i DeLucas, conflitto magistralmente rappresentato a livello emozionale dall’atmosfera perfezionata da Younge per “I Declare War”, colma di un senso drammaturgico sottolineato dal gorgheggio del ritornello.

“Blood On The Cobblestones” alza di molto i bpm e si avvale di un ritmo sostenuto arricchito da organo e fiati per una delle migliori prestazioni liriche del disco, con U-God e Deck nettamente a proprio agio – in particolare l’ispettore conferma a suon di metrica sciolta l’ottimo stato di forma appena dimostrato nel progetto Czarface. Di particolare efficacia è la sceneggiatura di “The Center Of Attraction”, un botta e risposta tra il protagonista principale e Cappadonna costellato da tamburi e colpi di basso, mood nel quale Ghost mette in gioco le sua capacità descrittive e metaforiche parlando del suo rapporto con la figlia dell’ex boss, mentre il compare interagisce ammonendolo sul potenziale tradimento.

Torna quindi d’attualità la collaborazione coi Delfonics – ricorderete di certo “After The Smoke Is Clear” – per una traccia di cui colpisce la trasposizione su testo delle contraddizioni emozionali create dai sentimenti per la ragazza e per l’incertezza di un boss senza scrupoli che teme di essere circondato da traditori, arrivando così ad “An Unexpected Call”, dove i timori diventano realtà e Tony viene adescato, intrappolato e sciolto nel vinile bollente per poi essere pressato in dodici dischi, uno per ogni membro della famiglia DeLucas. Da qui in poi lo sviluppo della trama diventa troppo statico, nel senso che Ghost – facendo fede al suo nickname – ritorna sotto forma di spirito e uccide ogni qualvolta uno di quei dischi viene suonato, ma alla fine ogni pezzo parla delle varie modalità di tortura, di assassinio e della sete di vendetta, facendo subire un inaspettato arresto a uno svolgimento in precedenza molto articolato.

Younge contrasta l’improvvisa staticità del copione come meglio può, si serve del riverbero di chitarra che caratterizza “Rise Of The Ghostface Killah“, si fa musicalmente minaccioso nell’ottima posse cut “Murder Spree” e arrangia egregiamente “The Sure Shot”, opportunamente divisa in due parti con batteria e liriche che rallentano di comune accordo, prima di chiudere degnamente con una titletrack tutta strumentale adagiata su fiati ed archi da grande film e sui quali sembra davvero di veder scorrere i titoli di coda. Viene da pensare che se il canovaccio fosse stato svolto meno frettolosamente – il vero difetto del disco – ne sarebbe potuto scaturire un classico sicuro: Ghostface Killah è quello delle grandi occasioni e i membri del Clan che offrono il loro aiuto nei featuring sono in forma come non li si sentiva da tempo, la produzione è a sua volta perfetta sia per il tema scelto che per il rapper (con l’eccezione di qualche sezione cantata non riuscita e troppo lunga nell’introdurre un paio di tracce), dimostrando che la scelta di usufruire di un compositore estraneo al mondo Hip-Hop è stata in questo caso senz’altro azzeccata.

Oltre ad essere un ottimo disco, “Twelve Reasons To Die” è però anche un pezzo da collezione a giudicare dalla mole di versioni che sono state rese disponibili, tra le quali troverete combinazioni contenenti vinili rossi, fumetti, edizioni strumentali (con un’esilarante traduzione in italiano di tutti i titoli) e, non ultimo, un album alternativo interamente prodotto da Apollo Brown (“Twelve Reasons To Die: The Brown Tape”) inizialmente pubblicato solo in cassetta e ora disponibile in tutti i formati a causa delle numerose richieste. Non vi resta che scegliere il vostro veleno

Tracklist

Ghostface Killah – Twelve Reasons To Die (Soul Temple Entertainment 2013)

  1. Beware Of The Stare
  2. Rise Of The Black Suits
  3. I Declare War [Feat. Masta Killa]
  4. Blood On The Cobblestones [Feat. U-God and Inspectah Deck]
  5. The Center Of Attraction [Feat. Cappadonna]
  6. Enemies All Around Me [Feat. William Hart]
  7. An Unexpected Call (The Set Up) [Feat. Inspectah Deck]
  8. Rise Of The Ghostface Killah
  9. Revenge Is Sweet [Feat. Masta Killa and Killa Sin]
  10. Murder Spree [Feat. U-God, Masta Killa, Inspectah Deck and Killa Sin]
  11. The Sure Shot (Parts 1 And 2)
  12. Twelve Reasons To Die

Ghostface Killah – Twelve Reasons To Die: The Brown Tape (Soul Temple Entertainment 2013)

  1. Beware Of The Stare
  2. Rise Of The Black Suits
  3. I Declare War [Feat. Masta Killa]
  4. Blood On The Cobblestones [Feat. U-God and Inspectah Deck]
  5. The Center Of Attraction [Feat. Cappadonna]
  6. Enemies All Around Me [Feat. William Hart]
  7. An Unexpected Call (The Set Up) [Feat. Inspectah Deck]
  8. Rise Of The Ghostface Killah
  9. Revenge Is Sweet [Feat. Masta Killa and Killa Sin]
  10. Murder Spree [Feat. U-God, Masta Killa, Inspectah Deck and Killa Sin]
  11. The Sure Shot (Parts 1 And 2)

Beatz

Twelve Reasons To Die

  • All tracks produced by Adrian Younge

 

Twelve Reasons To Die: The Brown Tape

  • All tracks produced by Apollo Brown

Scratch

  • Dj Mark Luv: 4
  • Dj Mekalek: 8
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