Gatekeepaz feat. Maory B. – Custodi del segreto

Meglio di tanti altri, il caso Gatekeepaz aiuta a raccontare l’Hip-Hop italiano di quel periodo, il suo categorico dogmatismo e l’inevitabile esplosione della bolla intorno all’anno uno del nuovo millennio. Il gruppo, composto da Psyko Killa (Contempla), Johnny Masta5, Psyco Vibe, Ango Sprite, Pee MC, Hopus D. e Deal The Dihlyo, qui affiancati dal veterano Maory B. (un altro di quelli che hanno ottenuto meno del dovuto), con soltanto un EP, un album (“Dietro il cancello”) e una manciata di apparizioni, ha impresso Nichelino sulla mappa dell’Hip-Hop tricolore e ha lasciato un segno indelebile nei ricordi (oltre che nei cuori) di tanti b-boy.

Se vogliamo dirla tutta, il settetto piemontese è stato una sorta di meteora, attivo per poco meno di un lustro (il nucleo originario ha poi mutato forma nel progetto a quattro GateKeyz Prod.Actions) e del tutto privo di carriere soliste altrettanto significative, fatta eccezione per i numerosi live set del Mastrocinque, autore anche della compilation “Dammi un beat”; eppure il nome Gatekeepaz risuona con una certa insistenza nelle cronache e nei ricordi dell’epoca, giustificandone una popolarità (tutta interna alla scena) giunta pressoché inalterata fino all’attuale presente. Il Wu-Tang Clan nostrano (parallelo, fatte le opportune proporzioni, non così casuale) era portavoce di un Hip-Hop rigidamente underground i cui tagli obliqui e ipnotici (il sitar di “7 W.D.” è una diretta derivazione di “The Fire In Which You Burn”) alimentavano i cinque minuti necessari per il succedersi di tutti gli mc’s, impegnati in autentici deliri che, tra segreti, cancelli, astri, associazioni di immagini ed elogi della tecnica, miravano all’esibizione delle singole skill, senza alcun argomento concreto da dibattere (“Target” e “One love” rimangono due casi isolati perfino nella totalità di “Dietro il cancello”).

E proprio riguardo al Rap si nota un’eterogeneità di stili che, forse inconsapevolmente, costituisce l’attributo principale del team: se Psyko Killa e Psyco Vibe sono impulsivi e cerebrali, Hopus D. e Ango Sprite si distinguono per rigore e metodo, Deal, Pee MC e Masta5 completano l’insieme grazie a una presenza meno accentuata e tuttavia indispensabile all’equilibrio collettivo, che incarna quasi alla lettera lo spirito aggregativo dell’Hip-Hop (se fosse stato il novantacinque ci scappava di mezzo la parola posse) e il più tradizionale dei paradigmi, lo scambio di microfono tra i vari mc’s. Aggiungendo un conciso accenno alla UndaFunk Records, label indipendente torinese nel cui catalogo figuravano anche SR Raza, l’EP d’esordio dei Flaminio Maphia e Rawl MC (altra presenza legata al circuito GateKeyz), “Custodi del segreto” assume i contorni piuttosto chiari di una produzione vistosamente anti-Pop, istintiva, orgogliosa e a suo modo ingenua, il che, guarda caso, ci riporta all’assoluto isolamento del Rap italiano di fine anni novanta rispetto all’industria musicale nel suo complesso, con la conseguente contrazione sia dell’utenza che delle uscite.

Gli sviluppi successivi li conosciamo tutti e non occorre ripeterli, ciò che però spesso ci si dimentica è che realtà genuine come i Gatekeepaz non sono più riapparse nel nostro piccolo e affollato mondo, lasciando un vuoto che, francamente, dubito verrà mai colmato.

Tracklist

Gatekeepaz feat. Maory B. – Custodi del segreto (UndaFunk Records 1998)

  1. Intro
  2. Il segreto
  3. 4° sotto zero
  4. 7 W.D.

Beatz

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