#Game Wu-Tang Taste The Pain

Voto: 4,5 (videogame)/3,5 (album) | Reviewed by Ammenz

Per vincere nella vita, bisogna essere dei duri. I veri duri dicono no alla droga. Picchia il pusher! Con questo simpatico motto pronunciato da un testimonial d’eccezione, Ol’ Dirty Bastard (!), venne pubblicizzata in Europa l’uscita, nel 1999, di un nuovo lavoro del nostro Clan preferito. Non un album, bensì un videogame. E cosa mai avrebbero potuto metterci nove semi-dei dell’Hip-Hop nonché cultori dello shaolin style in un gioco per Play Station? La risposta mi sembra ovvia: cazzotti, calci e una colonna sonora adeguata. Quando è uscito “Wu-Tang Taste The Pain”, di picchiaduro così innovativi non ne giravano ancora molti; non a caso il successo è stato notevole e, se volete, ha contribuito a far conoscere il Clan (immaginate in quanti, come me, proprio da un videogame con una bella colonna sonora hanno cominciato ad ascoltare Rap). Ma veniamo a un commento, che per ovvi motivi è diviso in due parti; buona lettura e buon divertimento.

Il videogame. Dal punto di vista tecnico, lo apprezzerete sicuramente. E’ davvero ben fatto, ha un’ottima giocabilità, i segreti sono impostati in modo originale (si basano tutti sulle 36 chambers) ed è in assoluto il primo picchiaduro in cui ci sono combattimenti a quattro. Ciò vuol dire che potrete (con apposito multi-tap) sfidarvi a un tutti contro tutti o a squadre in una lotta pazzesca. Qualche difetto, però, c’è, a partire dalla traduzione in italiano: spesso farete fatica a completare una camera perché il suggerimento è stato tradotto in maniera penosa. Anche la grafica è un po’ indietro rispetto alla qualità raggiunta nel ’99, decente ma non impressionante. Per il resto, va tutto più che bene, ad esempio se osservate attentamente i nostri nove personaggi principali del gioco e li confrontate con le foto del booklet di “Forever”, noterete una buona somiglianza (vedi GZA, Raekwon e U-God). Altri pregi li noterete nelle armi che alcuni di loro usano (Meth, che combatte con un mega-martellone-spaccaossa, ODB, col suo immancabile fiaschetto). Altre caratteristiche sono invece ispirate dai rispettivi aka degli mc’s (Inspectah Deck usa le sue Rollie Fingers, U-God ha delle vere Golden Arms, Ghostface è un vero e proprio Ironman…). Infine, le fatality, ovvero le mosse superviolente e a volte molto spassose con cui verrà data fine agli incontri. Insomma, vi divertirete sia nella modalità avventura (dovrete vendicare la morte del vostro maestro) che nel classico multi player, in più ve la spasserete a sbloccare tutti i segreti, tutti i personaggi e tutte le fatality (io ce l’ho fatta!). Per ora non è attesa l’uscita di un suo seguito, ma se e quando verrà…sarà una bomba!

L’album. Come fa un videogioco a essere anche un album? Semplice, se inserite il disco in un qualunque lettore potrete ascoltarvi quattordici tracce (in pratica tutte quelle che vi accompagnano durante il gioco), una sorta di OST. Anzi, il paragone con “Ghost Dog” (sempre farina del sacco di RZA) sorge quasi spontaneo: anche in “Taste The Pain”, infatti, prese singolarmente le tracce funzionano un po’ meno, ma abbinando il tutto ai combattimenti l’impressione sarà ben diversa. Non che manchino i brani da godersi al di fuori del videogame: “Rumble” (che compare anche in “Golden Arms Redemption” e in “Wu-Chronicles”, con U-God, Leatha Face, Inspectah Deck e Method Man, tutti in gran forma), “Wu World Order” (base presa quasi integralmente da “My Lovin’ Is Digi” e con il duetto tra RZA e LA The Darkman) e un ottimo Masta Killa nella terza traccia (con questa strofa ripetuta due volte terminano le parti rappate, decisamente poche). Poi strumentali, parti cantate, basi un po’ graffiate e i passaggi che accompagnano le fatality, una cornice interessante per i vostri duelli.

Venendo alle conclusioni, se fosse un album vero e proprio il materiale sarebbe pochino, in qualità di colonna sonora invece funziona bene, tanto più che il gioco è uno spasso. A prescindere, i fan del Clan non potranno proprio farne a meno, siano o meno dei giocatori di Play Station.

Tracklist

AA.VV. – Wu-Tang Taste The Pain (Sony/Activision 1999)

  1. Wu World Order (LA The Darkman and The RZA)
  2. Rumble (Clean) (U-God, Leatha Face, Method Man and Inspectah Deck)
  3. Shaolin Temple (Killa) (Masta Killa)
  4. Back To 36 (Take It Back) (Tekitha)
  5. Wu-World Order (Instrumental)
  6. Rumble (Instrumental)
  7. Instrumental #1
  8. Instrumental #2
  9. Instrumental #3
  10. Jungle Instrumental #1
  11. Jungle Instrumental #2
  12. Jungle Instrumental #3
  13. Wu World Order (Acapella Snippet) (LA The Darkman and The RZA)
  14. Jungle Instrumental #4

Beatz

All tracks produced by The RZA except tracks #2 and #6 by True Master