Faust VS Dalek – Derbe Respect, Alder

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C’era una volta (e in qualche modo c’è ancora) una cosa chiamata Kraut Rock, un mostro metallico che terrorizzava la zona teutonica più o meno tra la fine degli anni ’60 e l’inizio degli ’80, ingoiando qualunque cosa gli capitasse a tiro, Psichedelia (Amon Düül), Prog Rock (Brainticket), Elettronica (Popol Vuh), e creando un’enorme mole di sottogeneri e varianti come il Motorik (Neu!) o la Kosmische Musik (Tangerine Dream) e dando spunto per la nascita di nuovi generi come la New Wave (Can), l’Iindustrial (Cluster), lo Space Rock (Cosmic Jokers) o addirittura la Techno e il Synth Pop (Kraftwerk). Nella bolgia dei gloriosi gruppi sputati fuori dalla bocca di questo mostro, i Faust di Werner “Zappi” Diermaier, Hans Joachim Irmler e Jean-Hervé Péron sono riusciti a resistere nel tempo imponendosi come la band più anarchica e sperimentale, la vera bandiera di quel calderone di stili chiamato appunto Kraut Rock.

Dopo quasi quarant’anni di rumori inquietanti, divagazioni Elettroniche antimelodiche e incubi lisergici, i Faust si sono ritrovati nel nuovo millennio più svegli che mai e sempre qualche passo avanti rispetto al resto senza aver bisogno di reunion pompose promosse dai loro creditori. Fa strano pensare come ai tempi di “Faust” e “So Far” una band come loro potesse essere avanti di trent’anni rispetto a tutto e stare sotto Virgin… E il fatto che siano ancora qui con lo stesso spirito degli anni d’oro del Kraut Rock fa riflettere ancora più. Altro che Guns N’Roses. Altro che AC/DC. Ma immaginate ora che il mostro metallico di cui sopra incontri l’enorme mostro di vinile dell’Hip-Hop. Immaginate quindi l’incontro tra i gloriosi Faust, autori di quarant’anni di musica fuori dagli schemi, e i Dälek (Dälek, The Oktopus, Dj Still), gruppo Hip-Hop del New Jersey autore di vari episodi di Rap fuori dagli schemi. La portata storica dell’incontro avrebbe dovuto essere molto più grande di quella che gli è stata attribuita dal 2004 a questa parte; l’incontro/scontro tra due identità musicali così distanti avrebbe potuto far gridare alla svolta, al miracolo, ma forse è stato un test troppo ardito, qualcosa di veramente ed eccessivamente sperimentale.

Il risultato di questo faccia a faccia tra il Kraut Rock e l’Hip-Hop si chiama “Derbe Respect, Alder” ed è come la finale di un torneo in cui si sono scontrati gli Anti-Pop Consortium contro i LA Düsseldorf, Mansbestfriend contro i Cluster, Bigg Jus contro i La! NEU?; fino alla selezione finale, l’incontro tra gli unici sfidanti in possesso della giusta alchimia in grado di fondere l’imprevedibilità Kraut Rock e la tipica staticità Hip-Hop. E’ “Imagine What We Started” il titolo della prima traccia e sembra quasi un grido d’incredulità riferito all’assurdità del loro intento. Il Rap di Will Brooks a.k.a. Dälek esordisce dalla seconda traccia, “Hungry For Now”, anti boom-bap giocato tra le evoluzioni di batteria di Zappi, il basso di Stoll e la rumoristica di Irmler – e si presenta alquanto rarefatto; con lo scorrere del disco smette di essere Rap per prendere le sembianze di un flusso verboso, minaccioso, a tratti rumore bianco. Vediamo infatti che “Remnants” è un rincorrersi di sussurri, “Dead Lies” un delirio industriale tra rumori di segheria e grida, “Bullets Need Violence” e “Collected Twilight” hanno ben poco di Hip-Hop ma tanto di pezzi come “Krautrock” o “Läuft…Heißt Das Es Läuft Oder Es Kommt Bald…Läuft”.

Se siete sopravvissuti a questa carrellata di catenacci più o meno musicali, conditi di parole volanti e scratch evanescenti, dovreste essere pronti per il momento più Hip-Hop del disco: “T-Electronique”, rifacimento dell’omonimo pezzo dei Faust tratto dal disco “Ravvivando”, in cui assisterete Will Brooks cavalcare uno dei loop di batteria più assurdi e metallici mai esistiti, sfidando un vento Elettronico impietoso. So che alla fine di “Derbe Respect, Alder” vi chiederete che ne è stato dell’Hip-Hop in questo progetto; difficile da dirsi, ma sta di fatto che “Derbe Respect, Alder” sia solo l’ennesima dimostrazione di come l’Hip-Hop riesca a nutrirsi di tutto come ha sempre fatto da quando Bambaataa s’inventò l’Electro gemellando Düsseldorf col Bronx o quando i Death Comet Crew nei primi anni ’80 già sperimentavano il genere dipingendo una New York/Gotham cupa, buia e assordante.

Certo, se i Dälek avessero preso un paio di campioni dei Faust e ci avessero montato del boom-bap marcio sopra sarebbe stato tutto più facile – ma sicuramente meno sconvolgente e interessante di questo esempio, ancora unico, di Kraut Hop.

Tracklist

Faust VS Dälek – Derbe Respect, Alder (Staubgold 2004)

  1. Imagine What We Started
  2. Hungry For Now
  3. Remnants
  4. Dead Lies
  5. Erratic Thoughts
  6. Bullets Need Violence
  7. Collected Twilight
  8. T-Electronique

Beatz

All tracks produced by Faust (Werner “Zappi” Diermaier, Hans Joachim Irmler, Steven Wray Lobdell, Lars Paukstat, Michael Stoll) and The Oktopus

Scratch

All scratches by Dj Still

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