Eminem – The Slim Shady LP

Voto: 3,5/4

Che lo si ami o lo si odi, che i suoi dischi piacciano o meno, qualunque cosa si pensi di lui è completamente inconfutabile il fatto che, arrivando con l’effetto di un terremoto, Eminem sia riuscito a segnare un’epoca nella storia dell’Hip-Hop: bianco come una mozzarella, biondo ossigenato, manco gli avessero schittato in testa, perseguitato da un’aura di sfiga micidiale, dotato di grandi capacità lessicali che utilizza per vendicarsi nei confronti della vita esorcizzando i propri demoni attraverso il miglior modo che ci sia per esprimersi, tramite una musica che arrabbiata lo è per definizione. Queste le caratteristiche dell’Eminem più genuino che si ricordi, non ancora catturato dal successo interplanetario, assolutamente noncurante del pensiero degli altri per la sua persona e per tutto quello che sarebbe fuoriuscito dalla sua bocca.

Sotto la direzione artistica dello zio Dre, che al tempo si prese bacchettate morali dai fratelli per aver lanciato in orbita un bianco, Eminem muove i primi passi ampliando il lavoro già eseguito con un EP che porta lo stesso nome, Slim Shady, di questo primo disco su lunga durata, presentando al mondo lo schizofrenico alter ego del tormentato Marshall Mathers. “The Slim Shady LP” non è altro che un doloroso e terapeutico tuffo nel passato del rapper, frustrato dalle numerose difficoltà incontrate, qui materializzate attraverso uno humour che si divide tra il noir e il buffo, che segue l’altalenante stato d’animo del protagonista, continuamente in bilico tra entusiasmi e miserie.

La fenomenale “My Name Is” rappresenta la miglior introduzione che il personaggio potesse dare di se stesso (<<God sent me to piss the world off>>), “Brain Damage” è una quasi scherzosa rappresentazione della consapevolezza di essere ciò che si ritiene di essere, “If I Had” un’esplosione tutto sommato controllata di rabbia, perforata dal desiderio di un’esistenza migliore, “Role Model” una sfida intrapresa con lo stato d’animo di chi non ha nulla da perdere. Eminem dà il suo meglio, in particolare, quando partorisce situazioni surreali e grottesche, ovvero quando si avventura nello straordinario duetto di “Guilty Conscience”, co-rappato e prodotto dal Dottore in persona, e nella sceneggiatura di quel cortometraggio chiamato “97 Bonnie & Clyde”, ma anche quando dimostra di poter trattare la sua condizione con un minimo di serietà, come testimoniano le rime scritte sulla valida base di “Rock Bottom”.

Forse, l’unico difetto imputabile a “The Slim Shady LP” è quello della discontinuità, nel senso che la forte creatività di pezzi come “My Name Is” rimane incollata alla prima, appagante metà del disco, mentre più si va verso il fondo e più ci si accorge della sensazione di stanca che comincia ad arrivare, perché i temi trattati, alla fin fine, sono sempre quelli e la produzione (davvero buono, comunque, il lavoro dei fratelli Mark e Jeff Bass) diventa stagnante, a tratti incomprensibilmente insignificante. Ciò non toglie che “The Slim Shady LP” resti un gran bell’esordio, pieno di contrasti e contraddizioni, cupo e divertente, dolce e violento, vero e sceneggiato.

Tracklist

Eminem – The Slim Shady LP (Interscope Records/Aftermath Entertainment 1999)

  1. Public Service Announcement
  2. My Name Is
  3. Guilty Conscience [Feat. Dr. Dre]
  4. Brain Damage
  5. Paul
  6. If I Had
  7. 97 Bonnie & Clyde
  8. Bitch
  9. Role Model
  10. Lounge
  11. My Fault
  12. Ken Kaniff
  13. Cum On Everybody
  14. Rock Bottom
  15. Just Don’t Give A Fuck
  16. Soap
  17. As The World Turns
  18. I’m Shady
  19. Bad Meets Evil [Feat. Royce Da 5’9”]
  20. Still Don’t Give A Fuck

Beatz

  • Jeff Bass: 1, 8, 5, 10, 12, 16
  • Dr. Dre: 2
  • Dr. Dre and Eminem: 3
  • Marky & Jeff Bass and Eminem: 4, 6, 7, 11, 13, 14, 15, 17, 18, 19, 20
  • Dr. Dre and Mel-Man: 9
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Mistadave

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