El-P – I’ll Sleep When You’re Dead

Voto: 4,5

ElP07500Cinque anni. Sono passati circa cinque anni da quando El-P si propose come artista solista dopo lo scioglimento dei Company Flow. Con quel terremoto sonoro che era “Fantastic Damage”, il signor Meline esprimeva la rabbia, l’angoscia e il disorientamento post 11 settembre, accompagnandosi a un sottofondo musicale ancora più duro e stridente di quanto già non fosse ai tempi dei Company Flow. A distanza di tempo, nonostante ogni cosa sembri essere diventata più difficile da vivere e affrontare in una città come New York (dalle leggi del mercato discografico e, in particolare, dell’industria Rap, sempre più focalizzata sul profitto e sui trend del momento a discapito della qualità, ai rapporti interpersonali e alla vita quotidiana), il portabandiera della Definitive Jux è ancora in piedi e nella musica riesce a trovare la forza per poter esprimere il suo pensiero e le sue insicurezze.

Se “Fantastic Damage” era la chiara espressione della paranoia urbana e della frustrazione di fronte a eventi storici di portata planetaria, “I’ll Sleep When You’re Dead” ne rappresenta le dirette conseguenze sulla media e lunga distanza, lo stress post-traumatico. Jaime Meline è un cittadino newyorkese confuso, stordito, come se fosse sull’orlo del più oscuro degli abissi; un individuo che spesso si serve di dosi massicce di cinismo e di humour nero come il fondo della copertina dell’album per far fronte alle proprie paure e incertezze nei confronti della vita e della Storia che gli gira intorno. E, tuttavia, proprio da questo senso di disorientamento nasce la forza e, quasi, la ragion d’essere del suo modo di fare musica. Al momento di crisi generale che l’Hip-Hop sembra(va) attraversare negli ultimi anni, El-P risponde con la sua personale ricetta, non risparmiandosi collaborazioni con personalità esterne all’ambiente (Mars Volta, Chan Marshall dei Cat Power, Trent Reznor dei Nine Inch Nails), le quali, se da un lato potrebbero rappresentare – per i più diffidenti – dei meri espedienti per arruffianarsi una fetta di pubblico indie, dall’altro finiscono comunque per trovare una collocazione sensata all’interno del quadro che El-P intende portare a termine.

Musicalmente, “I’ll Sleep…” è infatti un’opera più articolata rispetto a quello che in “Fan-Dam” poteva sembrare quasi un sovraccarico di dati, sonori e tematici. Qui, scenari industriali alla Philip K. Dick si fondono con espliciti richiami all’estetica Hip-Hop dei primi anni ’90 (“No Kings”, “EMG”), di tanto in tanto percorsi da sprazzi di comedy music (come l’intro a “Smithereens”, pezzo corredato anche da un video a tinte forti), di cui l’autore pare voglia servirsi per mettere continuamente in discussione il suo essere artista nonché abitante di un ambiente urbano schizofrenico. Le liriche di “I’ll Sleep When You’re Dead” sono così ricche di immagini, fotogrammi, quasi fossero pezzi di assurdi storyboard, come in “Flyentology” (in cui il narratore si avvicina alla religione nell’imminenza di un disastro aereo), “Tasmanian Pain Coaster” (un casuale incontro in metro con un amico ferito e in guai seri…), “Habeas Corpses”, che ha un testo profondamente metaforico in cui El-P e Cage lavorano su un autobus per il trasporto dei detenuti che sono in attesa di essere liberati, “The Overly Dramatic Truth”, uno dei migliori momenti del disco (il disincanto di una storia d’amore oramai finita).

A partire dall’intro, tratto da un dialogo di “Twin Peaks: Fire Walk With Me”, fino alla conclusiva “Poisenville Kids No Wins” (storia di comportamenti eccessivi ed autodistruttivi), El-P utilizza “I’ll Sleep When You’re Dead” come occasione terapeutica per se stesso e per l’ambiente che lo circonda, per dare sfogo al suo nichilismo e nel contempo trovare l’ennesima chiave per dare un senso alla vita e alla musica in una città (New York) e in un mondo che sembrano puntualmente smentirlo. Musica che invece, nonostante tutto, pare ancora una volta dargli ragione…

Tracklist

El-P – I’ll Sleep When You’re Dead (Definitive Jux 2007)

  1. Tasmanian Pain Coaster [Feat. The Mars Volta]
  2. Smithereens (Stop Cryin)
  3. Up All Night
  4. EMG
  5. Drive
  6. Dear Sirs
  7. Run The Numbers [Feat. Aesop Rock]
  8. Habeas Corpses (Draconian Love) [Feat. Cage]
  9. The Overly Dramatic Truth
  10. Flyentology [Feat. Trent Reznor]
  11. No Kings
  12. The League Of Extraordinary Nobodies
  13. Poisenville Kids No Wins [Feat. Chan Marshall]/Reprise (This Must Be Our Time)

Beatz

All tracks produced by El-P except track #10 with the additional production by Trent Reznor

Scratch

All scratches by Mr Dibbs

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