Egreen – Fine primo tempo

Preferiamo togliere subito il sassolino dalla scarpa. Perciò: sì, l’hype innescato da un lancio pubblicitario che, data la coincidenza del passaggio in Sony, ha calcato l’accento sull’inizio di un nuovo ciclo artistico (cito testualmente), lasciando intendere un cambio di prospettiva reso ancor più radicale dall’integralismo che ha sempre caratterizzato la figura di Egreen, altro non era che uno specchietto per le allodole opportunamente collocato all’interno di un’efficacie strategia di comunicazione. Tutto lecito, intendiamoci; che però la presunta mutazione si sia risolta in un sostanziale cambio di sound (e featuring) è abbastanza evidente, fermo restando che – fin dal titolo – “Fine primo tempo” vada inteso quale potenziale chiusura di un percorso sui cui sviluppi non azzardiamo inutili previsioni.

Stando quindi al presente, abbiamo di fronte lo stesso rapper che conosciamo già: mastica amaro, reclama il proprio riscatto, sputa punchline, cavalca le provocazioni. Ne troviamo un paio in apertura, per non tardare a mettere le cose in chiaro: <<l’Hip-Hop mi ha rotto la minchia, mi deve indietro vent’anni/a esporti te la pigli solo in culo, chiedi chi stracazzo sono? Vai a documentarti>> (“Fine primo tempo intro”) e <<ho creduto nell’Hip-Hop italiano, se’, l’Hip-Hop italiano/bella sola bella presa per il culo, giuro frate’ che se vuoi ne parliamo>> (“Ho sbagliato”) sono barre indirizzate senza mezzi termini contro una scena che fa poca autocritica e addita spesso in maniera negativa il successo altrui, trascurando di farsi domande sugli eventuali errori commessi. Una visione – questa sì – che ribalta il punto di vista ma non l’atteggiamento biliare del nostro Gigi; e tuttavia un inciso va fatto, perché se per molti Nicholas Fantini è Egreen forse un po’ di merito tocca appunto riconoscerlo a un ambiente che, pur coi suoi indiscutibili difetti, non manca di fare quadrato attorno a tanti rapper meno esposti, sostenendoli anche quando l’exploit sembra distante anni luce.

Discorso che lasciamo alle singole considerazioni di ciascuno, proseguendo nell’ascolto. A stabilirne i tempi – e in discreta percentuale il risultato – è un elenco di beatmaker in gran parte rinnovato per l’mc nato a Bogotà, il quale è reduce da un’annata che l’aveva visto in rapida successione al fianco di Nex Cassel e WZA (in combo col veterano Craig G, strictly from Juice Crew); sappiamo che, rispetto a “LO VE” e “Original grown shit”, “Fine primo tempo” ha un taglio differente e decisamente più contemporaneo: non ha pregiudizi verso la Trap, sperimenta battute insolite, abbonda di synth e basse frequenze, innaffia tutto col timbro della 808. Il quesito è se e quanto ciò sia nelle corde di Egreen, chiamato a una prova di relativo adattamento per quel che riguarda scrittura e flow. A mio giudizio, l’abbinamento funziona a corrente alterna: nel caso dell’estratto video “Raddoppio”, ad esempio, il riff di chitarra è quanto di meno appropriato ci sia per sorreggere il registro introspettivo delle strofe, distonia che ritroviamo altresì nella successiva “Idee chiare” e in diversi refrain di dubbia riuscita (“Massimo”, “Metti a fuoco”), così come la sillabazione in “Pensa” appare innaturale, martellante, troppo allineata a una strumentale scandita su misure corte.

Sul fronte opposto, con l’agrigentino HLMNSRA – è lui a firmare la doppietta introduttiva – l’intesa è delle migliori: il mood scuro, la cassa che pesta e i bpm contenuti sono elementi che Fantini gestisce con mano sicura. Idem per i clap ignorantelli che il padovano Ric De Large programma in “Montana o Sosa” e nell’irruenza di “A tutto campo”, nella quale di nuovo si precisa il senso dell’album (<<non voglio piacere a tutti, voglio solo fare dischi/ho seminato, mai raccolto frutti manco mai raccolto fischi/la mia carriera è una fottuta storia allucinante/fine primo tempo, al tempo vedo pagine del libro ancora bianche>>). Delimitato quest’ultimo, “Fine primo tempo” si prende comunque le sue piccole pause nelle riflessioni di “Le cose” (<<e voi che mi guardate come uno finito/vi do ragione, ho finito con le minchiate, adesso trito/lascio piene ‘ste bottiglie, fattelo tu il litro/non ho bisogno più di urlare ma se ho voglia rido>>) e nelle libere associazioni di “Cronache da Babilonia”.

E’ da qui che ricomincerà il secondo tempo di Egreen? Difficile dirlo. Per il momento ne riponiamo l’ennesima uscita in cima a una discografia che, contando anche EP e mixtape, viaggia poco al di sotto delle venti unità: chi si attendeva un deciso slittamento tematico, magari in funzione di uno sguardo più adulto sul mondo, farà bene a rivolgersi altrove; in parallelo, chi temeva una sterzata nell’ambito del peggior mainstream potrà dormire sogni tranquilli. In un senso o nell’altro, la rivoluzione è dunque rimandata.

Tracklist

Egreen – Fine primo tempo (Sony Music 2020)

  1. Fine primo tempo intro
  2. Ho sbagliato
  3. Raddoppio
  4. Idee chiare
  5. Le cose
  6. Montana o Sosa
  7. A tutto campo
  8. Massimo
  9. Ringrazia
  10. Silenzio [Feat. Vaz Tè]
  11. Pensa [Feat. Highsnob]
  12. Metti a fuoco [Feat. Axos]
  13. Sangue [Feat. Dium]
  14. Cronache da Babilonia
  15. Fine primo tempo outro

Beatz

  • HLMNSRA: 1, 2
  • Garelli: 3, 7, 8, 10
  • No Label: 4
  • Dj Nais: 5, 13
  • Ric De Large: 6
  • Sine: 9
  • Cope: 11
  • Wairaki: 12
  • MCMXC: 14
  • Dj Yodha: 15

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