#DVD Tupac: Resurrection

Voto: n.g.

Più o meno tutti conoscono la storia personale di 2Pac, le sue vicissitudini, le fulgide vette e gli abissi. C’era proprio bisogno di un documentario che raccontasse nuovamente tutto ciò? Credo di sì, perché con “Resurrection” probabilmente si riesce a comprendere meglio l’uomo 2Pac, i risvolti umani, la sua storia più intima, quella di una persona come tante altre che voleva fuggire dallo squallore di una vita sbagliata impostagli come tale ancor prima di venire alla luce. Il progetto, diretto da Lauren Lazin, è molto curato, con filmati, foto e interviste (tra gli altri: Mary J. Blige, Snoop Dogg, Eminem…) che in pratica ripercorrono tutta la vita dell’artista e le sue avventure quasi fiabesche.

Ancora embrione, sperimenta la galera nel grembo di Afeni, giovane militante delle Pantere Nere. Manca completamente una figura paterna adeguata e il ragazzino, sorridente e volenteroso, è costretto ad appoggiarsi a spacciatori e prostitute. Tra spostamenti in giro per l’America, la notorietà arriva grazie a Shock G, che lo prende sotto la sua ala e gli fa rappare la prima canzone. “Juice”, “Poetic Justice” e i dischi solisti elevano esponenzialmente la sua notorietà e in lui cominciano a maturare concetti nuovi che sfociano nella thug life, in pratica l’orgoglio di chi non ha nulla e vuole uscire da una pessima situazione a tutti i costi e con ogni mezzo. Lui stesso si rende spesso conto delle enormi doti che possiede, ma che non sempre riesce a tenere sotto controllo: considera la propria lingua troppo lunga e spesso sputa quello che pensa senza riflettere sulle conseguenze.

Ama e rispetta (a suo modo) le donne, quelle forti e con un gran carattere; anche se spesso saranno proprio loro a creargli parecchi problemi. Dopo la prima sparatoria diventa paranoico, vede complotti e odio. Poi avviene uno dei fatti più importanti (e, a mio avviso, deleteri) della sua vita: il passaggio alla Death Row. Si innesca il bieco turbinio dell’odio tra east e west, le inspiegabili faide che porteranno prima alla sua morte e poi a quella di Biggie, oltre all’ulteriore arricchimento di Suge Knight e Puff Daddy. Cos’ha portato alla sua morte? Un odio smisurato e in buona parte incomprensibile, il controllo del mercato discografico, il semplice destino? Probabilmente non lo scopriremo mai; sappiamo invece con certezza che ora la sua vita è leggenda. In un modo o nell’altro, 2Pac ha realizzato il suo sogno, si è fatto mito.