Dj Skizz – B.Q.E. – The Brooklyn-Queens Experience

Voto: 4

djskizzbqe500Una delle tendenze registrate in questo duemilatredici oramai giunto al termine è sicuramente il vertiginoso numero di producer album fino a questo momento pubblicati, il cui concetto è più o meno lo stesso per tutti: qualcuno riesuma da chissà dove qualche nome della vecchia scuola che ha ancora qualche barra da sparare, altri cercano i nomi hot del momento, altri ancora creano degli spazi per i loro protetti o per giovani che cercano di distinguersi in un mercato dove emergere è sempre difficoltoso, specialmente in aree prolifiche di talenti come i cinque boroughs che compongono New York.

Dj Skizz, all’anagrafe Zach Raemer, è nato a Boston ma da diversi anni vive in prima persona la realtà di Brooklyn, ed è conosciuto in quella specifica zona per essere uno dei membri del World Famous Halftime Radio Show, che va in onda sulla stazione WNYU 89.1 da oltre dieci anni. Dall’amore per l’Hip-Hop nasce la curiosità per il diggin’, ed ecco che prende forma “The Brooklyn-Queens Experience”, sì, l’ennesimo album assemblato a mo’ di compilation, ma che non per questo deve dare adito a dubbi o confondersi con la moltitudine di lavori simili, proprio per tutti i pregi che offre. “B.Q.E.” non vuol essere affatto una semplice raccolta di tracce e presenta difatti un’omogeneità sonora in cui è l’mc di turno ad adattarsi – non il contrario – e un legame concettuale spesso assente da questo tipo di dischi, raccontando l’esperienza brooklyniana di tutti i giorni da differenti angolazioni e coinvolgendo una nutrita schiera di artisti newyorchesi, cui si aggiungono piccole tracce che conducono a Boston e Philadelphia.

C’è tanta violenza nella quotidianità dell’asse Brooklyn/Queens, ma non tutta è gratuita, e l’abilità nel cambio di prospettiva è probabilmente la prerogativa più lampante del lavoro. La parte più grezza è affidata a episodi come “Heavy Metal Is Bakk”, un duetto che sprizza cattiveria da tutti i pori tra il Beardgang General Jakk Frost e Malik B. dei Roots sopra un drum beat sporco e minaccioso; Lil Fame ed Ill Bill ci mettono altro pepe colpendo dritto in faccia con una dose pesante di cruda realtà (il primo) e strofe deliranti che comparano gli spari a composizioni classiche (il secondo); Problemz ed Al’ Tariq suonano intimidatori e cazzoni allo stesso tempo in “Roast Ya”, la base piglia bene da subito grazie anche alla corretta interazione tra il curioso sample e la batteria. Altra carne al fuoco la mettono Rah Digga, che sputa fuoco autentico in compagnia di uno Shabaam Sahdeeq ispirato dallo spanglish e da un Tragedy capace di metterti sempre sul filo del rasoio (<<smile in the face of death, take a breath and I’ll laugh at that>>), mentre “Light Years” mette a posto tutti, è proprio lontana anni luce da qualsiasi altra cosa: batteria lercia, eccellente sample di archi, Roc Marciano che in quattro barre ha già sputato fuori assonanze in doppia cifra, O.C. ed A.G. per chiudere – difficile chiedere di più a un singolo pezzo.

Quando lo scorcio di osservazione ambientale muta, ecco entrare in azione Masta Ace con uno dei suoi racconti tecnicamente magistrali, ben seguito da un Nature perfettamente in grado di stargli dietro per un’immaginifica conversazione tra homies, uno dei quali si trova dietro le sbarre (“Metal Bars”); violini e chitarra acustica accentuano il dramma quotidiano raccontato in “Poison”, dalle semplici ma efficaci rime di Twin Gambino, che di Queensbridge sa una cosa o due, ma il vero capolavoro è quasi a fine percorso, quando “Day In The Life” combina un gran beat, l’ottimo cantato della signorina Liza Colby e un trio di strofe di alto livello eseguite da un Reks eccellente, il sempre più consistente Maffew Ragazino e un Rasheed Chappell distinguibile non solo per la voce particolare, ma pure per la scioltezza con cui mette assieme la sua parte. Il finale vero e proprio è invece un omaggio al posto, una sfilata conclusiva, non a caso intitolata “QB All-Stars”: si chiude col botto su un beat che si avvale di un Hammond tagliuzzato a dovere sopra a una batteria martellante e il piatto forte è sicuramente rappresentato dal godimento nel sentire Cormega e Nature rimare uno vicino all’altro.

Sottraendo una o due battute d’arresto (Justo, H-Stax e Willie Stubz non sembrano all’altezza degli altri), ne risulta un disco di ottima realizzazione, che tra le sue qualità più spiccate possiede una coerenza sonora addirittura rocciosa che altri non sono stati capaci di confezionare in casi analoghi a questo. Superiore rispetto a quanto ci si potesse attendere dalle premesse.

Tracklist

Dj Skizz – B.Q.E. – The Brooklyn-Queens Experience (Gawd Of Math Music 2013)

  1. Metal Bars [Feat. Masta Ace and Nature]
  2. Heavy Metal Is Bakk [Feat. Jakk Frost and Malik B.]
  3. Outta Control [Feat. Willie Stubz]
  4. Let Em Know [Feat. Shabaam Sahdeeq, Rah Digga and Tragedy Khadafi]
  5. Vio-Lence [Feat. Lil Fame and Ill Bill]
  6. Triboro Thoro [Feat. Hannibal Stax, Big Noyd and Panchi]
  7. Roast Ya [Feat. Problemz and Al’ Tariq]
  8. Poison [Feat. Big Twins]
  9. Light Years [Feat. Roc Marciano, A.G., O.C. and Godfather Pt. III]
  10. Init2Win [Feat. Justo]
  11. Rap Opera [Feat. Illa Ghee]
  12. That Type [Feat. Steele, F.T. and Torae]
  13. Day In The Life [Feat. Reks, Maffew Ragazino, Rasheed Chappell and Liza Colby]
  14. QB All-Stars [Feat. Big Twins, Craig G, Cormega and Nature]

Beatz

All tracks produced by Dj Skizz

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