Dj Muggs & Planet Asia – Pain Language

Voto: 4

MuggsPasia08500Verrebbe proprio da dire che il lupo perde il pelo ma non il vizio… Dopo GZA e Sick Jacken, Dj Muggs fa centro in un’altra, attesissima collaborazione, affiancando l’mc californiano Planet Asia. Partiamo proprio da quest’ultimo, allora, Jason Green: di lui ricordiamo soprattutto la fortunata parentesi in coppia con Rasco (Cali Agents), una serie sterminata di partecipazioni e una carriera solista che, francamente, non ha mai portato a risultati brillanti. Dubito infatti che qualcuno di voi custodisca gelosamente sotto chiave “The Grand Opening” e “The Medicine”, eppure l’uno e l’altro possedevano produttori di tutto rispetto, featuring con mezza Los Angeles e un protagonista la cui esperienza non è certo in discussione. Fortunatamente, “Pain Language” colma alcune lacune emerse nei dischi citati e, in particolare, focalizza il canovaccio attorno a cronache urbane, scenari notturni, tecniche militari e vendette – temi che al Nostro calzano a pennello.

A tratti, Planet Asia rischia di risultare un tantino monotono (e di sicuro il timbro vocale non l’aiuta molto), il corredo lirico di “Pain Language” resta però molto interessante e, grazie anche ai diversi ospiti, piuttosto vario: GZA e Sick Jacken non potevano mancare, Chace Infinite e Cynic li vediamo spesso al fianco di Lawrence Muggerud, stesso discorso per Prodigal Sunn e Killah Priest che aggiungono al tutto un po’ di – graditissimo – Wu-taste, ma la sorpresa più bella è quella di un B-Real in ottimo spolvero, presente in due episodi l’uno migliore dell’altro. Dal canto suo, l’ex produttore dei Cypress Hill continua a deliziarci, le fonti musicali da cui Muggs attinge sono parecchio eterogenee (fanfare medievali in “Sleeper Cell”, canti gregoriani in “All Hail The King”, note Progressive in “Black Mask Men”, organi, violini, pianoforti e perfino il Padre Nostro!), il tutto ovviamente assume connotati cupi, ipnotici (prendete “9MM“), una lezione di stile e originalità che l’underground un po’ più horrorcore farebbe bene a prendere come esempio (ogni riferimento alla Psycho+Logical è da intendersi puramente intenzionale).

Non resta quindi che attendere la prossima collaborazione, perché se il tono rimane lo stesso… <<Stop looking at the motherfucking videos/choose yo weapon, my tools is lesson/true connection, wrong, you lost all your profession>>.

Tracklist

Dj Muggs & Planet Asia – Pain Language (Gold Dust Media/Soul Assassins 2008)

  1. Sleeper Cell
  2. Pain Language
  3. Smoke
  4. 9MM [Feat. B-Real]
  5. That’s What It Is
  6. Black Mask Men
  7. Lions In The Forrest [Feat. B-Real]
  8. Death Frees Every Soul [Feat. Sick Jacken]
  9. All Hail The King
  10. Black Angels [Feat. Killah Priest, Cynic and Scratch]
  11. Language
  12. Drama
  13. Deadly Blades [Feat. Prodigal Sunn and Tri State]
  14. Hashashins [Feat. Turban and Chace Infinite]
  15. Shadows Of Hell
  16. Triple Threat [Feat. GZA and Chace Infinite]

Beatz

All tracks produced by Dj Muggs

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