Delinquent Habits – Delinquent Habits

Voto: 4

dh96448I Delinquent Habits hanno sempre fatto reparto a sé nel mondo dell’Hip-Hop, in quanto dotati di caratteristiche originali mai viste né sentite precedentemente nel relativo panorama ed atte a proseguire il discorso iniziato con “Latin Lingo” degli amici Cypress Hill, scopritori e promotori di Ives, Kemo ed O.G. Style. Normalmente il gruppo appena scoperto fatica a stare in piedi da solo e specialmente nel Rap il rischio è sempre quello di suonare come i propri mentori, ma questo non è mai stato il loro caso.

Il suono dei Delinquent Habits non è stato sfiorato dalle atmosfere sinistre o dalle distorsioni sonore del Funk di Dj Muggs (successe agli House Of Pain ed ai Funkdoobiest), in quanto possessori di un produttore poco conosciuto ma estremamente valido, baciato a ripetizione da un talento che non è mai emerso come avrebbe potuto, anche se forse (per preservarlo dal rischio della commercializzazione) è stato meglio così. O.G. Style, in questo e nei futuri dischi dei DH, è interamente responsabile di una struttura complessa, ricca di campionamenti latini con suoni che appartengono alla tradizionale musica messicana, trombe calienti e mariachi miscelati a Funk e basi solide, con piacevoli escursioni saltuarie di scratch oramai sempre più rari. O.G., sostanzialmente, è una banda itinerante e rappresenta al meglio il concetto del Dj che organizza ogni singolo elemento sonoro con le sue sole capacità, ottenendo lo stesso risultato di cinque persone assieme.

In mezzo a tutto questo ben di Dio Ives e Kemo si scambiano le loro rime senza lode né infamia, spaziando tra odi alle proprie origini, storie di teppistelli, vecchi ricordi di vita vissuta in povertà e semplici passaggi da inglese a spagnolo, spesso mischiati nella stessa frase, che rendono il tutto molto, molto piacevole. Il produttore esecutivo dell’operazione, Sen Dog, fa capolino solamente nell’introduttiva “Tres Delinquentes”, il singolo (accompagnato dal video) che diede immediata notorietà al gruppo negli Stati Uniti ma soprattutto fuori, dove ben più grande fu il successo ottenuto per via del concept non esattamente tradizionale del sound in questione, un sound molto accattivante per i paesi sudamericani ed europeo-latini. Il disco ha il pregio di non contenere sostanzialmente nulla che faccia venire voglia di mandare avanti un pezzo, scorre via liscio, sorprende, cattura e piace, piace molto.

Dopo aver ballato per milioni di volte sulla miscela Funk messicana di “Tres Delinquentes” il coinvolgimento resta tale con “Lower East Side” e “Juvy”, storia di un ragazzo che non riesce a stare lontano dai guai; “I’m Addicted” è un inno all’Hip-Hop (<<I’m addicted/I’m a junkie/that’s why I got the fever for the shit that’s funky>>) introdotto dal campionamento di una tromba che lascia poi entrare uno alla volta gli altri elementi della base, “Good Times” scava nel passato dei due rappers, che si prendono un momento per riflettere sui tempi duri della loro crescita di cui ugualmente conservano (pochi) bei ricordi sulla migliore base del disco, molto malinconica ed adattissima al tema, “The Realm” infine usa la tecnica della distorsione della voce su un beat minimale ma molto catchy, con un paio di brevi campioni su una base andante e ripetitiva, ma non noiosa.

Le prove dell’estrema bravura di O.G. Style sono rintracciabili anche in “S.A.L.T.”, “Another Fix” ed “If You Want Some”, dove nel ritornello trovano spazio giochi di turntablism mentre pompa una base molto ritmata; Hurricane G partecipa alla fiesta in “Underground Connection” appena prima che “When The Stakes Are High” chiuda quest’esordio con un paio di schitarrate testimoni dell’unico ricongiungimento di stile con i Cypress Hill. “Delinquent Habits” è un album da ricordare perché capostipite di una generazione di opere in grado di elevarsi rispetto al prodotto Rap medio (il flow magari non è eccelso, ma la tecnica di composizione dei brani è splendida), primo di cinque ottimi dischi capaci di creare la statura di prodotto di nicchia per il trio di delinquentes, allo stesso tempo croce e delizia di tutta la carriera del gruppo, mai pubblicizzato a dovere tra le masse ma conosciuto e molto rispettato nel circuito underground anche fuori dai 52 stati.

E se per una volta, al posto del ghetto, volete immaginarvi le stesse cose ma con uno scenario diverso fatto di sabbia, cactus, tequila e pistoleri, prendete le cuffie, accendete lo stereo a palla ed immergetevi in questa folle e stilosa avventura: se non avete mai sentito nulla dei Delinquent Habits prima d’ora e dovessero piacervi sul serio, sappiate che sarà molto difficile rinunciare alla tentazione di andare alla ricerca degli altri tesori della loro discografia.

Tracklist

Delinquent Habits – Delinquent Habits (Loud 1996)

  1. Tres Delinquentes [Feat. Sen Dog]
  2. Lower East Side
  3. Juvy
  4. What It Be Like
  5. I’m Addicted
  6. The Realm
  7. S.A.L.T. (Shit Ain’t Like That)
  8. Good Times
  9. Break ‘Em Off
  10. What’s Real Iz Real
  11. If You Want Some
  12. Another Fix
  13. Underground Connection [Feat. Hurricane G]
  14. When The Stakes Are High

Beatz

All tracks produced by O.G. Style except track #6 by Bobo

Scratch

All scratches by O.G. Style

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