Dalek – From Filthy Tongues Of Gods And Griots

Voto: 4,5 | Reviewed by agent.org

Perché dovrei ascoltare questo disco? Perché dovrei perdere cinquanta minuti del mio tempo ad ascoltare i Dälek? Io vengo dal Wu-Tang Clan, da Nas, dai Gang Starr, ogni tanto mi è capitato di sentire il Jazz, il Funk, James Brown, Marvin Gaye, che ne so, queste robe qui. Ora tu mi parli di Noise, di Industrial, di Krautrock, tiri fuori nomi tipo My Bloody Valentine, Faust e altra gente impronunciabile tipo gli Einsturzende Neubauten. Che c’entrano questi con l’Hip-Hop? Il Rap è roba nera, nata dai neri nel Bronx, mica in Germania o da qualche gruppo Rock bianc…cosa? I Dälek sono neri? Ah, vabbè, saranno anche neri però, diamine, dove sono finiti i tempi del 2 mc’s and one dj? Insomma, le quattro discipline, il Writing, il B-Boying…come? Ne parlano anche loro? Ah, “Speak Volumes”, <<…dj’s, what happened…mc’s, what happened…b-boys what happened….graph artists what>>…sì, sì.

Bè sì, si sente che sanno di cosa parlano, si sente che sanno cos’è l’Hip-Hop, che hanno una cultura infinita in materia, sicuramente più di quei quattro clown agghindati a festa che si vedono in TV, però, ad esempio, ecco! La protesta. Insomma, il Rap è notoriamente musica di protesta, la CNN dei neri dicevano, penso ai Public Enemy, ai BDP, a Paris, ai…come? Ah, c’è anche questa componente. E io che mi pensavo fossero delle specie di emo-rappers, con questa musica difficile che fanno, sai, solitamente penso a quelli lì, l’Anticon e simili… Dopotutto basta sentire “Old Tight” e “Voices Of Ether” per accorgersi di quanto siano incazzati verso il sistema, è vero. E hanno ragione, mica no. Quest’ultima in particolare non è male, nulla di estremo, mi piace. Ma anche “Speak Volumes” si fa ascoltare, dopotutto. Molto armoniosa, lisergica direi.

Però, voglio dire, “Black Smoke Rises” che roba è? Non posso stare a sentire dodici minuti simili, questa traccia ha più feedback di un power-seller di eBay, capiscimi. Il ragazzo, lì, non rappa nemmeno, non capisco. Mi dai ragione? Ok. Ah, ma ora che ci penso anche “Trampled Brethren” non è male, non è così impossibile, il beat poi è molto esotico, col sitar, la tabla, molto particolare. Ah, non parliamo poi di “Classical Homicide”, quei violini mi fanno proprio venire i brividi. E quando il rapper…Dälek? Ah, si chiama come il gruppo? Cioè, il gruppo ha…vabbè, comunque quando verso la fine del pezzo si lancia in quell’incazzo poderoso dove ripete why question my art? fa proprio paura. Eppure non so, troppe distorsioni, troppo caos, non capisco.

“Forever Close My Eyes?”. Ah bè, non so come possa definirsi però la adoro, è metafisica pura. Quei riff di chitarra infiniti mi fanno venire le lacrime agli occhi, per non parlare del testo poi. Non pensavo che una coppia di neri incazzati del New Jersey potesse portare l’Hip-Hop a un livello simile. Sarà che quando penso a coppie di neri incazzati penso agli M.O.P. o ai Das EFX. Che meritano rispetto, ovviamente, no? Sei d’accordo? Bene. Però magari se mi prestassi qualche disco di questi Dälek…non che mi piacciano tanto, eh. Giusto per conoscerli un po’ meglio. Come? Non tornerò più indietro? Boh…pazienza.

Tracklist

Dälek – From Filthy Tongues Of Gods And Griots (Ipecac Recordings 2002)

  1. Spiritual Healing
  2. Speak Volumes
  3. …From Mole Hills
  4. Antichristo
  5. Hold Tight
  6. Heads
  7. Black Smoke Rises
  8. Trampled Brethren
  9. Voices Of The Ether
  10. Forever Close My Eyes
  11. Classical Homicide

Beatz

  • Oktopus: 1, 2, 3, 5, 7, 9, 11
  • Oktopus and Jesse Cannon: 4
  • Oktopus, John Sherman and John Gonnell: 6
  • Oktopus, Joshua Booth and Ravish Momin: 8
  • Oktopus, Joshua Booth, Sam Romero and Jeremy Winter: 10

Scratch

  • Dj Rek and Still: 3, 11
  • Dj Rek: 9

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