Cymarshall Law & AceWonda – Crossroads

Voto: 3,5

Una casa acquistata con un mutuo a seguito degli sforzi di un’intera esistenza, un sogno condiviso con una compagna, il getto delle fondamenta per costruire il futuro di coloro che si ama di più, i propri figli. Se il mondo fosse davvero capace di accorgersi del vero talento e non tramutasse l’improvvisato di turno nella sghemba sensazione del momento, artisti come Cymarshall Law non dovrebbero sudare sette camicie per tenere in piedi quanto sinora ottenuto da una vita condotta in maniera saggia e luminosa, trovandosi costretti a infilare la musica in mezzo alle varie priorità quotidiane per non perdere la sua vera essenza, spremendo dal frenetico e impietoso scorrere delle giornate ogni minuto buono per non sacrificare la propria passione nonostante questa non permetta di pagargli le bollette.

Tutti i giorni ci troviamo davanti a decisioni da prendere e strade da percorrere, alcune si snodano verso direzioni differenti senza sapere dove portino o quali conseguenze possano generare, altre le si affronta semplicemente per conoscere più approfonditamente – o ritrovare – se stessi. Per l’artista del New Jersey Cymarshall Law, vita e musica viaggiano di pari passo: la seconda è lo strumento ideale per analizzare la prima, ogni album è un’opportunità per raccogliere le proprie riflessioni, fissando per sempre le emozioni di un determinato periodo. “Crossroads”, fatica condivisa al microfono con la vecchia conoscenza AceWonda, è di conseguenza la fotografia di un periodo che riassume le continue decisioni che i bivi impongono, con specifico riferimento al lato artistico della faccenda, se non altro per la particolare gestione di una carriera che non potrà mai offrire nulla più di quanto già ottenuto – a ogni modo non poco – per lasciare spazio alle necessità di prim’ordine senza farsi soffocare dalle medesime. Il sentiero intrapreso da Cymarshall è chiaro come la scelta di prodursi autonomamente per la terza occasione consecutiva, fissando un paletto stabile che non deve necessariamente fare i conti solo con un budget da rispettare, ma pure con la voglia di completarsi a livello artistico affrontando sempre nuove sfide.

L’interazione con AceWonda è cristallina, non solo perché nata tra i banchi delle scuole medie come le note biografiche accuratamente riportano. La chimica tra i due protagonisti è proprio la principale positività emanata dal disco e mette adeguatamente in contrapposizione due stili di Rap differenti, laddove Cymarshall Law vive delle sue influenze giamaicane, dettaglio che si evince dalla particolare flessione vocale e dalla ruvida timbrica, il compagno risponde con un’ottima dialettica, una gestione molto naturale della dizione, un flow vivace e schemi metrici parecchio interessanti, esaltando una scrittura lontana dall’ovvio per collocazione delle rime in vari punti delle barre. Spicca, inoltre, l’abilità nello sviluppo di una tematica comune senza mai perdere il filo del discorso, mantenendo solida la coerenza delle rispettive strofe.

Di quest’ultimo aspetto, i quattordici pezzi offrono svariate esemplificazioni. “Hero” è edificata attorno alle figure che più di altre hanno inciso sulla vita dei due artisti, permettendo loro di raccogliere ricordi e disquisire di considerazioni affettive e familiari, un tema sempre molto caro per Cymar (<<they tell you you’re a great dad and that’s a blessing/but tell’em excellence is the norm, not the exception>>); la titletrack, opportunamente collocata in chiusura, parla delle scelte che l’esistenza chiama a prendere ogni giorno, offrendo ponderazioni su ipotesi future e possibili conseguenze, gestendo il proprio tempo come meglio si può senza sacrificare troppo di noi stessi (<<as a kid I recall what I wanted to be/so I wake up every morning and find a way to be me/when you live your life for a job that gives no shit about you/and you don’t love it you die a slow death everyday>>); “Selfish” spiega come si possa avere un animo educato e gentile, ma che lo stesso non va comunque offerto a chi possa potenzialmente approfittarsene.

La congruenza tematica non attinge necessariamente da concetti sempre e solo profondi, la coppia di rapper dimostra di sapersi e saper divertire costruendo un pezzo infarcendolo di un vasto assortimento di citazioni di titoli di serie TV (Netflix, di questi tempi, dev’essere una grande musa ispiratrice…), dando vita a una “Showtime” di rilevante fattura anche per il loop accattivante e la consistente batteria; e, di tanto in tanto, è pure utile togliersi qualche sassolino scomodo dalle scarpe, scatenando contro nemici invisibili tutta la frustrazione per non aver raggiunto uno status artistico commisurato a quanto si ha da offrire (“Wally West & Kid Flash”), oppure suonandole di santa ragione alla concorrenza sopra ai fulminei tagli orchestrali che “Dolemite” trasforma in ipnosi pura, elevandosi tra i migliori brani del progetto grazie anche a qualche piccola chicca per gli appassionati offerta da AceWonda tra una rima multisillabica e l’altra (<<nevertheless I show off, you’re so soft/in the ring flaggin’ like Nikolai Volkoff>>).

Ambedue i protagonisti si concedono poi uno spazio personale per variare di quel tanto la struttura dell’album. Wonda spacca letteralmente in due “Badlands”, una doppia sezione di archi in cui si evidenzia la sua propensione a cercare la rima tra la fine di una barra e l’inizio della successiva, piccola chicca stilistica notabile su quasi ogni sua lirica, mentre Cymarshall coglie l’occasione per offrire un pezzo riflessivo dei suoi, “They Lied”, parlando spedito come un treno del concetto di ingiustizia, dell’accettare la sua esistenza e del gestirla nel miglior modo possibile, mantenendo inalterata la sua sempre positiva indole caratteriale.

Infine, come per il precedente “Imperfectly Perfect” la scelta di curare personalmente produzione e mixaggio è complessivamente soddisfacente, sebbene lasci alcune aree di potenziamento. Se “Dolemite” e l’infettiva “Mr. Everything” (quel piano si potrebbe lasciarlo scorrere per dieci minuti senza annoiarsi) forniscono molta freschezza all’insieme, altrettanto non si può dire per tutti quei passaggi dove il loop è indovinato ma la sezione ritmica è troppo poco percettibile, manca del tutto di potenza (il rullante della già citata “Wally West & Kid Flash” è sostanzialmente assente) o non sembra appropriata all’ambientazione, come accade in “Gunsmoke”, dove pare andare per conto proprio. “Eternals”, ancora, sovrappone un piano malinconico all’intramontabile groove di batteria di “I’m Gonna Love You Just A Little More Baby” di Barry White, tuttavia qualche sample vocale sembra gettato lì senza tenere conto del ritmo del pezzo, così come gli scratch forniti da Dj Philip Lee non sono sempre del tutto adeguati.

“Crossroads” resta a ogni modo un disco che vale assolutamente la pena ascoltare per la sua ampiezza e profondità tematica, per la capacità di mettere in moto riflessioni grazie alla forza del suo messaggio, nonché per una qualità del Rap che Cymarshall Law, a maggior ragione in compagnia dell’assai sorprendente AceWonda, non ha mai fatto mancare. Lo trovate proprio da oggi qui!

Tracklist

Cymarshall Law & AceWonda – Crossroads (No label 2020)

  1. Dolomite
  2. Selfish
  3. Mr. Everything
  4. Gunsmoke
  5. Eternals [Feat. KS]
  6. Showtime
  7. Badlands
  8. 100
  9. They Lied
  10. RudeBwoy Flow
  11. Keeper [Feat. Francis]
  12. Hero [Feat. Montel Moore]
  13. Wally West & Kid Flesh
  14. Crossroads [Feat. Eileen Shannon]

Beatz

All tracks produced by Cymarshall Law

Scratch

All scratches by Dj Philip Lee

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