Click Head e LVNAR – Guns & butter
Sgombriamo subito il campo da un equivoco che, come altri, grazie all’approssimazione di tanta informazione di settore ha messo solide radici: Click Head è sì all’esordio ufficiale su lunga distanza, ma ha cominciato a rappare molto tempo prima – e si sente. Originario di Saronno, writer classe ‘83 con diverse crew alle spalle, nell’espansione di una wave che di certo gli è affine ha colto forse l’occasione per spingersi oltre la mera passione, da un lato stringendo alleanze coi vari Doye, Pessimo 17 e Tosses, dall’altro riuscendo a farsi notare in una collaborazione di peso con Noyz Narcos (“Rvssian bag”, bonus track di “Virus”); è di particolare importanza, però, l’intesa raggiunta con LVNAR, assieme al quale solo un anno fa veniva pubblicato l’EP “Truth hurts/Click kills”, gustoso antipasto di quanto avremmo poi potuto apprezzare in “Guns & butter”.
Con quel richiamo a “The Iceberg” di Ice-T nel lettering della cover, l’album si impone per la sua schietta attitudine hardcore, un’ignoranza – nel senso che più ci piace del termine – che non ha nulla di costruito o predeterminato, frutto della storia personale di Click Head (aka Livio Pee aka Lillo) e di una gamma melodica tra le più aspre ed efficaci del periodo. A questo proposito, che conosciate il produttore di Busto Arsizio per le sue partnership con Egreen e Mecna o per quelle dal taglio più sperimentale con Voltu273 e Mental D_tek (ma ha firmato brani anche per Elodie e Raf), quello in esame è un abito disegnato su misura, squisitamente minimale e citazionista, omaggio a un Hip-Hop che si esprime attraverso un linguaggio semplice, diretto, all’occorrenza brutale. Ambiente più che congeniale allo stile del suo compare, che raccoglie esperienze di vita, riferimenti di ogni tipo e linee tracciate con le bombolette in autentici wildstyle lirici; di quelli che, senza possedere il codice, non si arriverà mai a capo del significato.
<<Strati sopra strati, cookin’ lasagna/chiamami la flama blanca/fuoco, roba e stagna/cagna ubriaca, scabbia>> (“Killem”) – capito? Qui è così che si fa, nessun compromesso o aiuto dal pubblico. E per riuscirci tocca avere un’adeguata dose di credibilità che, laddove non si fosse intuito, nel curriculum di Click Head c’è. Una mistura di slang e sensi da svelare, già a partire dal contrasto evocato nel titolo; dunque può darsi non sia un caso lo switch beat della titletrack (<<giacca borchiata e guanti in pelle, Mad Man/corse al massacro sotto al sole, Thrasher/bevo birre e piego barre, Bender/fotto Avirex leather a questi fake, street legends>>). E via a seguire, lo scenario rimane teso in “C-L-I-C-K” (<<ero un crack-head, adesso cracko teste open/alta pressione, spingo il nome, imbosco prove/pimpo furgoni dai tempi del colorone>>) su una strumentale classicissima, un po’ Evidence primi anni 2000, come in “Triple black”, che getta secchiate di acido su dei suoni più fresh, parafrasando in chiave sarcastica tanto mainstream (<<vaffanculo i soldi, voglio riempirmi di armi>>).
Tre i featuring nei ventisette minuti di durata, a ribadire le buone sintonie di cui sopra. Con Pessimo 17 nella scura “Luminol”; Noyz Narcos gioca in casa nel clima tetro e urbano di “Cassaforte”; spetta tuttavia a Doye il pezzo più articolato, “Tweans”, sorta di remake di “Twinz” (Big Pun e Fat Joe in “Capital Punishment”) che non solo ne riprende le atmosfere puramente Terror Squad, ma ricalca le pregiate allitterazioni del primo in linee quali <<rido coi miei demoni dai tempi di “No Diggedy”/adesso abbatto i miei limiti in pelle made in Italy>> e accorcia le strofe dei due rapper in uno scambio più fitto. Infine, mettendo ancora a referto le ottime prove di “Pedal 2 da Metal” e “Super tags”, a chiudere il cerchio è la riflessiva “Survivor”, che abbassa quanto basta i giri del motore e condivide pensieri più personali (<<calcola il peggio possibile tra ogni scenario/bravo, adesso sappi che ci sono già passato/e forse anche più in basso>>).
Con altrettanta franchezza, ci limitiamo quindi a dire che “Guns & butter” sia esattamente il disco che volevamo da Click Head e LVNAR: <<concetti semplici e barre complesse>>, su un’intelaiatura di assoluto pregio. Ovvero sostanza, zero chiacchiere e l’impressione – per nulla vaga – che i primi a divertirsi siano stati appunto loro; per noi non c’è bisogno d’altro.
Tracklist
Click Head e LVNAR – Guns & butter (No label 2025)
- Killem
- Guns & butter
- Luminol [Feat. Pessimo 17]
- C-L-I-C-K
- Cassaforte [Feat. Noyz Narcos]
- Tweans [Feat. Doye]
- Triple black
- Pedal 2 da Metal
- Super tags
- Survivor
Beatz
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