Clementino – Mea culpa

Maccaro Clemente, master (of) cerimony, “Mea culpa”: tre dischi solisti, tre label diverse (Lynx Records, Relief Records e, dulcis in fundo, Universal), tre modi per declinare l’acronimo mc. Il percorso artistico di Clementino, oltre che coerente, è un ottimo esempio per riassumere gli step necessari affinché una passione nata e maturata nell’underground arrivi a meritare un contratto con una major, perché alla vittoria del Tecniche Perfette 2004 è seguita un’attività intensa, tra nuove sfide in freestyle, progetti individuali, collaborazioni (tre anche in questo caso: Videomind, Rapstar, “Armageddon mixtape”), esperienze live e apparizioni in TV, un passettino alla volta ma alzando sempre più la posta in gioco. Non stupisca, quindi, l’ingresso di Clementino nel roster Tempi Duri (il cui preludio era già “Non è gratis”), né si circoscriva la riflessione a ciò; è interessante capire, piuttosto, quanto l’innegabile incremento di sonorità mainstream gli sia congeniale e se il risultato complessivo sia all’altezza delle (alte) aspettative.

In breve, “Mea culpa” è un disco lungo (la versione fisica supera i settanta minuti, quella di iTunes sostituisce “Messaggeri del Vesuvio” con “Tekken 3” accorciandone leggermente la durata), non molto coeso e nel quale sembra esserci finito un po’ di questo e un po’ di quello; difficile indicarne le ragioni, ma l’impressione è che manchi una visione d’insieme, un registro omogeneo in grado di allacciare tutte e diciotto le tracce. L’album oppone brani di pancia e immancabili parentesi a elevato tasso d’intrattenimento (sono proprio queste, come vedremo, le performance migliori dell’mc) a episodi che Clemente affronta con enorme impegno ma insufficiente spontaneità, affiancando i nomi grossi della tracklist quasi come se sia lui l’elemento di contorno e sposando gusti musicali che non gli si addicono affatto; soprattutto, però, talvolta si fatica a riconoscere la varietà tecnica e l’abilità nell’improvvisazione che hanno reso unico uno stile spesso incline a repentini cambi di metrica e chiusure elaborate, tanto più se dal dialetto partenopeo si passa all’italiano.

Nella maggior parte dei casi la distinzione è secca, da un lato “O’vient” e “Aquila reale”, riflessioni adulte e senz’altro attuali, “Alto livello”, che ci restituisce la ferocia lirica della iena, “Giungla” e “Senza pensieri”, spigliate sia nei temi che nelle accoppiate (Rocco Hunt e il fratello Paolo), “Pianoforte a vela”, efficace storytelling su un bel beat di Shablo; dall’altro “Questa volta” e “Dalle palazzine”, entrambe fin troppo programmatiche (peccato, Noyz Narcos, Ntò e Paura sono decisamente in forma; Marracash e Fibra, invece, scrivono col pilota automatico), “Sei come sei”, terrificante love song in salsa neomelodica, infine il trittico “Che hit” (è simpatico solo il gioco di pronuncia che associa il titolo all’equivalente napoletano di cos’hai detto?), “Va bene così” e “Clementonik”, non a caso posizionate in sequenza e per nulla ambigue nel candidarsi a potenziali singoli da club. A margine abbiamo la notevole posse track “Messaggeri del Vesuvio”, che sfida la scaramanzia e riunisce tredici voci pronte a rappresentare una scena oramai ventennale, e, lo anticipavo sopra, un pugno di pezzi che lasciano abbastanza indifferenti, ovvero “Fratello”, “Buenos Aires/Napoli” e “Il re lucertola”.

Riassumendo, se l’obiettivo di “Mea culpa” era quello di offrire una sintesi dell’eterogeneità e della versatilità presenti fin da principio nel carattere spumeggiante di Clementino, nel bene e nel male ci si è riusciti, tuttavia sono dell’idea che l’opportunità andava colta con più audacia, sganciando il freno a mano e magari conservando qualcosa di “Napolimanicomio” (la genuina imprudenza) e di “I.E.N.A.” (l’impronta musicale marcata).

Tracklist

Clementino – Mea culpa (Universal Music Italia/Tempi Duri Records 2013)

  1. Amsterdam
  2. O’vient
  3. Questa volta [Feat. Fabri Fibra]
  4. Mea culpa [Feat. Meg]
  5. Aquila reale
  6. Fratello [Feat. Lorenzo Jovanotti]
  7. Buenos Aires/Napoli [Feat. Negrita]
  8. Dalle palazzine [Feat. Marracash, Noyz Narcos, Ntò e Paura]
  9. Alto livello
  10. Sei come sei [Feat. Gigi Finizio e Ntò]
  11. Giungla [Feat. Rocco Hunt]
  12. Pianoforte a vela
  13. Senza pensieri [Feat. TheRivati]
  14. Che hit
  15. Va bene così
  16. Clementonik
  17. Il re lucertola [Feat. Il Cile]
  18. Messaggeri del Vesuvio (bonus track) [Feat. Napoli Rap All Stars (Speaker Cenzou, ShaOne, Zin, Ekspo, Polo, Svez, Dope One, Kapwan, Op’Rot, Rob Shamantide, Rametto, Uomodisu)]

Beatz

  • Fritz Da Cat: 1, 17
  • Shablo: 2, 3, 6, 7, 10, 12, 18
  • Shablo e Dj Nais: 4
  • Big Joe: 5, 11
  • Don Joe: 8
  • Del: 9
  • Manu PHL: 13
  • Mace: 14
  • Medeline: 15
  • Hidden Trippers: 16