Claver Gold & Kintsugi – Lupo di Hokkaido

A quasi quattro anni da quel gioiellino che risponde al nome di “Melograno”, ecco ricomporsi il terzetto formato da Claver Gold alle rime e il duo tarantino (ma bolognese d’adozione) alle produzioni. E anche questa seconda collaborazione si rivela proficua e centrata, grazie al marcato contrasto determinato dalla penna del rapper marchigiano, raffinata ma allo stesso tempo ruvida e ispida, con le strumentali dei Kintsugi, ricercate, minimali e sempre più lontane dagli standard attuali. Sette tracce incentrate sull’estinzione, sulla perdita di valori e sentimenti; e ciò sia nella sfera privata che in quella pubblica e relazionale, per un EP che non può che trasudare intimismo e malinconia, habitat ideale tanto per i testi sofferti di Claver, quanto per le delicate tessiture sonore dei Kintsugi.

Rientrano nel versante introspettivo: “Intro” (<<le promesse fatte ci hanno seppellito/siamo morti come lupi di Hokkaido/…/poi ci stendiamo nudi al sole per asciugare i nostri corpi/e vedi che in fondo siamo vivi, soprattutto quando ridi/quando mi parli del futuro ma inizi il tutto con un ti ricordi>>), “Ikigai”, fuori anche in video (<<avevo gli occhi di chi piange sempre e non lo dice/di chi sorride a tutto il mondo ma non è felice/sono tornato a respirare fino in superficie/tu avevi quel profumo buono ed il cuore d’oro, una cicatrice/…/e dimmi cosa resta/solo il mio nome in cartapesta/lei che non resta, lei che mi detesta/e spara, amore, spara dritto in testa/prima che l’inverno si rivesta>>), “Yuki” (<<noi più che coppia eravamo luci di un mondo lontano/bimbi che giocano all’ombra accanto ad un campo di grano/poi tornavamo verso casa, mano nella mano/io che ti ho detto tutto ma non ti ho detto ti amo/…/sono rimasto solo coi gabbiani/col tuo ricordo che brucia come neve nelle mani/…/io con la rabbia nel petto proietto confusione/tu congelavi il mio letto se mi chiamavi amore>>) e infine “Calicanto” (<<dentro l’abisso dei miei pensieri/dove anche gl’incubi sono veri/dove il profumo di te mi ricorda di ieri/ma malvolentieri/…/dove le pare si fanno reali/dove voliamo ma senza le ali/sfide di frasi letali/sputare ad un metro in duelli leali/sopra gli scaffali la polvere, i premi/che ho vinto per scrivere senza schemi/per vivere il vuoto in cui cado ogni giorno/e poi fare ritorno in paesaggi sereni>>).

Sguardo e rime rivolti invece alla scena Hip-Hop in “La tana del lupo” (<<parlano di droghe tipo medicina/hanno gli occhi chiusi tipo made in China/…/questo è l’uomo che veste contro l’uomo che legge/è la legge del branco o quella del gregge/…/scindo le emozioni ed ho la pelle d’oca/chiuderò i pensieri dove non si gioca/io resto me stesso per non esser loro/io parlo degli altri per non esser solo/…/mastro di una scena morta/ora tutto si è spento e niente mi conforta/quando soffia il vento lei chiude la porta/meriggiava sola, pallida e assorta>>) e “Parte di me” (<<non ho scritto nulla contro il sistema/il mio problema è dentro e non si sistema/…/ora è il momento dei finti ricchi/io scendo nel fondo dei miei relitti/non conto ma peso quei colpi inflitti/…/si fa lontana la luce di un sole finto/come in un dipinto, come un labirinto/come musica che suona ancora/e diventa la storia dell’ultimo lupo estinto/questi comprano la fama e dopo vendono il successo ai ragazzini come droga al dettaglio/noi restiamo veri come quando tu non c’eri, sole freddo e neve/un lungo inverno ad Hokkaido>>).

Semplicemente, questo mero copia e incolla mi pare il miglior modo possibile per puntare i riflettori sui testi di Claver, riportandoli fedelmente e senza perdere tempo in sintesi, interpretazioni e via dicendo, lasciando così la parola a rime tanto eleganti e stilose quanto concrete e potenti, che risultano poi ulteriormente valorizzate dalle produzioni dei Kintsugi, sempre più votate alla melodia e al minimalismo. Tappeto sonoro che se da un lato asseconda con garbo Claver, dall’altro lo mette duramente alla prova con una ritmica anoressica e priva di facili appigli.

In sostanza, “Lupo di Hokkaido” è un progetto che colpisce e cattura per quel suo essere in controtendenza rispetto alla media delle uscite, un lavoro artigianale, assemblato un pezzo dopo l’altro, con cura e attenzione maniacale verso i dettagli e le sfumature; e che pertanto necessita di più ascolti per essere assimilato e metabolizzato appieno. Tempo, però, speso assolutamente bene.

Tracklist

Claver Gold & Kintsugi – Lupo di Hokkaido (Glory Hole Records 2019)

  1. Intro
  2. Ikigai
  3. La tana del lupo
  4. Yuki
  5. Parte di me [Feat. Hyst]
  6. Calicanto
  7. Outro

Beatz

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Gabriele Bacchilega

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