Bun B & Statik Selektah – TrillStatik

Voto: 4

L’ha capita. C’è voluto un po’ di tempo – quasi un decennio, se vogliamo essere pignoli… – ma finalmente Statik Selektah s’è deciso a compiere una netta virata discografica verso lidi a lui già noti (vedi “All In A Day’s Work” con Saigon; “Lord Giveth, Lord Takes Away” con Freddie Gibbs; “Straight No Chaser” con Reks e le diverse uscite firmate 1982 in tandem con Termanology), rispolverando una formula sempreverde della doppia acca e di certo più congeniale alle sue caratteristiche. Complice di questo “TrillStatik” – per chiunque non dovesse cogliere lo spoiler dal titolo – è sua altezza Bun B, metà ancora vivente degli Underground Kingz e leggenda assoluta del 409.

Un rapporto di lunga data quello tra i due, con il gangster di Port Arthur che negli anni ha quasi sempre trovato spazio nelle immense tavolate imbandite dal produttore. E, in quanto a invitati, anche “TrillStatik” non scherza affatto, sebbene (con grande sollievo) la carta sia questa volta decisamente più ridotta rispetto al solito. Dieci tracce per poco meno di una trentina di minuti; una coincidenza di coordinate numeriche che nel genere vanta illustri precedenti.

Quel <<I rep PA as a city, Texas as a zone/the South as a region, always say what I believe in>> che Bun B pronuncia in apertura di strofa in Time Flies condensa con efficacia il mantra del disco, tracciando un percorso che non è volto a scoprire nuove terre, quanto piuttosto a esaltare alcuni scorci musicali già noti, in particolare ai padiglioni auricolari storicamente più eruditi. E’ un pezzo al contempo solare e introspettivo, in cui il terzetto – composto dal padrone di casa, il suo erede spirituale Big K.R.I.T. e il country cousin ad honorem Talib Kweli – rievoca il passato attraverso diversi gradienti cromatici.

Come detto, vi è un folto avvicendamento al micro. E il fatto che un paio di nomi in meno avrebbero potuto alzare di qualche decimo il voto in pagella non è in discussione. Ciò nonostante, il carisma dell’underground king – forgiato da oltre un trentennio di presenza nel game – resta saldamente al comando dai primi raggi di Moving Mountains, in cui scolpisce il suo status (<<this ain’t chess or checkers mayne, this is real life/and these dirty niggas is still shite, I still might/have to go back to my old ways/and even though I know this ain’t the old days, when I used to hold ’K’s/I still handle shit like a gangsta, a gentleman/we ain’t gotta bring in no middlemen/I’m speaking for the trill and I’ma stand on it, put your hand on it/I’ma leave you laying where you stand>>), a quando I Know si congeda lasciando le ultime parole alla piccola di casa Baril.

Sulla breve distanza anche Statik Selektah riesce a dare il meglio di sé; e lo fa in più occasioni. Tra queste troviamo Still Trill, ridotta all’osso ma estremamente riuscita, con aride percussioni guidate da una linea di basso che si limita a tirare la lima senza prevaricare sull’equilibrio della composizione; Basquiat, con l’apporto di Fat Joe e Smoke DZA, vibra della stessa energia che permeava gli anni in cui gli UGK dettavano legge nel profondo sud; e poi c’è Concrete, pura seta per i timpani che neppure il timbro stridulo di Westside Gunn riesce a sfilacciare.

“TrillStatik” non scrive certamente alcun nuovo capitolo nella storia dell’Hip-Hop, ma dona rinnovato vigore all’inchiostro di alcune pagine oramai ingiallite e che in molti – complici le frettolose lancette del tempo – hanno dimenticato o (forse) non hanno neppure mai letto. E lo fa senza carta carbone né maldestri scivoloni nostalgici, ma solo con due grossi talenti perfettamente sincronizzati sull’obiettivo. E, finalmente, con i tempi giusti. Vero Statik?

P.S. giusto per ricordarlo: hanno fatto tutto in meno di dodici ore. Per l’esattezza: undici ore e trentasette minuti. E in diretta streaming… Così, per dire.

Tracklist

Bun B & Statik Selektah – TrillStatik (Showoff Records/II Trill Enterprises 2019)

  1. Moving Mountains [Feat. JaVonté]
  2. Still Trill [Feat. Grafh and Method Man]
  3. Basquiat [Feat. Fat Joe and Smoke DZA]
  4. Concrete [Feat. Smoke DZA and Westside Gunn]
  5. Money [Feat. Lil’ Fame and Termanology]
  6. Superstarr [Feat. CJ Fly, Haile Supreme and Meechy Darko]
  7. Paperwork [Feat. Uncle Murda]
  8. T.B.A. [Feat. Killa Kyleon and Propain]
  9. Time Flies [Feat. Big K.R.I.T. and Talib Kweli]
  10. I Know [Feat. Haile Supreme]

Beatz

All tracks produced by Statik Selektah

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