Boldy James – My 1st Chemistry Set (M.1.C.S.)

Voto: 3,5

BoldyJames13500Boldy James era un criminale che bazzicava per le strade di Detroit, Michigan, spacciando coca vivendo sul filo del rasoio, e come spesso accade in queste situazioni vide terminare la sua esperienza terrena in modo prematuro e violento. No, non è certo resuscitato, solo il suo nome è stato ripreso per essere portato avanti da James Clay Jones III, un amico che proprio come lui vendeva roba e sognava di evadere dal ghetto grazie a quei profitti, ma che un bel giorno decise di lasciar perdere quel tipo di vita e sfruttare la sua passione per la musica. Boldy James – il rapper – arriva al suo primo disco ufficiale dopo un percorso fatto di singoli, due mixtape e un EP, materiale che ha attirato l’attenzione di un certo Alchemist, scelto quale unico incaricato per mettere le mani sulle musiche di “My 1st Chemistry Set” – titolo che gioca sul fatto di essere alla prima esperienza con ALC – un disco concepito attraverso il ricordo di esperienze reali di vita criminale e che raggruppa le sensazioni, le ansie, le ambientazioni lugubri e la sfrontatezza tipica di chi non ha scelta per sopravvivere se non quella di condurre un’esistenza molto pericolosa.

La presentazione non percorre scorciatoie, “BOLD” e “Consideration” introducono egregiamente un personaggio che parla delle sue concreatures (i sottoposti al boss, termine nato dalla fusione tra concrete e creatures) raccontando di regolamenti di conti, fughe dai federali, omertà e spaccio srotolando efficaci rime in multi-linea, e compongono una prima parte altresì sorretta da una serie di episodi dove lo slick talk del rapper e i beat pazzi di Alchemist trovano ideale convivenza. “Moochie” si avvale di una base minacciosa, che fa immaginare di essere soli in un vicolo buio, sopra la quale viene data una lezione di slang locale (ricorda da vicino la “Ebonics” di Big L) assemblata con grande disinvoltura; “You Know” incastra un sample vocale tagliato come solo Alchemist sa concepire – ovvero in maniera NON convenzionale – ad una batteria molto tonda per altre due strofe generate dal passato; “What’s The Word” offre un loop incantevole e rilassante, che ben si intona alla pronuncia stretta del rapper, costituendo uno dei momenti migliori dell’album. Il percorso presenta qualche ospite, la cui presenza offre risultati alterni. “Traction” è sicuramente molto valida a livello testuale – il beat appare invece molto datato – grazie all’ottima interazione tra James ed Action Bronson, il quale sfoggia un po’ della sua tecnica omaggiando Detroit (<<…leave his body where the Pistons play/rock a mask like Richard Hamilton and hit the J…>>), mentre i featuring di “Surprise Party”, storia di karma e vendetta, e “Rappies” sono ben al di sotto della media, tanta è la differenza di resa rispetto al protagonista principale.

La seconda frazione del disco lascia spazio a un paio di deliziose produzioni (“400 Thousand”, “Give Me A Reason”), in cui l’idea nell’utilizzo delle parti di chitarra volge a un Rock psichedelico già sentito in “Russian Roulette” e “Reloaded”, ma l’impressione generica è che andando verso il fondo gli episodi (testuali e non) comincino a diventare un tantino troppo ripetitivi. Boldy James si dimostra un rapper più che competente, pur non toccando l’eccellenza di alcuni suoi colleghi a lui assimilabili per scelte artistiche e tematiche, cattura l’attenzione col suo slang, con liriche dense di riferimenti criminali e violenti nati da uno che in materia ha una certa esperienza sul campo, rivelandosi un abbinamento più che corretto per un Alchemist che per anni ha lavorato con Prodigy, personaggio cui James sembra somigliare più di ogni altro. L’idea è che per sobbarcarsi sulle spalle dischi di questo genere, i quali mai deviano dal tema principale, sia necessario fornire quella varietà stilistica atta all’evitare di ricadere costantemente nello stesso cliché, un esercizio veramente difficile, perché richiede abilità descrittive e carismatiche non comuni.

Boldy di carisma ne ha da vendere ed è già un importante punto di partenza, “M.1.C.S.” è un disco di buon livello e l’artista è molto promettente, anche se dovrà prestare attenzione a non rimanere troppo invischiato nella folla di rapper che amano svolgere i suoi stessi argomenti e che spesso risultano ovvi. A giudicare da qui, le qualità per distinguersi non mancano.

Tracklist

Boldy James – My 1st Chemistry Set (M.1.C.S.) (Decon 2013)

  1. BOLD
  2. Consideration
  3. Moochie
  4. Traction [Feat. Action Bronson]
  5. You Know
  6. Surprise Party [Feat. King Chip and Freeway]
  7. What’s The Word
  8. Rappies [Feat. Mafia Double Dee and Peechie Green]
  9. Cobo Hall
  10. Give Me A Reason [Feat. Vince Staples]
  11. 400 Thousand
  12. Reform School [Feat. Earl Sweatshirt, Da$h and Domo Genesis]
  13. KY Jellybeans

Beatz

All tracks produced by The Alchemist

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