Blaq Poet – E.B.K. (EveryBodyKilla)

Voto: 3 +

bpoetebk400Il Queens, noto borough newyorkese, ha dato al mondo del Rap un’enorme quantità di talenti; sin dagli albori della cultura Hip-Hop, nata peraltro non molto lontano da qui, tantissimi personaggi chiave di questo movimento hanno intrapreso i primi passi tra le strade dei famosi project rosso mattone tipici del quartiere più orientale della Grande Mela. Com’è logico, molti di questi predestinati hanno avuto carriere immense e dal profilo elevatissimo (Nas, Kool G Rap, Mobb Deep: tre nomi così, a caso…), altri invece, forse a causa dello spiccato amore per l’underground più intransigente, sono stati ingiustamente sottovalutati o non hanno ottenuto il successo che avrebbero meritato. Blaq Poet è uno di questi e, nonostante sia nel giro da parecchi anni, ha pubblicato il primo album da solista solo nel 2006, cui però ha subito fatto seguire diverse altre uscite fino, appunto, al recente “E.B.K.”.

Il tempo non ha certo mitigato lo stile della punta di diamante degli Screwball, che ancora oggi ritroviamo in tutta la sua cattiveria e veemenza esattamente come è sempre stato; anzi, a differenza degli album precedenti, “EveryBodyKilla” trasmette ancora maggiormente una sensazione di violenza allo stato puro, certamente amplificata dalle produzioni musicali, le quali si basano su beat strettamente hardcore. L’assemblaggio delle batterie e dei campioni è opera di alcuni produttori per lo più sconosciuti, a parte Stu Bangas che non a caso svetta con le tracce migliori dell’album (“Front Street” e “Movie Villains”) e distribuisce un paio di consigli su come si architetta un vero pestone. Tutti gli altri beatmaker coinvolti si attestano al contrario su livelli mediocri, proponendo sonorità certo adattissime alle strade pericolose e tetre del Queens, ma senza contribuire con qualcosa di ricercato in grado di donare quel tocco di magia a tutto il lavoro; va tuttavia sottolineato come, complessivamente, il mood sia abbastanza omogeneo, offrendo un comparto sonoro compatto e ben livellato.

Lo stile di Wilbur Bass, come detto, è rimasto inalterato, alla veneranda età di quasi 44 anni ha ancora attitudine da vendere e col micro tra le mani intraprende il ruolo del gangsta, il losco individuo del ghetto che si fa portavoce delle sue storie. Le tematiche sono dunque quelle classiche che da anni caratterizzano il Rap di Blaq P: si passa dall’autocelebrazione allo scontro aperto contro tutti gli mc’s (e non) che si trovano sul suo percorso, senza naturalmente tralasciare la narrazione della vita di strada, fatta di spaccio, sparatorie e delle sopravvivenza del più forte a discapito del più debole. Resta da capire perché il nostro abbia abbandonato, negli ultimi anni, la proficua e riuscitissima collaborazione con Dj Premier, preferendogli una produzione musicale di molto inferiore in quanto a qualità e personalità. Insomma, un discreto lavoro coi suoi picchi e le sue pause, che perciò mi sento di consigliare solo ai veri amanti del genere; per tutti gli altri, l’invito è di rispolverare i vecchi progetti degli Screwball.

Tracklist

Blaq Poet – E.B.K. (EveryBodyKilla) (On The Block Entertainment 2012)

  1. Intro
  2. EBK (EveryBodyKilla)
  3. Fuck You
  4. Ways Of War [Feat. Ruste Juxx and Shabaam Sahdeeq]
  5. Get Down Or Lay Down [Feat. Shabaam Sahdeeq and Red Eye]
  6. Q.B. Murderer
  7. No Joke
  8. Front Street
  9. Let’s Get High
  10. Too Many Nights
  11. Movie Villains (Remix) [Feat. Reef The Lost Cauze and Sha Stimuli]
  12. It’s Over Now [Feat. Montener The Menace and Punchline]
  13. Nuts And Screws [Feat. Nutso and Kyron]
  14. Welcome Back Screwball [Feat. KL, Ty Nitty and Scape Scrilla]

Beatz

  • Nickel Plated: 1, 2, 3, 4, 6, 7, 9, 10
  • Thorotracks: 5
  • Stu Bangas: 8, 11
  • Iron Fist Production: 12
  • Dj Brans: 13
  • Creative Innovators: 14

Scratch

  • Dj Ike: 12
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