Black Thought – Streams Of Thought Vol. 3: Cane And Abel

Voto: 4

Black Thought ci prende in giro? Intendiamoci, quello di spararla grossa è un vizietto che, prima o poi, mette in comune quasi tutti i rapper ed è uno dei sali di questa Cultura. Credo sia proprio una questione di deformazione professionale, che nasce da una reale necessità in un ambiente di lavoro in cui le iperboli si contendono, facendo a spintoni con l’ossigeno e l’azoto, lo spazio disponibile nell’aria. Spingersi però fino al punto di asserire che <<the artist you’re currently hearing is human>>, come ci rivela (spoiler alert) lui stesso nel suo terzo Streams Of Thought, pare un’assurdità. Specie dopo tutto l’impegno profuso nel convincerci del contrario.

La figura dell’invincibile è parte della doppia acca. Quel qualcuno che, in un dato momento, risulta fuori portata per tutti gli altri. Uno che, se vuole, prende il microfono senza preavviso e, con un paio di quartine, preme il pulsante OFF sulla carriera di chiunque. Oggi – e da almeno tre anni – quel qualcuno è proprio il talentuoso Signor Trotter; che (a scanso di equivoci e nonostante le smentite di facciata) ne ha piena consapevolezza. Il biglietto da visita ce lo mostra in Thought Vs. Everybody, quando lo sentiamo rappare <<bars is cryptocurrency, hypnotherapy/shittin’ on everything, 5’9″, 6’4″ lyrically/crystal clarity, wonder how I spit so thoroughly/stay so hungry, rappers can’t get no mercy/that’s the reason any other one who spit won’t versus me>>, evocando quel senso di onnipotenza che squarcia le fredde pareti del beat (che si amplifica oltremodo quando sveli la strofa al mondo standotene in ciabatte e calzini, sulla poltrona di casa tua). A metà strada tra un invito alla sfida e un monito solenne. Un falso bivio, con una sola meta e una sola scelta sensata: tornare indietro.

Giocate le carte 9th Wonder e Salaam Remi, Black Thought pesca dal mazzo i servizi di Sean C, già hit-man di lungo corso assoldato in un quarto di secolo da gente come Jay-Z, Ghostface Killah, Big Pun e Fat Joe, tanto per fare qualche nome, per contenere la terza incarnazione dei suoi flussi di coscienza. E il producer newyorkese risponde con una scala cromatica che svaria dalla pure acredine di pezzi come State Prisoner e Good Morning – un anthem mattutino che ringhia nelle orecchie, completato da un ritornello folle di Swizz Beatz e due saggi scolpiti nel granito da Pusha T e Killer Mike – in cui ‘Riq gioca a schioccare le dita come fosse Thanos, ai più morbidi velluti che avvolgono Magnificent (<<America, the beautiful, go ask Geronimo/what’s the worst they could do to you? I bet my mama know/I bet my father know your Honor’d throw the book at us/even if justice wasn’t blind, she’d never look at us>>) e Fuel, che riallacciano il ramo alle (concedetemi il gioco di parole) proprie radici.

Tra le sue rocciose estremità, il  ventre di questo terzo volume rivela però alcune incrinature, più o meno visibili. Ce n’è una lampante nella centralissima Nature Of The Beast, un esperimento Crossover fallito in piena regola. La sua texture simil-Elettronica, così dolciastra, e la scelta di riporre il piombo nella cartuccera in favore del cantato (che qui non si avvicina mai a quello di “Conception”), le fanno assumere la forma del tasto skip già alla seconda rotazione. Ma anche Steak Um, in tandem con ScHoolboy Q, non riesce a deflagrare come pronosticato: doveva buttare giù il palazzo e invece riesce solo a sfondare la parete. Troppo poco, considerate le forze in gioco.

Si torna così alla tesi iniziale. Voleva forse dimostrare che, in fondo, umano lo è davvero? Battute a parte, quando si parla di un monumento come Black Thought è inevitabile che anche la più piccola sbavatura faccia notizia. E Streams Of Thought Vol. 3 qualche rotellina nel motore che non riesce a girare alla stessa velocità delle sue premesse, che han fatto fare gli straordinari alle nostre ghiandole salivari per mesi, ce l’ha. Resto tuttavia convinto che il signor Trotter non sia fatto della stessa pasta di noialtri e che, convogliando questi flussi di coscienza in un unico catalizzatore, sia perfettamente in grado di strappare – anche da solista – un bel cinque lassù in alto. O, perlomeno, di andarci vicino vicino.

Tracklist

Black Thought – Streams Of Thought Vol. 3: Cane And Abel (Passyunk Productions/Republic Records/Universal Music Group 2020)

  1. I’m Not Crazy (First Contact)
  2. State Prisoner
  3. Good Morning [Feat. Swizz Beatz, Pusha T and Killer Mike]
  4. Magnificent
  5. Experience (Interlude)
  6. Quiet Trip [Feat. Portugal. The Man And The Last Artful and Dodgr]
  7. Nature Of The Beast [Feat. Portugal. The Man And The Last Artful and Dodgr]
  8. We Should Be Good [Feat. C.S. Armstrong]
  9. Steak Um [Feat. ScHoolboy Q]
  10. Thought Vs. Everybody
  11. Ghetto Boys & Girls [Feat. C.S. Armstrong]
  12. Fuel [Feat. Portugal. The Man And The Last Artful and Dodgr]
  13. I’m Not Crazy (Outro)

Beatz

  • Sean C: 1, 2, 4, 5, 9, 10, 11, 12, 13
  • Sean C, Sal Dali and LV: 3
  • Sean C and Sal Dali: 6
  • Sean C and MarvinoBeats: 7, 8
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