Army Of The Pharaohs – Heavy Lies The Crown

Voto: 2,5

AOTPHLTC500Qualora non fosse già freddo a sufficienza in questa infausta stagione, all’annuncio di un secondo album targato Army Of The Pharaohs nel giro di soli sei mesi la sensazione di brivido si è decisamente accentuata. Ciò non significa certo che non fossimo felici di poter bombardare le nostre cuffie con altro materiale griffato dal collettivo, tuttavia quando già l’arrivo sugli scaffali di “In Death Reborn” aveva mostrato evidenti segni di scricchiolio, il timore di trovarsi tra le mani altro materiale ulteriormente annacquato è diventato forte. Previsione azzeccata? Distanti dall’essere veggenti, né c’interessa esserlo, però la risposta, purtroppo, è positiva. Difatti, di “Heavy Lies The Crown” c’è ben poco da salvare: intenti ed attitudini del super-gruppo sono ultra noti e, a meno di improbabili cambi di direzione a livello creativo purtroppo non pervenuti, trovarsi altre quattordici tracce piene di Rap confrontazionale, sanguinario e decantante stancanti parallelismi tra immortalità faraonica e artistica rappresenta quanto di più prevedibile ci si potesse attendere.

Se non altro, l’Armata ha involontariamente eseguito una scelta di marketing sensata, evitando il mattone del doppio album in uscita singola, che a personalissimo avviso avrebbe seriamente minato le possibilità di vendita del prodotto una volta intuita l’incapacità di scrematura di questa voluminosa massa di pezzi. I difetti del disco sono i medesimi riscontrati per “In Death Reborn”, il problema è che qui sono addirittura accentuati. Se, difatti, l’album precedente conteneva la sua congrua dose di bangers a discapito di qualche fastidioso riempitivo in eccesso, in questo caso la presenza di materiale di cui prendere nota è ridotta all’osso (quattro o cinque tracce su quattordici, giusto per intenderci…), mentre al resto avremmo rinunciato volentieri dato che, oltre all’ostinata ripetitività dei temi scelti per i beat, si aggiunge una prestazione generale al microfono di qualità complessivamente declinante. Il primo aspetto, quello dell’assemblaggio dei suoni, può essere riassunto con due parole: noioso e mediocre. Non è servito a molto, nel mare di produttori coinvolti, l’aver assoldato due assi come 7L e Todd Spadafore, detentori di un curriculum clamoroso (basti pensare a 7L & Esoteric o al progetto Czarface), primo perché sono presenti solo nel 14% del lavoro, secondo perché i temi offerti sono piacevoli e nulla più. Salviamo dunque gl’intrecci di trombe di “The King’s Curse” e le varie intersezioni di chitarra elettrica di “The Hate And The Blame”, diamo una giusta menzione a “Sword And Bullet”, onesto tentativo del tedesco Shuko di ricreare un’atmosfera differente dalla media e, perché no, anche il singolo “Terrorstorm”, il quale – a parte il fatto che Block McCloud preferiremmo non sentirlo rappare – invita a molleggiare il testone su e giù proponendo al contempo una clip molto divertente. Contributi come quelli di C-Lance, il quale tira fuori un improbabile sample distorto per accompagnare il tedio dei nove versi di “Conjure The Legions”, fanno pensare che dopo un promettente inizio di carriera il producer promosso da Vinnie Paz si stia semplicemente accontentando di non evolvere, Stu Bangas continua a proporre sempre la solita minestra, Twiz The Beat Pro e Dj Skizz sprecano molto male il loro esordio su lavori AOTP, più genericamente le produzioni sono costruite sugli stessi canoni di sempre, ovvero giretti di piano, trombe trionfali e quant’altro, quindi letteralmente prive di una qualunque vitalità.

In secondo luogo, il lavoro dei vari mc’s presenta la solita, larga differenza qualitativa tra i vari membri e, nel complesso, è tutt’altro che soddisfacente. Esoteric, Apathy e Blacastan (quest’ultimo troppo poco presente) hanno evidentemente due marce in più di tutti e uniscono alla nota competenza la creatività, gli altri o sono proprio scarsi, oppure fossilizzati nei propri cliché. Personaggi come Doap Nixon o King Syze sono facilmente riconducibili alla prima categoria, dei secondi fanno parte lo zio Vinnie e Crypt, perennemente bloccati nella loro schematicità multilinea (se chiudete gli occhi e usate la fantasia, la barra la potete finire voi…), ma pure un Reef The Lost Cauze, che a volte se ne esce con frasi senza senso per forzare l’accoppiamento di sillabe multiple. Celph Titled è invece la delusione più forte, proprio perché ne apprezziamo tanto le capacità: non osa mettere un solo piede fuori dal solito seminato composto da citazioni di armi, bullismi assortiti e giochi di parole che legano uno o più termini assonanti, il cui effetto risulta purtroppo appiattito. Scarseggio di idee e di talento, ritornelli ai limiti del ridicolo (“The Quickening”) e dozzinalità assortite stridono clamorosamente con la possente fama underground dei Faraoni, che avranno pure avuto modo di recuperare il tempo perduto a tanti anni di distanza dalle registrazioni precedenti, ma che avranno bisogno – sperando se ne rendano conto – di ravvedersi su molti aspetti prima di pubblicare un altro disco esattamente identico a quelli passati.

Tracklist

Army Of The Pharaohs – Heavy Lies The Crown (Pazmanian Devil Music 2014)

  1. War Machine (Vinnie Paz, Reef The Lost Cauze, Crypt The Warchild, Celph Titled, Esoteric and Apathy)
  2. Blood Storm (Crypt The Warchild, Planetary, Celph Titled and Des Devious)
  3. The Tempter And The Bible Black (Vinnie Paz, Planetary, Esoteric, Apathy and Celph Titled)
  4. Serpent King (Blacastan, Celph Titled, Crypt The Warchild, Planetary and Zilla)
  5. The King’s Curse (Vinnie Paz, Celph Titled, Planetary, Apathy and Esoteric)
  6. Terrorstorm (Vinnie Paz, Celph Titled, Block McCloud, Reef The Lost Cauze, Esoteric, Crypt The Warchild and Apathy)
  7. Conjure The Legions (Esoteric, Planetary, Apathy, Vinnie Paz, Crypt The Warchild, Celph Titled, Reef The Lost Cauze, King Syze and Lawrence Arnell)
  8. Fed To The Lions (Vinnie Paz, Reef The Lost Cauze, Planetary, Apathy, Esoteric and Celph Titled)
  9. Sword And Bullet (Doap Nixon, Crypt The Warchild, Demoz and Vinnie Paz)
  10. Wrath Prophecy (Zilla, Planetary, Doap Nixon and Celph Titled)
  11. Conversation With A Bullet (Zilla, Celph Titled, Planetary and Vinnie Paz)
  12. The Hate And The Blame (Apathy, Esoteric, Lawrence Arnell, Vinnie Paz and Crypt The Warchild)
  13. Becoming The Absolute Becoming The Absolute (Crypt The Warchild, Apathy, Zilla and Vinnie Paz)
  14. The Quickening (Planetary, Esoteric, King Syze and Blacastan)

Beatz

  • Frank Dukes: 1
  • Nero: 2
  • Stu Bangas: 3
  • C-Lance: 4, 6, 7
  • 7L: 5
  • Twiz The Beat Pro: 8
  • Shuko: 9
  • Beatnick Dee: 10
  • Juan Muteniac: 11
  • Todd Spadafore: 12
  • Dj Skizz: 13
  • MTK and Kevin Lavitt: 14
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