Aleaka, Gentle T e Zeboh – Nessun dorma
Gira e rigira, è da un po’ di tempo a questa parte che, quando scriviamo di Hip-Hop italiano, al centro dei nostri approfondimenti figurano in sostanza sempre le medesime realtà e quanti ne fanno parte. Banalizzando, potremmo dire che quel nucleo di interpreti, di fianco a poche eccezioni e qualche veterano ancora in attività, meriti maggiori attenzioni di altri, spiccando in una sorta di competizione che va ritenuta quale elemento costituente della stessa Cultura; senza nulla togliere ai pochi che in concreto raggiungono quel piccolo spazio, riteniamo però che la questione sia un filo più articolata di così. L’underground – ne siamo felici – è vivo, ma appare frastagliato e afflitto da inevitabile amatorialità: l’illusoria praticità offerta dal digitale e i cinque minuti di relativa notorietà garantiti a tutti dai social hanno diffuso convinzioni dure da scardinare, molti si sentono artisti per il solo fatto di aver avviato un percorso in tal senso, molti meno si sono invece preoccupati di macinare esperienze, costruire sinergie e proporre una visione autentica, disillusa, oltre che alternativa a quella del mainstream. Tra questi c’è il collettivo Moltisanti ed è per questa ragione che, di nuovo, ce ne occupiamo.
Dopo “Truvatura” e “Area cani”, l’uno con Toni Zeno e l’altro con Liffe e Barra1 al microfono, più Cali e Fid Mella in “Agli occhi degli altri”, il progetto giunge in un solo semestre al quarto tassello di una progressione già caratterizzata da una discreta unitarietà. Discorso che vale sì per le reciproche interazioni nei lavori citati come per il ruolo fin qui centrale di Aleaka, le cui texture compositive contribuiscono a rendere più riconoscibile l’insieme, questa sorta di sintonicità, una vibrazione che si sviluppa a partire dalle medesime frequenze, è tuttavia un tratto che accomuna l’approccio stesso dei diversi attori coinvolti, vicini per temi, pensieri e strategie. E’ per questo motivo che di “Nessun dorma” ci piacerebbe venisse colto anzitutto quest’aspetto: che sia il seguito di “Ridi pagliaccio”, pubblicato esattamente un anno prima da Gold Leaves Academy, è facile intuirlo; che il felice gioco di contrasti tra la penna rigorosa di Gentle T e la versatilità di Zeboh sia uno dei pregi principali del disco, anche; aggiungiamo che nelle atmosfere del produttore piemontese i due rapper salentini possono abbandonare la rispettiva zona di comfort, talvolta misurandosi con ritmiche insolite (vedi “Acchiatura”), e le indicazioni di base ci sono tutte. Il resto, appunto, definisce meglio il tono dell’operazione e la colloca all’interno di un disegno preciso, accurato, oltre che di una nicchia i cui prodromi sono altrettanto noti.
<<Non saranno hit, brother/non saremo nel mercato, almeno come ci vuole>> (“Il miracolo prosegue”) rimarca questo posizionamento: la retorica Hip-Hop fa spesso riferimento a una legittima aspirazione verso il successo, risultato che (ci si dimentica di aggiungere) in genere viene ottenuto attraverso uno svilimento della propria musica; Salvatore e Flavio si pongono a distanza da una polarizzazione che si traduce in quel cliché o nel suo esatto opposto, l’mc hardcore livoroso e orgoglioso non è chiaro di cosa, rivendicando in primis la coerenza e le qualità infuse in prove che, per loro natura, non rispondono ai gusti del grande pubblico. Da questa consapevolezza, ribadita ancora nella titletrack (<<per quel che ho fatto dovrei stare a Lugano su un cabriolet/e invece sto a Lecce e dico vabbe’/poteva andarmi meglio ma anche molto peggio, tipo essere te>>), discende un atteggiamento disincantato, spontaneo, critico nei riguardi di determinati meccanismi ma per nulla incline a piangersi addosso (<<qui va tutto una merda, non rallenta e non cambierà niente/bandiere al vento, freddo tagliente/ognuno la sua pena, la mia se vi sento rimare/se c’è un Dio ha dato a tutti una fetta di male>> – “Buongiorno”), modalità che forse riflette un carattere temprato dalla necessità di fare quanto si può con ciò che si ha, a prescindere dai limiti intrinsecamente legati a una cornice ambientale che il più delle volte dissemina ostacoli da sormontare.
Ed ecco un’altra sfumatura di Moltisanti che ci piace: dà vitalità alla provincia. La lucidità di “Sud Italia strage” (<<qui non serve champagne, serve l’acqua/dove la campagna mo’ è deserto/…/sud Italia strage, scapperanno i giovani/mare mangia spiaggia, ricco mangia poveri>>) smonta beceri luoghi comuni con messaggi incisivi, diretti, estrapolati da biografie che raccontano di sacrifici e difficoltà vere (<<me ne sono andato dall’Italia in fretta, stavo a Norimberga/quando la mia terra disse muori, merda/quando può mancare il pane, ne assapori ogni santa fetta>> – “Vincerò”). Un sottotesto trasversale, che definisce la squadra nella sua globalità: vale per Zeno, non meno che pazzesco nella sua strofa, come per Click Head e Doye in “On the road”, ingressi graditissimi nel brano più aggressivo dei quattordici complessivi. A proposito di featuring, quello di MadMan in “Forti proprio” evidenzia ancora più lo spirito di condivisione che lega il team: Toni partecipava a “MM vol. 5”, l’artista di origini pugliesi, sicuramente abituato a un campionato differente, ricambia qui e chiude un cerchio che ci auguriamo torni ad aprirsi. Perché l’impressione, oramai difficile da confutare, è che il fitto lavorio svolto nel sottosuolo sia stato notato anche ai cosiddetti piani più alti: l’Hip-Hop muta, cresce e continua a proiettarsi nel futuro soprattutto grazie a chi ha il coraggio di non inseguire il successo altrui, contravvenendo alle regole imposte da un mercato che fagocita e uniforma talenti.
Nel loro piccolo, Aleaka, Gentle T e Zeboh contribuiscono a tenere in salute una scena che ha bisogno del genuino entusiasmo di Moltisanti – e di chi non intenda essergli da meno. Tanto basta per invitarvi ad ascoltare “Nessun dorma”, del quale potrete apprezzare barre, suoni, ironia e via dicendo, oltre a tutti quei dettagli che abbiamo lasciato ai margini di un commento volutamente più ampio: graffiata la superficie, c’è altro da scoprire. Buon divertimento.
Tracklist
Aleaka, Gentle T e Zeboh – Nessun dorma (Moltisanti 2026)
- Kill it [Feat. Dave Flux]
- Sembra una sparatoria
- Il miracolo prosegue
- Nessun dorma
- Forti proprio [Feat. MadMan]
- Buongiorno
- Harry&Marv
- Sud Italia strage
- How to pimp a tenor
- Acchiatura [Feat. Toni Zeno]
- Haha
- On the road [Feat. Click Head e Doye]
- Serve altro
- Vincerò
Beatz
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Bra
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