Akrobatik and LX Beats – AK LX

Voto: 3

Una decade si è appena chiusa lasciando le luci dell’alba a illuminare quella successiva, all’interno della quale Akrobatik estende la longevità della sua rispettata carriera attraverso la realizzazione di un EP rilasciato proprio agli sgoccioli dello scorso anno e costruito a quattro mani col produttore finlandese LX Beats in quella che diviene l’ennesima dimostrazione della capacità dell’Hip-Hop di spezzare barriere culturali solo apparenti, grazie alla preziosa evoluzione delle tecnologie di comunicazione. “AK LX” è un lavoro di esigua durata, il cronometro si ferma infatti appena dopo lo scoccare dei ventitré minuti offrendo otto pezzi nei quali l’artista proveniente da Dorchester – da oltre vent’anni orgoglioso rappresentante della scena del quadrifoglio color verde – torna a proporre il ben conosciuto stile lirico improntato sulla sostanza e sulla diversità tra argomenti, sopra gli assemblaggi eseguiti dal nativo di Espoo.

Non si tratta certo di un’operazione di nuova concezione o che possa sorprendere più di tanto, nonostante il nobile fine di ridurre le distanze tra artisti che mai, altrimenti, avrebbero scoperto affinità artistiche: le connessioni tra Stati Uniti e resto del mondo riuniscono oramai la Cultura sotto la medesima bandiera con cadenze sempre più frequenti. E dunque “AK LX” di grosse pretese non ne ha, se non appunto quelle di accostare le qualità tecniche del lyricist bostoniano ai beat della sua controparte europea, senza dare luogo a un particolare concetto di fondo, niente più di una tacca da sommare alle rispettive discografie preesistenti. In aggiunta alla mancanza di un collante vero e proprio tra i pezzi, troviamo pure assai sorprendente il fatto che Akro non sia sempre vicino al tasso lirico per il quale si è sempre distinto, considerazione che non può essere lasciata facilmente in secondo piano vista la brevità del progetto; il tutto è poi appesantito da una produzione che – pur nella sua indubbia durezza – non trova quasi mai modo di sorprendere a causa di soluzioni sonore spesso impalpabili, nelle quali spicca l’assenza di un loop in grado di catturare davvero l’attenzione.

Quanto appena rilevato trova un valido sostegno esemplificativo in “Poetic License”, traccia d’apertura che – come sempre ci piace sottolineare – dovrebbe fungere da biglietto da visita per ciò che giungerà in seguito, una presentazione che qui avviene però attraverso un allestimento sonoro piacevolmente scuro ma che si trascina in avanti faticosamente, senza lasciare particolari solchi emozionali; un’atmosfera plumbea nella quale le rime si alternano tra autocompiacimento per il proprio tasso di bravura e la lunga militanza sui palchi, giocando con troppa ovvietà sulla connessione finnico-statunitense e deviando saltuariamente sull’orgoglio per la propria indipendenza. Nulla che non si sia già sentito in precedenza.

La generica mancanza di mordente è altresì attestata da passaggi come “Migrate”, brano onestamente non molto ben costruito a livello di ritornello e musicalmente anonimo, un vero peccato data la presenza di un ospite di riguardo quale M-Dot (altrove ci sono anche zio Edo e il fedele compagno Mr. Lif, ambedue coinvolti nella consistente “Bend But Don’t Break”), che se non altro rende assai godibile la parte tecnica dato che quella argomentativa si barcamena alla meno peggio parlando della vita in tour e dell’assorbimento di altre culture e la conoscenza di nuove platee, tematica pluri-sviluppata e quindi bisognosa di quel tocco di originalità in più che nel caso specifico tende a latitare. Akrobatik, si sa, se la cava decisamente meglio quando affronta terreni qualitativamente più significativi, estraendo la coscienza sociale che tesse le liriche di “Here We Go Again” e “Copay”, denunciando i soprusi delle forze dell’ordine sopra a secchi di colpi di cassa nel primo caso e offrendo qualche gioco di sillabe in più nel secondo, creando coppie di rime vincenti pur senza offrire niente di terribilmente complesso ma rendendo tangibili sia la sua costante presenza nella comunità di appartenenza che la rabbia provata verso le ingiustizie (<<it makes me think how many people got deported ‘cause they transported the cocaine that the politicians snorted>>).

Interessante è pure l’idea alla base di “Live At The BBQ ‘20”, nella quale si nota un’ambientazione maggiormente melodica e rilassata grazie al piano e all’appena accennato sample di archi, un pezzo intimo che nel testo utilizza la figura familiare del barbecue per disquisire di una scena perennemente confusa dalla presenza di dubbie alternative al Rap, scavando nel contempo tra i ricordi del passato, le dispute tra parenti e glorificando la vittoria della madre sulla dipendenza dall’alcool, radunando l’insieme attorno a un invitante immaginario fatto di fuoco, sole e cibo in abbondanza. Spiace di conseguenza che le altre proposte non riescano a far scoccare la stessa scintilla e si limitino ad essere – per quanto apprezzabili all’orecchio – solo dimostrazioni di scorrevolezza tecnica su bpm finalmente differenti dal resto della scaletta (“Blackout In The Booth”) o disquisizioni su morali univoche tratte da circostanze differenti costruite su citazioni da social network (“Scam Likely”), episodi che se non altro mettono sul piatto – con ritardo – un loop in grado di scrollare le cervicali.

L’EP “AK LX” non è né brutto né realizzato male, semplicemente non possiede quel quid in grado di elevarlo rispetto a una qualsiasi altra uscita dalle caratteristiche affini. Il talento lirico di Akrobatik non è certo in discussione, nonostante quel paio di tracce dove emerge una palese mancanza d’ispirazione, rendendo così più evidente il traguardo mancato dal beatmaker finlandese, ovvero quello di proporre qualcosa che riesca davvero a fare breccia in ambiti dove la longevità di un disco è strettamente relazionata alla distinzione dalla folta concorrenza, per quanto underground essa sia. Non c’è nulla, in sostanza, che invogli a proseguire oltre la classica manciata di ascolti; e si passerà quindi ad altro senza troppi patemi.

Tracklist

Akrobatik and LX Beats – AK LX (No label 2019)

  1. Poetic License
  2. Here We Go Again
  3. Copay
  4. Migrate [Feat. M-Dot]
  5. Bend But Don’t Break [Feat. Edo. G and Mr. Lif]
  6. Blackout In The Booth
  7. Scam Likely
  8. Live At The BBQ ’20

Beatz

All tracks produced by LX Beats

Scratch

  • Dj Grazzhoppa: 2, 5
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