Aesop Rock – Appleseed

Voto: 4 +

aesop_appleseed500Siamo nel 1999 ed “Appleseed” è il secondo lavoro per Aesop Rock, ventitre anni ma già tante idee ben chiare in testa. Come per “Music For The Earthworms”, il suo primo progetto autoprodotto, anche per “Appleseed” la vita non è facile: entrambi restano imbrigliati nel sottobosco underground e tutt’oggi sono molto difficili da scovare. Eppure, come dei vecchi cercatori d’oro che sognavano l’Eldorado, noi appassionati di suoni originali abbiamo sempre le orecchie puntate sui dischi dimenticati da Dio e in questo caso la ricerca viene premiata. Personalmente, Aesop Rock mi ha affascinato fin da principio per il suo modo di interpretare l’Hip-Hop, per la sua tecnica sopraffina ma allo stesso tempo disordinata, i suoi incastri arditi e il suo travolgente flusso vocale, la sua intelligenza e allo stesso tempo dalla sua genuina maturità.

Ma, di fianco all’mcing, bisogna considerarne le qualità altrettanto valide nel beatmaking. Visionario e dotato di un gusto proprio, Aesop produce infatti sei degli otto brani dell’EP: dopo un intro che preannuncia l’andazzo generale, è la volta di “Dryspell”, una ballata Jazz che chiunque si aspetterebbe di sentire nel peggior club di un sobborgo di New Orleans, abbinamento ideale per il Rap ossessivo che diventa un tutt’uno col sample di contrabbasso e sassofono – semplicemente geniale! Le atmosfere cambiano completamente in “Same Space”, traccia rilassata ma allo stesso tempo riflessiva e coinvolgente, che richiama un po’ i suoni di casa Antico. Label che si materializza davvero nella conclusiva “Odessa” grazie alla presenza di Dose One, uno degli esponenti più titolati dell’ormai nota etichetta underground. Come già detto, “Appleseed” è quasi interamente prodotto dallo stesso Aesop, supportato dal socio di sempre Blockhead e da Omega One in “Sick Friend” per l’ennesimo ribaltamento di sonorità. Bellissime anche “Hold The Cup” per il violino malato, “1,000 Deaths” per i bongo jazzati e “Blue In The Face” per i percorsi onirici e inusuali che, come lame taglienti, riescono a insinuarsi nel cervello.

Chi conosce la scrittura di Aesop sa bene che non è facile seguirlo nell’interezza delle liriche, il suo flow e la scrittura che procede per immagini sono elementi di non immediata comprensione e qui, se possibile, il tutto è ancora più contorto – armatevi quindi di tutti i testi per affrontare al meglio l’ascolto. Che dire di più? Siamo di fronte a un prodotto non facile ma che, se decodificato, vi aprirà numerose porte… Pillola azzurra: fine della storia. Domani ti sveglierai in camera tua e crederai a quello che vorrai. Pillola rossa: resti nel paese delle meraviglie e vedrai quant’è profonda la tana del Bianconiglio. Ti sto offrendo solo la verità, ricordalo. Niente di più…

Tracklist

Aesop Rock – Appleseed (No label 1999)

  1. Appleseed Intro
  2. Dryspell
  3. Same Space (The Tugboat Complex Part 2)
  4. Sick Friend
  5. Hold The Cup
  6. 1,000 Deaths
  7. Blue In The Face
  8. Odessa [Feat. Dose One]

Beatz

  • Aesop Rock: 1, 2, 3, 5, 7, 8
  • Omega One: 4
  • Blockhead: 6

Scratch

  • Omega One: 4
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